
La prima economia al mondo dimostra una notevole capacità di resilienza.
Un anno fa, la comunità imprenditoriale americana, in particolare i dirigenti, nutriva grandi speranze per la prospettiva di basse aliquote fiscali e un ambiente imprenditoriale favorevole sotto la presidenza di Donald Trump.
Tuttavia, la realtà si è rivelata instabile dopo l'evento del "Giorno della Liberazione", con flessioni dei mercati, maggiore incertezza e crescenti preoccupazioni per il costo della vita. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro ha mostrato segni di indebolimento a causa delle restrizioni all'immigrazione che ostacolano la crescita della forza lavoro. Nonostante ciò, la prima economia mondiale ha dimostrato una notevole resilienza. Con la fine del 2025 alle porte, il mercato ha registrato una crescita superiore al 15%, insieme a un'impressionante crescita del PIL del 4,3% nel terzo trimestre. Guardando al 2026, gli osservatori hanno motivo di rimanere ottimisti sulla base di fattori concreti di politica economica e di mercato.
Il primo impulso deriva da un miglioramento del potere d'acquisto dei consumatori. Il Segretario del Tesoro Scott Bessent prevede che, grazie alla legge di bilancio approvata quest'estate, gli americani riceveranno fino a 150 miliardi di dollari in rimborsi fiscali all'inizio del prossimo anno. Il Congressional Budget Office (CBO) si aspetta che questa politica stimoli la domanda dei consumatori e aumenti l'offerta di lavoro.

L'economia statunitense continua ad affrontare dei rischi.
In secondo luogo, sono previsti incentivi per il settore imprenditoriale. La normativa che consente alle aziende di dedurre il 100% dei costi di acquisto delle attrezzature nello stesso anno di erogazione è considerata un impulso significativo. Analogamente all'impatto positivo della legge fiscale del 2017 sugli investimenti e sul PIL, si prevede che questa nuova normativa elimini l'incertezza precedente, stimolando così fortemente la spesa in conto capitale e la crescita economica nel prossimo anno.
In terzo luogo, il contesto dei tassi di interesse e del mercato energetico è più favorevole. Per quanto riguarda la politica monetaria, sebbene le prossime mosse del presidente della Federal Reserve Jerome Powell rimangano incerte, è probabile che il suo successore a maggio attui tagli dei tassi di interesse, combinati con un aumento degli acquisti di titoli del Tesoro per allentare la pressione sul credito.
In quarto luogo, la CBO prevede che le politiche fiscali che incentivano la produzione di petrolio e gas contribuiranno ad aumentare l'offerta, il che potrebbe ridurre i costi energetici e contribuire positivamente alla crescita del PIL.
Il quinto punto riguarda una maggiore stabilità nella politica commerciale. Dopo lo shock e l'incertezza derivanti dalle elevate tariffe annunciate ad aprile – un fattore che ha contribuito all'inflazione elevata – gli accordi commerciali stanno iniziando a entrare in vigore e le questioni legali vengono gradualmente risolte. Ci si aspetta che la chiarezza nella politica tariffaria aiuti le imprese a formulare meglio i propri piani aziendali.
Tuttavia, l'economia statunitense deve ancora affrontare dei rischi. Le misure di stimolo simultanee, dai rimborsi fiscali e dai tagli dei tassi di interesse alla spesa pubblica, rischiano di creare un'euforia temporanea e di spingere l'inflazione al ribasso. Ciò non solo metterebbe sotto pressione le famiglie, ma minerebbe anche la credibilità della Federal Reserve nel controllo dell'inflazione. Inoltre, l'aumento del debito pubblico graverebbe sui tassi di interesse a lungo termine, con un impatto negativo sulla spesa futura.
Fonte: https://vtv.vn/5-dong-luc-tang-truong-cho-kinh-te-my-2026-100251226214303807.htm








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