| Il Ministero dell'Istruzione e della Formazione propone di aumentare le tasse universitarie, mantenendo invariate quelle delle scuole superiori. |
Queste informazioni sono state fornite dal Ministero dell'Istruzione e della Formazione nella sua comunicazione al Governo in merito alla bozza di modifiche e integrazioni ad alcuni articoli del Decreto 81, che disciplina il meccanismo di riscossione e gestione delle tasse universitarie presso le università e gli enti locali a livello nazionale.
Il Ministero dell'Istruzione e della Formazione ha espresso preoccupazione per il fatto che, se le tasse universitarie per l'anno accademico 2023-2024 venissero applicate secondo il Decreto 81, il tetto massimo aumenterebbe in modo significativo, con alcuni settori che registrerebbero incrementi di quasi il 100% rispetto all'anno accademico precedente, il che rappresenterebbe un enorme onere per la società.
La ragione di questo aumento risiede nel fatto che, negli ultimi tre anni (2021, 2022, 2023), il Governo ha chiesto alle università e agli enti locali di non aumentare le tasse universitarie rispetto al 2020, al fine di sostenere le persone gravemente colpite durante e dopo la pandemia di Covid-19.
Pertanto, il tariffario delle tasse universitarie previsto dal Decreto 81, sin dalla sua emanazione nel 2021, non è stato attuato e le tasse universitarie non sono aumentate negli ultimi tre anni accademici.
Nell'agosto del 2023, il Governo ha disposto, e il Ministero dell'Istruzione e della Formazione ha richiesto pareri a enti locali, università ed esperti, in merito all'adeguamento e alla modifica del Decreto 81 alla situazione reale.
In generale, i pareri suggeriscono che le tasse universitarie per l'anno accademico 2023-2024 debbano essere aumentate per garantire risorse da destinare al miglioramento della qualità dell'istruzione e della formazione e agli investimenti nelle infrastrutture, visti i limitati investimenti disponibili e i tagli annuali al bilancio corrente.
In particolare, per le università pubbliche, le tasse universitarie rappresentano la maggior parte delle entrate (oltre l'80% del reddito totale dell'ateneo), mentre la possibilità di sfruttare altre fonti di finanziamento è limitata. Molte università hanno proposto di aumentare le tasse universitarie per coprire i costi operativi ordinari, migliorare la qualità dell'istruzione e attuare il piano di autonomia.
Aumento delle tasse universitarie
Il tetto massimo delle tasse universitarie per le università pubbliche non autosufficienti nel coprire le proprie spese operative per l'anno accademico 2023-2024 è di 1,2-2,45 milioni di VND al mese, a seconda del campo di studio, anziché 1,35-2,76 milioni di VND come stabilito dal Decreto 81. La retta attuale è compresa tra 980.000 e 1,43 milioni di VND.
Per le scuole che hanno raggiunto l'autonomia (pagando autonomamente stipendi, indennità e manutenzione delle strutture), a seconda del livello di autonomia, possono incassare fino a 2-2,5 volte l'importo sopra indicato, pari a circa 2,4-6,15 milioni di VND al mese.
Nella sua proposta, il Ministero dell'Istruzione e della Formazione ribadisce la validità dei regolamenti relativi al sostegno e all'esenzione dalle tasse scolastiche per gli studenti provenienti da contesti svantaggiati, al fine di garantire equità nell'accesso ai servizi educativi.
Mantenete invariate le tasse scolastiche delle scuole superiori.
Il tetto massimo delle tasse scolastiche per gli istituti che non sono ancora autosufficienti nel coprire le spese di gestione per l'anno scolastico 2023-2024 varia da 30.000 a 650.000 VND al mese, a seconda del livello scolastico e della regione. Questo livello è stato applicato da molte località, tra cui Hanoi e Ho Chi Minh City, a partire dallo scorso anno scolastico. Per gli istituti scolastici già autosufficienti, il tetto massimo è pari a 2-2,5 volte il livello sopra indicato.
In base a questo limite massimo e alle condizioni locali, il Consiglio popolare provinciale/cittadino decide la struttura tariffaria per le rette scolastiche delle scuole pubbliche dell'infanzia e primarie/secondarie della zona.
Nella documentazione presentata, il Ministero dell'Istruzione e della Formazione ha inoltre chiaramente indicato la tabella di marcia: a partire dall'anno scolastico 2024-2025, la struttura e le tariffe delle tasse scolastiche saranno adeguate alle condizioni socio-economiche locali, al tasso di aumento dell'indice dei prezzi al consumo e al tasso di crescita economica, senza tuttavia superare il 7,5% annuo.
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