Individuare l'"essenza" di Hanoi negli spazi pubblici.
- Dott. Architetto Nguyen Thai Huyen, come valuta l'attuale sistema di parchi, giardini e spazi verdi ad Hanoi?

Hanoi ha individuato lo sviluppo di parchi e spazi verdi come uno dei compiti chiave della sua pianificazione urbana. La città sta implementando numerose soluzioni integrate, dalla revisione e adeguamento dei piani per garantirne la fattibilità, alla definizione delle priorità di investimento in nuove costruzioni e nella ristrutturazione degli spazi esistenti. Inoltre, di recente sono state fortemente promosse attività di piantumazione di alberi presso scuole, ospedali, uffici e aree residenziali. Tuttavia, la realtà dimostra che il sistema di parchi, giardini e spazi verdi nel centro città è ancora al di sotto delle aspettative. Molte aree residenziali, soprattutto nel centro storico, soffrono di una grave carenza di spazi verdi. Oltre alla scarsità di aree, il sistema degli spazi pubblici di Hanoi presenta anche numerose limitazioni in termini di struttura e accessibilità. Molte zone sono difficilmente accessibili, prive di attività comunitarie, zone d'ombra, servizi di base o sono diventate eccessivamente commerciali. Ciò non solo incide sulla qualità della vita urbana, ma impoverisce anche la vita di comunità e l'identità spaziale di Hanoi.
- Secondo lei, quando si discute dell'identità di Hanoi negli spazi pubblici, da dove dovremmo iniziare?
- Se dovessi scegliere un punto di partenza, direi che non è il design, ma l'identità. Ciò significa capire: cosa definisce "Hanoi" nella percezione dei suoi abitanti quando entrano in uno spazio pubblico? Innanzitutto, è necessario comprendere che l'identità non è un insieme di elementi formali come tetti curvi, motivi tradizionali o simboli culturali. L'identità – vista dalla prospettiva della teoria dell'"anima del luogo" dell'architetto Christian Norberg-Schulz – è la capacità di uno spazio di permettere alle persone di riconoscere dove si trovano e di sentire un senso di appartenenza.
Per Hanoi, l'identificazione dell'identità negli spazi pubblici deve partire da tre livelli: il livello fisico – la caratteristica struttura urbana con vicoli stretti, cortili comuni, laghi e aree verdi; il livello sociale – le routine quotidiane come l'esercizio mattutino, le conversazioni e le attività comunitarie; e infine, il livello della memoria urbana – la storia attraverso i diversi periodi. La nostra ricerca dimostra che il sistema di giardini fioriti nell'area storica del centro storico è di grande valore non solo per la sua forma, ma anche perché è connesso alla vita comunitaria e a uno specifico contesto storico. Ad esempio, il Parco Thong Nhat conserva monumenti storici, storie di persone ed eventi speciali, legati alle aspirazioni del popolo per la riunificazione nazionale, o il giardino fiorito Ly Thai To sulle rive del lago Hoan Kiem ad Hanoi, che in passato ha avuto molti nomi diversi, ognuno associato a una storia storica di Thang Long... Pertanto, identificare l'identità non significa "trovare differenze", ma comprendere profondamente ciò che già esiste.
- Infatti, molti nuovi spazi pubblici oggi vengono criticati per la loro "mancanza di identità". Secondo te, dove sta il problema?
- Credo ci sia un equivoco comune: tendiamo a equiparare l'identità alla forma. Alcuni luoghi cercano di creare un'identità per gli edifici pubblici incorporando dettagli tradizionali come motivi decorativi, monumenti, tetti curvi... Ma se si fermano lì, è facile cadere nella trappola di "simulare l'antichità", ovvero ricreare il passato in modo superficiale.
Un'osservazione più attenta rivela la flessibilità con cui gli abitanti di Hanoi utilizzano lo spazio urbano. Un marciapiede al mattino può diventare un luogo per fare esercizio, un'area di riposo a mezzogiorno e un parco giochi per bambini nel pomeriggio. Ciò dimostra chiaramente un forte senso di comunità e di connessione tra le persone. Non si limitano ad attraversare lo spazio; si fermano, chiacchierano e creano spontaneamente relazioni sociali. Inoltre, esiste una stretta connessione con la natura: alberi, acqua, ombra. Questi elementi non sono solo ecologici, ma anche emotivamente significativi, e senza di essi, anche lo spazio più bello perderebbe la sua identità.
La realtà è che, pur investendo ingenti somme in grandi parchi, il loro utilizzo non è ancora efficiente. Gli spazi pubblici acquisiscono valore solo quando diventano luoghi vivibili, ovvero luoghi ricchi di attività, ricordi e un senso di appartenenza. Molti parchi oggi non riescono ad attrarre grandi folle perché la loro progettazione privilegia la forma alla sostanza, non si basa su studi comportamentali, non offre attività rilevanti per la vita dei residenti e manca di meccanismi di gestione e operativi efficaci. Al contrario, i giardini tradizionali, sebbene di piccole dimensioni, possiedono un'immensa vitalità perché sono facilmente accessibili, si adattano alle abitudini delle persone e sono profondamente legati alla comunità locale.
La nostra ricerca indica inoltre che gli spazi pubblici realizzano appieno il loro valore solo quando diventano luoghi di interazione, svago e attività sociali. Pertanto, il fattore determinante non è l'entità dell'investimento, bensì la capacità di integrare lo spazio nella vita quotidiana.
Per rendere gli spazi pubblici veramente "vivi"

- Quindi, partendo dall'individuazione delle caratteristiche degli spazi pubblici, come possiamo poi procedere per creare un'identità unica di Hanoi in questi luoghi, signora?
A mio avviso, ci sono tre cambiamenti fondamentali. Innanzitutto, dobbiamo passare dalla progettazione formale alla progettazione esperienziale. Invece di chiederci che aspetto abbia lo spazio, chiediamoci: cosa faranno le persone lì? Ci resteranno? Ci torneranno? Uno spazio pubblico con un'identità ben definita deve creare molteplici scenari di utilizzo, essere flessibile e permettere alle persone di viverlo in modo naturale.
In secondo luogo, è necessario rispettare la peculiare struttura spaziale di Hanoi, una struttura a più livelli in cui spazi pubblici, semi-pubblici e privati si intrecciano. I nuovi spazi pubblici non possono essere isolati, ma devono connettersi con la rete urbana esistente, creando strati di transizione e integrandosi con la vita circostante.
In terzo luogo, e soprattutto, c'è il principio della co-creazione: l'identità non può essere definita dall'alto verso il basso, ma deve formarsi attraverso la partecipazione della comunità, dalla consultazione e dall'uso flessibile fino al mantenimento delle attività spontanee. È questo processo che garantisce che gli spazi pubblici non solo "esistano", ma che "vivano" veramente.
- A suo parere, come possiamo sfruttare le innovazioni istituzionali derivanti dalla Legge sulla Città Capitale del 2026 e dal Piano di Sviluppo della Città Capitale di Hanoi, con una visione a 100 anni, per sviluppare spazi pubblici che riflettano l'identità unica di Hanoi?
Un quadro istituzionale favorevole è necessario, ma solo un prerequisito. La reale efficacia dipende dalla sincronizzazione tra progettazione e gestione. In primo luogo, la pianificazione deve stabilire chiaramente soglie minime per lo spazio pubblico, riducendo al minimo la possibilità di modifiche arbitrarie e organizzando il sistema spaziale secondo una rete logica piuttosto che come punti frammentati. Successivamente, interviene la gestione, che definisce chiaramente le responsabilità operative, garantisce un'autentica natura pubblica (ampia accessibilità, assenza di commercializzazione) e controlla rigorosamente le modifiche funzionali durante l'uso. Infine, gli strumenti sociali svolgeranno un ruolo chiave nel mantenimento della qualità a lungo termine attraverso la partecipazione della comunità, la trasparenza delle informazioni di pianificazione e gestione e l'istituzione di meccanismi di controllo indipendenti.
Hanoi possiede un vantaggio significativo: la sua ricchezza culturale e una società urbana che conserva ancora forti legami comunitari. Se sfruttato adeguatamente, questo elemento può fornire un'ottima base per costruire un'identità unica. Tuttavia, se continuerà a inseguire forme superficiali o a copiare modelli esterni, il rischio di perdere la propria identità è concreto.
Grazie mille, signora!
Fonte: https://hanoimoi.vn/thiet-design-nhung-noi-chon-mang-ban-sac-ha-noi-884357.html








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