
La nuova scoperta è stata fatta analizzando più di 3.000 registrazioni audio utilizzando l'intelligenza artificiale (IA), aprendo la strada a un approccio più accurato per il monitoraggio e la conservazione dei leoni - Foto: Growcott et al. 2025
Gli scienziati hanno appena annunciato una scoperta sorprendente: oltre al loro caratteristico e fragoroso ruggito, i leoni africani possiedono anche un "ruggito intermedio" più breve e dal tono più basso, che segue sempre il ruggito principale.
Secondo un team di ricerca guidato da Jonathan Growcott, dottorando all'Università di Exeter (Regno Unito), questa scoperta mette in discussione la convinzione a lungo radicata che i leoni emettano un solo tipo di ruggito. "Il ruggito a piena voce è un suono singolo, forte, complesso e con tonalità variabile, mentre il ruggito intermedio è più debole e meno variabile", ha affermato Growcott.
L'intelligenza artificiale rivela ruggiti finora sconosciuti.
Per condurre lo studio, il team ha installato 50 microfoni specializzati nel Parco Nazionale di Nyerere (Tanzania) e ha applicato sensori sonori ai collari di cinque leoni nella Riserva di Bubye (Zimbabwe). Nell'arco di 60 giorni, hanno registrato 3.149 ruggiti di leoni africani (Panthera leo).
L'intelligenza artificiale è stata quindi utilizzata per analizzare e classificare i suoni con una precisione superiore al 95%, eliminando la soggettività nella descrizione dei ruggiti da parte degli esseri umani. Di conseguenza, gli scienziati sono stati in grado di identificare per la prima volta i ruggiti intermedi, un tipo di suono precedentemente "confuso" con i ruggiti più forti.
Oltre ai ruggiti, i leoni emettono anche molti altri suoni come ringhi, gemiti o miagolii, ma solo i ruggiti contengono informazioni che identificano l'individuo, tra cui sesso, età e caratteristiche fisiche. Pertanto, distinguere con precisione ogni tipo di ruggito è fondamentale nella ricerca sulle popolazioni.
Growcott ha affermato che il modello di intelligenza artificiale non solo aiuta a identificare i singoli leoni, ma contribuisce anche a determinare in modo coerente i ruggiti a piena voce, chiarendo così la struttura dell'apparato vocale del leone.
Importanza per la conservazione dei leoni
Secondo la Lista Rossa dell'IUCN, in natura rimangono solo circa 23.000 leoni africani, il che li rende una specie altamente minacciata di estinzione. I metodi di monitoraggio tradizionali, come le fototrappole o il tracciamento, sono spesso laboriosi e soggetti a errori.
Grazie a questa nuova scoperta, il ruggito del leone potrebbe diventare una "chiave acustica" che aiuterebbe gli scienziati a contare i leoni con maggiore precisione, senza doversi avvicinare troppo. Il ruggito intermedio, inoltre, dimostra che i sistemi di comunicazione dei leoni sono molto più complessi di quanto si pensasse in precedenza.
Growcott spera che l'utilizzo di dati predittivi ricavati dai ruggiti più forti contribuirà a rendere più affidabili le stime della densità di popolazione basate sul suono, supportando così l'urgente pianificazione di strategie di conservazione per questo iconico felino africano.
Fonte: https://tuoitre.vn/ai-phat-hien-tieng-gam-bi-mat-cua-su-tu-20251123235206938.htm








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