Il 3 marzo, il mercato ha assistito a una forte divergenza: mentre i titoli di Vingroup e del settore bancario subivano vendite massicce, i capitali continuavano ad affluire nei titoli petroliferi e del gas, chimici e navali, spingendo numerose azioni ai massimi storici.
Fin dall'apertura delle contrattazioni, l'ombra del conflitto armato in Medio Oriente ha continuato a gravare sul mercato azionario. I timori relativi al rischio di interruzioni delle catene di approvvigionamento globali e all'inflazione energetica hanno innescato una ristrutturazione su larga scala dei portafogli da parte degli investitori. I capitali hanno continuato a fuggire dai settori sensibili ai rischi macroeconomici, cercando al contempo opportunità nei settori che beneficiavano della crisi.

L'indice VN è crollato di ben 67,19 punti in soli due giorni. Questo calo ha portato l'indice da 1.880 punti a soli 1.813,14 punti.
Con i suoi pilastri che si indeboliscono, Vingroup e le banche stanno precipitando nel rosso.
Alla chiusura delle contrattazioni, l'indice VN-Index è crollato di altri 32,96 punti (pari all'1,79%), attestandosi a 1.813,14 punti. In soli due giorni, l'indice VN-Index ha perso complessivamente 67,19 punti.
In particolare, il paniere VN30 ha registrato un calo ancora più drastico, perdendo 51,40 punti (2,56%) e scendendo a 1.959,35 punti. Questo indice ha subito le perdite maggiori, con un totale di 102,40 punti "svaniti" in soli due giorni.
Il fulcro della svendita odierna si è concentrato sul gruppo di titoli Vingroup. L'enorme pressione di vendita ha spinto le azioni VIC e VHM al limite inferiore, con un calo del 7% a 155.500 VND e 75.300 VND rispettivamente. Questo ha trascinato al ribasso l'intero indice del settore immobiliare del 5,39%, rendendolo il settore con l'impatto più negativo sul mercato.
Oltre al settore immobiliare, anche quello bancario non è sfuggito alla correzione. Diverse grandi banche sono precipitate in territorio negativo: BID e TCB hanno perso entrambe il 3,7%, mentre VCB e CTG hanno ceduto il 2,1%. Di conseguenza, l'intero settore finanziario ha registrato un calo dell'1,35%. Anche i settori tecnologico e delle telecomunicazioni si sono indeboliti significativamente, con cali rispettivamente del 3,68% e del 2,5%.
In netto contrasto con il quadro fosco dei titoli a grande capitalizzazione, i capitali speculativi sono stati estremamente attivi nei settori che hanno beneficiato direttamente della crisi mediorientale. Il settore energetico ha registrato una seduta di trading spettacolare, con l'indice di settore in rialzo del 7,16%. Anche i settori delle utility e delle materie prime sono riusciti a invertire la tendenza, con aumenti rispettivamente del 3,75% e dell'1,25%.
Il mercato elettronico delle contrattazioni del settore petrolifero e del gas era invaso dal viola. Una serie di titoli di punta venivano acquistati dagli investitori a qualsiasi prezzo, spingendo le loro quotazioni alle stelle. Tra gli esempi più significativi si segnalano PLX, in rialzo del 7%; GAS, in rialzo del 6,9%; PVD, in rialzo del 6,9%; e PVC, che ha registrato un'impennata del 9,6%.
In linea con il trend, anche i titoli del settore marittimo e chimico sono diventati forti poli di attrazione per gli investimenti, in un contesto di previsioni di impennata delle tariffe di trasporto. Le azioni di PVT hanno registrato un'impennata spettacolare, con un aumento del 6,8%, avvicinandosi al loro prezzo massimo.
La liquidità è aumentata vertiginosamente.
L'intensa lotta tra venditori (nel settore delle azioni a grande capitalizzazione) e acquirenti (nel settore delle materie prime e dell'energia) ha spinto la liquidità del mercato a livelli altissimi. Il valore totale degli scambi dell'indice VN ha raggiunto la cifra considerevole di 42.373 miliardi di VND. Di questi, il paniere VN30 da solo ha contribuito con oltre 23.212 miliardi di VND, a dimostrazione dell'altissima intensità degli scambi sui titoli chiave.
Un aspetto interessante della seduta di contrattazioni del 3 marzo è stata la divergenza non solo tra i diversi settori industriali, ma anche tra le varie borse. Mentre l'HoSE era in territorio negativo, le borse minori hanno inaspettatamente invertito la rotta grazie alla concentrazione di numerosi titoli di piccole e medie imprese del settore petrolifero e chimico. Alla chiusura della seduta, l'indice HNX è aumentato di 1,01 punti (0,39%) a 260,01 punti, e anche l'indice UPCoM ha registrato un lieve rialzo di 0,52 punti (0,40%) a 129,23 punti.
Dopo una seduta di trading turbolenta, gli esperti ritengono che il mercato stia entrando in una fase di rivalutazione estremamente delicata. Finché le tensioni geopolitiche rimarranno irrisolte, è probabile che i flussi di capitale continuino a seguire una strategia "difensiva-offensiva", ritirandosi dagli asset ad alto rischio e cercando rifugio nei settori delle materie prime e dell'energia.
Fonte: https://nld.com.vn/vn-index-lai-roi-tu-do-gan-33-diem-196260303152520219.htm









Commento (0)