
Il 1° marzo, migliaia di residenti e turisti si sono riuniti nel quartiere di Cholon (Ho Chi Minh City) per assistere alla processione della divinità Quan Thanh De Quan. Si tratta di un'attività culturale unica, volta a preservare il patrimonio e a rafforzare la solidarietà della comunità.

Questo è considerato uno dei rituali tradizionali più tipici della comunità cinese di lingua Teochew a Ho Chi Minh City, che si svolge ogni anno il quindicesimo giorno del primo mese lunare. Il fulcro della processione è una statua secolare di Guan Sheng Di Jun (Guan Yu). La statua, alta quasi un metro, viene posta solennemente su una portantina dorata, pronta per una processione attraverso i quartieri per impartire benedizioni e portare pace.

Il palanchino che trasportava Ông (la divinità) lasciò la Sala delle Assemblee di Nghĩa An, iniziando il suo viaggio attraverso le strade principali della zona di Cholon come Nguyễn Trãi, Trần Hưng Đạo, Hải Thượng Lãnh Ông...


La parata è passata davanti a cinque centri comunitari, a simboleggiare l'unità dell'intera comunità.


Il festival di quest'anno ha attirato oltre 800 partecipanti, che si sono impegnati a fondo nella preparazione di costumi e oggetti di scena. I personaggi mitologici sono stati vestiti meticolosamente, creando un affascinante spazio performativo artistico.

Adulti e bambini si sono riversati nelle strade per dare un'occhiata alla processione. Molti residenti del quartiere di Cholon hanno accolto con gioia la processione che trasportava la statua di Ông (la divinità), creando un'atmosfera vivace in vista della Festa delle Lanterne.

Le compagnie di danza del leone e del drago si sfidano in esibizioni, una tradizione diffusa anche nella comunità cinese di Ho Chi Minh City.

Il festival è un'occasione per pregare per la pace, la prosperità e per rafforzare la solidarietà vietnamita-cinese, contribuendo alla preservazione dei valori umanistici e valorizzando l'identità culturale della città.
Fonte: https://laodong.vn/du-lich/photo/bien-nguoi-o-tphcm-ruoc-quan-thanh-de-quan-tuan-du-1662271.html
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