La mattina del 1° marzo, ad Hanoi, il Primo Ministro Pham Minh Chinh ha partecipato alla cerimonia di annuncio della Risoluzione dell'Assemblea Nazionale sull'istituzione del Ministero delle Minoranze Etniche e delle Religioni, del Decreto del Governo e di altre risoluzioni e decisioni in materia di organizzazione del personale. Erano presenti anche i membri del Politburo : Do Van Chien, Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente del Comitato Centrale del Fronte della Patria del Vietnam; il Generale Phan Van Giang, Ministro della Difesa Nazionale; i membri del Comitato Centrale: Nguyen Chi Dung, Vice Primo Ministro; Dao Ngoc Dung, Ministro delle Minoranze Etniche e delle Religioni; i vertici di ministeri, dipartimenti, agenzie centrali e autorità locali del Nord; e personalità di spicco di diverse organizzazioni religiose.
In questa occasione, il Segretario Generale To Lam, il Presidente Luong Cuong, il Primo Ministro Pham Minh Chinh e il Presidente dell'Assemblea Nazionale Tran Thanh Man hanno inviato composizioni floreali di congratulazioni.
Nel corso della cerimonia, a nome dei leader del Partito e dello Stato, il Primo Ministro Pham Minh Chinh ha consegnato ai vertici del Ministero delle Minoranze Etniche e della Religione la Risoluzione dell'Assemblea Nazionale e il Decreto del Presidente che approva la nomina del compagno Dao Ngoc Dung a Ministro delle Minoranze Etniche e della Religione. Il Vice Primo Ministro Nguyen Chi Dung ha consegnato il Decreto del Primo Ministro che nomina quattro Vice Ministri delle Minoranze Etniche e della Religione.
Nel suo intervento alla cerimonia, il Primo Ministro Pham Minh Chinh si è congratulato con il Ministero delle Minoranze Etniche e delle Religioni per la sua istituzione, sottolineando come ciò dimostri l'attenzione del Partito e dei leader dello Stato verso le questioni etniche e religiose e promuova i movimenti etnici e religiosi al servizio della causa rivoluzionaria, per la protezione della Patria e per lo sviluppo del Paese.
Il Primo Ministro ha sottolineato la necessità di migliorare la gestione statale delle questioni etniche e religiose, garantendo l'efficacia e promuovendo il contributo dei gruppi etnici e delle religioni alla causa rivoluzionaria del Partito, dello Stato e del popolo.
Il Primo Ministro ha ringraziato il compagno Hau A Lenh per essere stato incaricato dal Partito e dallo Stato di presiedere la Commissione per gli Affari delle Minoranze Etniche nel periodo precedente e per aver portato a termine con successo tale incarico; ha ringraziato il Ministro degli Interni Pham Thi Thanh Tra per la sua ottima gestione del settore degli affari religiosi; e ha ringraziato il compagno Dao Ngoc Dung per aver svolto con successo le importanti responsabilità di Ministro del Lavoro, degli Invalidi di Guerra e degli Affari Sociali e per essere ora trasferito dal Partito e dallo Stato ad assumere la carica di Ministro delle Minoranze Etniche e della Religione.
Il Primo Ministro ha affermato che, per quanto riguarda le questioni etniche, il nostro Paese è vasto, con 54 gruppi etnici che possiedono identità culturali distinte. Il principio fondamentale rimane "la fratellanza e la solidarietà", e lo spirito di unità nazionale è stato coltivato in tutti i periodi e le fasi della rivoluzione, conseguendo grandi vittorie, come insegnava il Presidente Ho Chi Minh: "Unità, unità, grande unità. Successo, successo, grande successo". Allo stesso modo, per quanto riguarda la religione, ci siamo mobilitati con lo spirito di "religione e nazione", con religione e vita intrecciate, adempiendo ai compiti politici assegnati dal Partito e dallo Stato, al servizio della causa rivoluzionaria del Partito e della causa di costruzione e difesa del Paese.
Grazie all'attenzione del Partito e dello Stato, la causa dell'unità nazionale ha conseguito un brillante successo, compresa l'unità delle religioni, che noi, insieme al Paese e alla nazione, abbiamo superato tutte le difficoltà negli ultimi 95 anni dalla fondazione del Partito.
Il Primo Ministro ha sottolineato che, nella nuova situazione, dobbiamo dare priorità al grande pilastro della nazione: l'unità nazionale, e massimizzare la "solidarietà nazionale e l'amore fraterno" per adempiere agli ardui compiti affidati dal Partito, dallo Stato e dal popolo. Riguardo all'unità nazionale, il Primo Ministro ha evidenziato la necessità di pari accesso per tutti i gruppi etnici; di garantire che non vi siano divari di sviluppo tra i gruppi etnici; e di impedire che forze ostili, organizzazioni reazionarie ed elementi politici opportunisti dividano l'unità dei gruppi etnici, assicurando che nessuno venga lasciato indietro. Questa è sempre stata una priorità per il Partito e lo Stato, soprattutto alla luce della recente decisione del Politburo di abolire le tasse scolastiche per tutti i livelli di istruzione, dalla scuola dell'infanzia alle superiori.
Tenendo conto di ciò, il Primo Ministro ha espresso la sua preoccupazione per le scuole e le strutture mediche destinate ai bambini nelle zone remote, nelle regioni abitate da minoranze etniche, nelle zone di confine e nelle isole; e ha suggerito che il Ministero delle Minoranze Etniche e delle Religioni si coordini con il Ministero dell'Istruzione e della Formazione per elaborare un piano di costruzione di collegi a livello nazionale, in modo che i bambini di queste aree abbiano accesso a strutture residenziali e non debbano percorrere lunghe distanze.
Secondo il Primo Ministro, poiché non è ancora possibile organizzare molte scuole, è necessario un piano per la costruzione di collegi a livello nazionale; è fondamentale garantire alloggio e vitto ai bambini. A tal fine, il Governo aumenterà le entrate e ridurrà le spese, in particolare quelle correnti non necessarie, per destinare le risorse a questi compiti; si chiede al Ministro per le Minoranze Etniche e le Religioni di adoperarsi per completare il piano entro quest'anno.
Il Primo Ministro ha inoltre richiesto il potenziamento delle strutture mediche in queste aree e ha incaricato il Ministro della Salute di elaborare un piano per migliorare tutte le strutture per esami e cure mediche a livello nazionale, in particolare nelle zone remote e svantaggiate, con l'obiettivo primario di dare priorità all'assistenza sanitaria e alla tutela della vita delle persone.
Il Primo Ministro ha sottolineato che l'attuazione del piano deve essere altamente scientifica e flessibile; deve garantire pari accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione; e deve promuovere l'identità culturale dei gruppi etnici, trasformandola in una risorsa per lo sviluppo. Abbiamo un programma mirato sulla cultura, ma ci manca un piano specifico per trasformare questa identità in una risorsa per lo sviluppo nazionale, compresi i settori della cultura e dell'intrattenimento; la cultura deve essere trasformata in ricchezza e beni materiali.
Riguardo alle questioni religiose, il Primo Ministro ha sottolineato la necessità di garantire la libertà religiosa; di integrare strettamente religione e vita, vita e religione, religione e nazione; e di integrare la religione con la nazione: queste sono questioni cruciali. Ha ribadito che, pur gestendo la religione, è necessario anche promuoverne lo sviluppo e garantirne la libertà religiosa. La religione deve essere legata alla nazione, svilupparsi di pari passo con essa e sostenere e contribuire all'attuazione delle direttive del Partito, delle politiche e delle leggi dello Stato e delle aspirazioni del popolo, senza tuttavia contrastare gli interessi della nazione e del Paese.
Le condizioni di vita delle persone di tutte le religioni devono migliorare progressivamente, di pari passo con lo sviluppo del Paese, con l'obiettivo di non lasciare indietro nessuno. Le organizzazioni e le attività religiose devono garantire libertà e benessere, con il Dharma e la nazione strettamente legati allo sviluppo del Paese, rafforzando il ruolo della religione nelle attività sociali e internazionali, come dimostrato dai preparativi del Vietnam per la celebrazione del Vesak delle Nazioni Unite del 2025.
Partecipiamo a questo processo, rispondendo al progresso della religione nel mondo e contribuendo a promuovere l'unità religiosa a livello nazionale e internazionale, seguendo il cammino della giustizia, del progresso sociale e dello sviluppo della civiltà umana; impedendo a forze ostili, elementi reazionari e malvagi di incitarci, manipolarci e dividerci. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo prenderci cura della vita materiale e spirituale delle persone di tutte le religioni. Religione e nazione sono intrecciate e devono svilupparsi insieme al Paese.
Il Primo Ministro ha disposto che venga elaborato e presentato alle autorità competenti un piano per lo sviluppo sano e civile delle religioni; ha sottolineato che, una volta perfezionata la struttura organizzativa, il Ministro e gli altri dirigenti del Ministero delle Minoranze Etniche e delle Religioni dovranno iniziare immediatamente i loro compiti, garantendo un lavoro ininterrotto, soprattutto per quanto riguarda le attività a favore della popolazione, contribuendo all'obiettivo nazionale di una crescita di almeno l'8% quest'anno. Si tratta di un compito estremamente impegnativo, pertanto gli sforzi del Paese devono essere raddoppiati; i gruppi etnici e le religioni devono contribuire alla stabilità politica, all'ordine sociale e alla sicurezza; e ogni impresa e ogni cittadino devono contribuire alla crescita del Paese.
Il Primo Ministro ha ringraziato l'Assemblea Nazionale, il Fronte della Patria e le organizzazioni politiche e sociali per essere sempre state al fianco della nazione e del Paese, per aver sostenuto le questioni relative all'etnia e alla religione e per aver collaborato con il Governo per rafforzare la gestione statale a supporto dello sviluppo nazionale.
Il Primo Ministro ha richiesto un miglioramento della comunicazione sulle questioni etniche e religiose, al fine di garantire che nessuno venga lasciato indietro nel processo di sviluppo. Pur avendo ottenuto buoni risultati in questo ambito e raggiunto numerosi successi, ci troviamo ancora ad affrontare molte sfide rispetto alle esigenze dello sviluppo. Il Primo Ministro ha esortato i vertici del Ministero degli Affari Etnici e Religiosi a sostenere lo spirito di unità e solidarietà all'interno dell'organizzazione, fungendo da modello per gli altri gruppi etnici e religiosi. Il Primo Ministro ha inoltre sottolineato la necessità che i leader e i funzionari del Ministero degli Affari Etnici e Religiosi si impegnino regolarmente e attivamente con la popolazione locale, raggiungendo anche le regioni più remote, di confine e insulari, al fine di formulare politiche etniche e religiose che creino slancio e ispirino uno sviluppo equo.
A nome del Ministero delle Minoranze Etniche e delle Religioni, il Ministro Dao Ngoc Dung ha espresso gratitudine ed emozione per la decisione del Partito e dello Stato di istituire il Ministero delle Minoranze Etniche e delle Religioni; si è impegnato a seguire le direttive del Primo Ministro pronunciate durante la cerimonia; e ha garantito che la dirigenza e le unità affiliate del Ministero delle Minoranze Etniche e delle Religioni continueranno a sostenere lo spirito di solidarietà, unità, dedizione e impegno, facendo del loro meglio per adempiere a tutti i compiti affidati dal Partito, dallo Stato, dal Governo, dall'Assemblea Nazionale e dal popolo.
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