Quel "migliore amico" si è ora concretizzato sotto forma di intelligenza artificiale. L'anno scorso, il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha suggerito che l'IA potrebbe contribuire ad alleviare i sentimenti di solitudine e isolamento sociale. Si tratta di un problema serio: nel 2023, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la solitudine una priorità sanitaria globale, mentre il Direttore Generale della Sanità degli Stati Uniti l'ha definita una "epidemia nazionale". La ricerca dimostra inoltre che gli individui socialmente isolati hanno un rischio di morte prematura superiore del 32%.
Nel programma della CNN "Kara Swisher Wants to Live Forever" (Kara Swisher vuole vivere per sempre), la giornalista Kara Swisher ha esplorato l'impatto della solitudine sulla longevità e ha messo alla prova entrambi i metodi: conversare con l'intelligenza artificiale e costruire legami nella vita reale. I risultati hanno dimostrato che l'IA ha un certo fascino, ma non può sostituire la presenza umana. Come ha osservato Sherry Turkle del MIT, gli esseri umani si sono abituati a cercare connessioni attraverso gli schermi.
L'illusione di un amico
Le persone sole, isolate o disconnesse sono facilmente attratte dai chatbot basati sull'intelligenza artificiale, poiché questa tecnologia è addestrata a interagire come gli esseri umani. Secondo la dottoressa Rose Guingrich, i gruppi più vulnerabili sono spesso anche quelli più propensi a interagire con l'IA.

L'intelligenza artificiale può accompagnare, conversare e comprendere le emozioni... ma si tratta davvero di amicizia? Foto: Midjourney
Per chi è già soddisfatto della propria relazione, i chatbot sono semplicemente uno strumento da usare o meno. Ma per chi desidera una connessione emotiva più profonda, l'intelligenza artificiale può diventare un rifugio psicologico. Nelle relazioni reali, ogni conversazione comporta dei rischi: opposizione, giudizio, sentimenti feriti o rifiuto. Con i chatbot, questi rischi quasi scompaiono, creando la sensazione di essere ascoltati e compresi senza dover affrontare le ansie sociali.
Tuttavia, si tratta solo di una simulazione della connessione. Gli esseri umani possono credere di amare l'IA, ma l'IA non ricambia il loro amore.
Quando l'intelligenza artificiale fa dimenticare agli esseri umani come costruire relazioni autentiche.
Le conversazioni con l'intelligenza artificiale possono sembrare vivaci, ma mancano ancora di molti elementi fondamentali della connessione umana. Secondo la dottoressa Melissa Perry, direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica della George Mason University, gli esseri umani hanno bisogno dell'interazione faccia a faccia per creare legami profondi. Voce, espressioni facciali, contatto visivo, gesti e linguaggio del corpo sono tutti segnali cruciali che ci aiutano a percepire la presenza e le emozioni degli altri. I chatbot possono mostrare interesse, empatia e riconoscere le emozioni, ma non possono sostituire questi segnali sensoriali.
La dottoressa Sherry Turkle del MIT sottolinea: "L'intimità richiede vulnerabilità". L'intelligenza artificiale, tuttavia, offre una forma di connessione che non richiede vulnerabilità, non comporta il rischio di rifiuto o disaccordo. Questo può fornire agli utenti un conforto immediato, ma non favorisce la capacità di costruire relazioni autentiche a lungo termine.
Il pericolo risiede nel fatto che molte piattaforme di intelligenza artificiale sono progettate per assecondare e compiacere facilmente gli utenti, anche quando ciò non è realmente vantaggioso. L'IA può inavvertitamente rafforzare pensieri o comportamenti dannosi. Allo stesso tempo, queste interazioni senza attrito con i chatbot possono indurre le persone ad abituarsi a relazioni "senza attrito", mentre le relazioni reali implicano sempre differenze, conflitti, bisogni contrastanti e vulnerabilità.
Secondo gli esperti, imparare a convivere con le differenze, gestire i disaccordi e interagire con persone diverse da sé è una parte essenziale dell'esperienza umana. Quando ciò viene sacrificato in nome di una relazione comoda e artificiale, il prezzo da pagare può essere altissimo.
Ritorno alle origini
Tuttavia, gli esperti non escludono completamente la possibilità che l'intelligenza artificiale possa in futuro aiutare le persone sole. Secondo Guingrich, se progettata correttamente, l'IA potrebbe aiutare le persone a esercitare le proprie abilità sociali, individuare aree di miglioramento e costruire un percorso specifico per sviluppare amicizie o relazioni nella vita reale.
In alcuni contesti, l'intelligenza artificiale può anche fungere da fonte primaria di informazione, aiutando gli utenti a trovare risorse di supporto adeguate, come servizi di consulenza, gruppi comunitari o attività sociali nelle vicinanze del luogo in cui vivono.
Tuttavia, l'obiettivo finale non dovrebbe essere quello di sostituire gli esseri umani con l'intelligenza artificiale, bensì di utilizzare la tecnologia per incoraggiare e arricchire le relazioni nella vita reale. Questo può iniziare con piccoli passi: partecipare a una nuova attività per conoscere nuove persone, avviare una breve conversazione con qualcuno della comunità o mantenere un appuntamento regolare con amici, colleghi o parenti.
L'intelligenza artificiale può conversare in qualsiasi momento. Ma sono gli esseri umani, con le loro imperfezioni, differenze, vulnerabilità e la capacità di una risposta emotiva autentica, a creare connessioni significative.
(Secondo la CNN)
Fonte: https://vietnamnet.vn/ai-co-the-tro-thanh-ban-than-cua-con-nguoi-2519128.html








Commento (0)