Uno spazio artistico aperto al pubblico all'interno di un'aula magna centenaria.
Negli ultimi giorni, l'edificio al numero 19 di Le Thanh Tong Street (Hanoi) ha attirato un gran numero di persone grazie a vivaci performance di video mapping che hanno "animato" le sue mura consumate dal tempo; corridoi e stanze si sono trasformati in installazioni artistiche. Questi angoli suggestivi, intrisi dello spirito indocinese con un tocco di modernità, attraggono molti giovani, trasformando lo spazio universitario in un punto d'incontro culturale.

Queste sono alcune immagini della mostra "120 anni dell'Università Nazionale del Vietnam, Hanoi - Una tradizione di istruzione d'élite e liberale", che si è tenuta dal 16 al 22 maggio. La mostra è stata organizzata dalla Facoltà di Scienze e Arti Interdisciplinari (VNU-SIS) per commemorare il 120° anniversario dell'Università Nazionale del Vietnam, Hanoi (1906-2026).
La mostra si fonda su tre valori cardine: la documentazione tradizionale, l'arte visiva contemporanea e la pratica curatoriale interdisciplinare. Attraverso questi elementi, trasporta i visitatori ai primi anni dell'Università dell'Indocina, grazie a preziosi materiali d'archivio e performance artistiche.
I curricula interdisciplinari rappresentano inoltre un approccio innovativo, in cui passato e futuro interagiscono con le divisioni che si evolvono all'interno dell'Università Nazionale del Vietnam di Hanoi.

L'attrattiva della mostra invita inoltre a riflettere sul ruolo delle università nella vita urbana contemporanea: possono le università trascendere le loro funzioni primarie di istruzione e ricerca per diventare vere e proprie istituzioni culturali, luoghi che preservano la memoria, generano creatività e alimentano la vita spirituale della comunità?
Spazi creativi: la “terza aula”
Il professor associato Dr. Nguyen Thanh Nam, vicedirettore del Dipartimento di Biologia e direttore del Museo di Biologia presso l'Università di Scienze Naturali, ha affermato: "L'edificio al numero 19 di Le Thanh Tong Street è di per sé un museo e al contempo ospita un museo al suo interno".
Pochi sanno che all'interno di quell'edificio, costruito all'inizio del XX secolo, si trova il Museo di Biologia (fondato nel 1926) con oltre 110.000 esemplari a scopo didattico e di ricerca. Per diverse ragioni, questi "tesori di conoscenza" non sono stati ampiamente aperti al pubblico.

La storia del Museo di Biologia riflette una realtà comune a molte università vietnamite: possiedono un valore storico, un patrimonio e reperti di grande valore, ma mancano di meccanismi operativi. Secondo il Dott. Nguyen The Son, curatore d'arte indipendente e docente presso la VNU-SIS, molte importanti università in tutto il mondo, negli Stati Uniti, in Giappone, a Singapore, in Cina, in Thailandia, ecc., hanno dei musei. Questi musei non servono solo alla ricerca, ma fungono anche da centri culturali, collegando il mondo accademico, l'arte e la comunità urbana. Molti musei universitari hanno meccanismi operativi indipendenti, programmi educativi, vendita di biglietti, raccolta fondi e sviluppo a lungo termine delle collezioni...
In questo contesto, la mostra "120 anni dell'Università Nazionale di Hanoi" funge da banco di prova per l'idea di un "museo aperto", dove corridoi, scale, aule o persino l'architettura antica stessa possono diventare spazi e materiali per la narrazione.
Secondo Nguyen The Son, studente di master, il futuro dell'Università Nazionale di Hanoi a Hoa Lac potrebbe prevedere la creazione di un'istituzione museale simile a quelle delle principali università di tutto il mondo, dotata di meccanismi per la raccolta, la donazione e la conservazione di opere d'arte, comprese quelle create dagli studenti.

Per il Museo di Biologia, la creazione di un museo digitale connesso alla storia di ogni singolo reperto rappresenta una direzione necessaria per ampliare l'accessibilità al pubblico e, al contempo, diffondere valori scientifici ed educativi al di là dei tradizionali spazi di conservazione.
Il professore associato Dr. Nguyen Thanh Nam auspica che in futuro Hoa Lac possa sviluppare un Museo di Storia Naturale e Arte basato su un modello ecosistemico, simile a quelli implementati con successo in molti paesi. A quel punto, quando si parlerà dell'Università Nazionale di Hanoi, il pubblico non la considererà solo un centro di formazione e ricerca scientifica, ma anche uno spazio culturale e artistico ricco di valori interdisciplinari e trasversali.
Condividendo tale prospettiva, la signora Le An Na, co-fondatrice dello Stellami Art and Education Center presso l'Università di Lingue Straniere e direttrice del Vietnam Institute for Innovation in Culture, Education and Entrepreneurship (VICEE), ha sottolineato che gli spazi creativi nelle università possono diventare una "terza aula" accanto alle aule universitarie e alle biblioteche.
Secondo la signora Le An Na, lo sviluppo di spazi culturali creativi non può essere un'impresa che ricade esclusivamente sull'università, ma richiede la collaborazione di fondi culturali, istituti di ricerca, la comunità scientifica e gli imprenditori. La sinergia tra diversi settori e professioni creerà una risorsa sostenibile per gli spazi culturali e creativi all'interno delle università.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/tu-giang-duong-den-khong-gian-sang-tao-10417403.html








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