Un dirigente perde il lavoro per razzismo durante i Mondiali del 2026.
Un episodio avvenuto fuori dal campo durante i Mondiali del 2026 ha attirato l'attenzione dei media internazionali: un dirigente di un'associazione professionistica messicana è stato ripreso mentre faceva quello che è stato percepito come un gesto di scherno nei confronti degli asiatici durante una partita tra Corea del Sud e Repubblica Ceca.

Secondo fonti internazionali, l'uomo nel video è stato identificato come Ulises Fernando Bernal Miramontes, leader di un'organizzazione professionale di topografi e ingegneri geoinformatici nello stato di Jalisco, in Messico. Nel video, che circola sui social media, Bernal appare in piedi dietro un'influencer sudcoreana mentre festeggia la vittoria per 2-1 della Corea del Sud sulla Repubblica Ceca. Si presume che le abbia tirato l'angolo dell'occhio con la mano, un gesto da tempo considerato offensivo e razzista nei confronti delle persone di origine asiatica.

Dopo che il video è stato ampiamente condiviso, l'incidente ha immediatamente scatenato forti reazioni nella comunità online. Molti hanno espresso l'opinione che tale azione fosse inappropriata nel contesto dei Mondiali di calcio, un evento sportivo globale in cui si incontrano culture, etnie e comunità diverse.
A seguito di un'ondata di critiche, l'organizzazione in cui Bernal ricopriva una posizione dirigenziale ha preso provvedimenti interni. Fonti interne indicano che, dopo l'incidente, non ricopre più tale incarico.
Lo stesso Bernal ha rilasciato delle scuse pubbliche, ammettendo che le sue azioni erano state offensive e affermando di non aver avuto alcuna intenzione di offendere nessuno.
Ciononostante, l'episodio rimane estremamente controverso. Per molti tifosi, non si tratta solo di un episodio isolato, ma anche di un monito a non sottovalutare il fatto che il razzismo esiste ancora nello sport, persino sui palcoscenici più importanti come la Coppa del Mondo.
Ma a differenza del passato, questo episodio dimostra che la società moderna non ignora più con tanta facilità le manifestazioni di discriminazione razziale, siano esse espresse a parole, azioni o "battute".
La Coppa del Mondo non può rimanere estranea alla lotta contro la discriminazione. Perché la più grande vittoria del più grande evento calcistico del pianeta non risiede solo nel risultato sul campo. Sta anche nella sua capacità di unire il mondo attraverso uno spirito di equità, civiltà e compassione.
Fonte: https://danviet.vn/world-cup-2026-1-lanh-dao-mat-chuc-vi-phan-biet-chung-toc-d1435254.html
























































