
Secondo un accordo raggiunto tra i ministri delle finanze di Germania, Francia, Italia, Polonia, Spagna e Paesi Bassi (noti come gruppo E6), la supervisione delle infrastrutture critiche dei mercati finanziari sarà gradualmente trasferita all'ESMA, l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari dell'UE con sede a Parigi, in Francia. Ciò significa che il potere di vigilanza non sarà più interamente di competenza delle agenzie nazionali, come in passato. L'obiettivo dell'UE è invece quello di costruire un meccanismo di vigilanza più centralizzato e coordinato, in grado di rispondere efficacemente ai rischi transfrontalieri.
Il ministro delle finanze tedesco Lars Klingbeil ha sottolineato che la disponibilità delle sei maggiori economie dell'UE a "mettere da parte gli interessi nazionali" per promuovere congiuntamente le riforme è un segnale importante per l'intero blocco.
Infatti, dal 2015, l'UE ha lanciato l'iniziativa CMU con l'obiettivo di creare un mercato finanziario unificato in tutto il blocco. Grazie a ciò, le imprese, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), possono accedere più facilmente ai capitali, mentre gli investitori hanno maggiori opportunità di investimento transfrontaliero. Tuttavia, l'attuazione della CMU ha incontrato molti ostacoli a causa delle differenze nelle leggi, nei meccanismi di vigilanza e negli interessi nazionali tra gli Stati membri. Pertanto, il sistema finanziario dell'UE rimane fortemente frammentato, con la maggior parte delle attività di vigilanza svolte dagli organismi di regolamentazione nazionali. Questa frammentazione pone l'Europa in una posizione di notevole svantaggio nella competizione globale.
Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano ad attrarre flussi di capitali globali grazie ai loro solidi mercati finanziari e alle politiche di sostegno industriale su larga scala. Molte aziende tecnologiche dell'UE sono ancora costrette a rivolgersi al mercato statunitense per ottenere finanziamenti a causa delle dimensioni e della liquidità limitate del mercato europeo. Anche la Cina sta espandendo costantemente la sua influenza economica attraverso investimenti tecnologici e finanziari.
In questo contesto, la nuova proposta della Commissione europea (CE) di conferire maggiori poteri all'ESMA è vista come una parte cruciale di una strategia di ristrutturazione del sistema finanziario della regione, con l'obiettivo di creare un mercato finanziario più moderno, integrato e competitivo a livello globale, al fine di preservare la posizione economica dell'Europa nel futuro.
I ministri delle finanze dei paesi dell'E6 hanno inoltre convenuto che la struttura di governance dell'ESMA debba essere progettata in modo efficace, basandosi su competenze specifiche, esperienza nella vigilanza del mercato e garantendo un equilibrio geografico tra gli Stati membri. Ciò risponde alle preoccupazioni di molti paesi, secondo i quali un'eccessiva concentrazione di potere in un unico organismo a livello UE potrebbe minare il ruolo delle autorità di regolamentazione nazionali o creare uno squilibrio di interessi all'interno del blocco.
Un altro punto rilevante dell'accordo E6 è l'aumento dei poteri degli organi di vigilanza dell'UE nel settore del trading di criptovalute. Negli ultimi anni, il mercato delle criptovalute è cresciuto rapidamente in Europa, ma ciò ha comportato anche numerosi rischi legati alla speculazione, alle frodi e al riciclaggio di denaro. L'UE ha emanato il quadro giuridico MiCA per regolamentare questo settore, ma l'applicazione delle norme rimane una sfida importante. Si prevede che l'aumento dei poteri degli organi di vigilanza dell'UE contribuirà a un migliore controllo delle attività di trading transfrontaliere e a una riduzione del rischio che le imprese sfruttino le differenze legislative tra gli Stati membri.
Inoltre, il gruppo E6 ha convenuto sulla necessità di ridurre gli ostacoli ai fondi di investimento transfrontalieri per facilitare la mobilitazione di capitali per le imprese. Secondo gli esperti economici, questo è un fattore chiave affinché l'Europa possa incrementare gli investimenti in settori strategici come la transizione verde, l'alta tecnologia, l'intelligenza artificiale e la difesa.
Nonostante il consenso raggiunto all'interno del gruppo E6, la proposta di riforma necessita ancora del sostegno dei restanti 21 Stati membri prima di poter essere formalmente adottata. Il processo negoziale si preannuncia complesso, poiché molti Paesi più piccoli temono di perdere il controllo dei propri sistemi finanziari nazionali. Se questo ostacolo verrà superato, l'UE compirà un importante passo avanti nell'integrazione finanziaria regionale, rafforzando la propria posizione economica globale e creando un nuovo slancio di crescita per i decenni a venire.
Fonte: https://hanoimoi.vn/buoc-dot-pha-nham-tang-suc-canh-tranh-toan-cau-cua-eu-976397.html








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