La pioggia di meteoriti che colpì la città di L'Aigle, in Francia, nel 1803, fornì prove inconfutabili dell'esistenza di rocce extraterrestri, segnando l'inizio della meteorologia.
Simulazione dello sciame meteorico del 1783. Foto: Wellcome Collection
Prima del XIX secolo, gli scienziati erano scettici riguardo alle meteoriti. Nonostante le testimonianze storiche di meteoriti risalenti all'epoca romana, l'idea che rocce cadessero dal cielo sembrava inverosimile agli esperti del tempo. La maggior parte credeva che avessero origine terrestre, forse da attività vulcanica, o che si formassero per aggregazione di particelle di polvere atmosferica a seguito di un fulmine, come suggerito dallo scienziato del XVII secolo René Descartes.
Nel 1794, il fisico tedesco Ernst Chladni contraddisse la credenza popolare e propose in un libro che le meteoriti fossero di origine extraterrestre. Secondo Chladni, si trattava di frammenti sparsi in tutto il sistema solare che non si erano mai fusi per formare pianeti. Ciò avrebbe potuto spiegare l'elevata velocità e la brillante luminosità delle rocce in caduta quando entravano nell'atmosfera terrestre. Chladni evidenziò anche la correlazione tra le "palle di fuoco" scoperte e i casi di caduta di rocce, insieme alle somiglianze fisiche tra le rocce raccolte dopo la caduta.
L'ipotesi di Chladni fu estremamente controversa perché contraddiceva le convinzioni di Isaac Newton e Aristotele sui corpi celesti. Le sue affermazioni mettevano inoltre in discussione la convinzione prevalente all'epoca, secondo cui, a parte la Luna, non esisteva altro oltre a stelle e pianeti. Alcuni appoggiarono la sua teoria dei meteoriti extraterrestri, ma altri la respinsero fermamente, proponendo spiegazioni alternative che coinvolgevano attività vulcanica, correnti oceaniche turbolente o fulmini che colpivano minerali di ferro.
Pochi anni dopo la pubblicazione dell'opera di Chladni, gli astronomi iniziarono a fare scoperte rivoluzionarie che rafforzarono ulteriormente la convinzione dell'esistenza di asteroidi nel Sistema Solare. Nel 1801, l'astronomo Giuseppe Piazzi scoprì Cerere, segnando la prima scoperta di un asteroide. Nel 1802, Heinrich Olbers proseguì la scoperta dell'asteroide Pallade. Sempre in quell'anno, i chimici Jacques-Luis de Bournon ed Edward C. Howard studiarono attentamente gli asteroidi, notando che la loro composizione chimica e il contenuto minerale differivano da quelli delle rocce terrestri. Queste nuove scoperte rafforzarono gradualmente l'idea che gli asteroidi avessero origine extraterrestre.
Nel primo pomeriggio del 26 aprile 1803, la cittadina di L'Aigle, in Normandia, Francia, fu teatro di un evento straordinario: oltre 3.000 frammenti di meteorite precipitarono al suolo. L'Accademia francese delle scienze inviò immediatamente il giovane scienziato Jean-Baptiste Biot a indagare sul fenomeno. Biot condusse un'accurata ricerca sul campo, raccolse diverse testimonianze, analizzò campioni di roccia provenienti dalla zona circostante e, infine, presentò prove inconfutabili dell'origine extraterrestre delle pietre cadute.
Un frammento del meteorite L'Aigle. Foto: Marie-Lan Tay Pamart/Wikimedia Commons
Innanzitutto, Biot notò che la composizione delle rocce differiva significativamente da qualsiasi materiale locale, ma presentava molte somiglianze con rocce rinvenute in precedenti impatti meteoritici. Ciò suggeriva una comune origine extraterrestre.
In seguito, Biot intervistò numerosi osservatori che confermarono indipendentemente di aver visto lo sciame meteorico. Queste persone provenivano da contesti diversi e Biot era convinto che non avrebbero potuto cospirare per inventare la descrizione di un evento inesistente. La ricerca di Biot confermò che le rocce dello sciame meteorico di L'Aigle erano di origine extraterrestre, segnando l'inizio della meteorologia.
Oggi, un frammento del meteorite di L'Aigle, insieme a quello di Angers, un altro meteorite caduto in Francia 19 anni dopo, è conservato in una sala speciale del Muséum d'histoire Naturelle d'Angers, un museo di storia naturale francese. Questi meteoriti sono una testimonianza tangibile di un momento cruciale nella storia della scienza, quando lo scetticismo cedette il passo all'accettazione e la meteorologia divenne una disciplina di studio di primaria importanza.
Thu Thao (secondo Amusing Planet )
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