Cinque Stati membri dell'UE – Germania, Italia, Spagna, Portogallo e Austria – hanno chiesto l'introduzione di una tassa sugli utili straordinari delle società energetiche, a fronte dell'aumento dei prezzi dell'energia nella regione dovuto al conflitto in Medio Oriente.
Questa proposta è stata avanzata in una lettera inviata lo scorso fine settimana dai ministri delle finanze dei cinque paesi menzionati. È vista come un modo per finanziare pacchetti di sostegno ai consumatori al fine di mitigare il peso dell'aumento dei prezzi e del costo della vita, senza creare un ulteriore onere di bilancio. Tuttavia, la proposta non menziona l'aliquota fiscale né quali imprese ne sarebbero soggette. I funzionari dell'UE stanno anche valutando la possibilità di reintrodurre misure di emergenza sul mercato energetico, simili a quelle attuate durante il conflitto in Ucraina nel 2022.
Secondo i ministri, un intervento congiunto sarebbe "un segnale forte" per la popolazione e per l' economia , a dimostrazione della capacità dell'Europa di agire unitamente durante una crisi, nonché un "messaggio chiaro" che coloro che beneficiano delle conseguenze della guerra devono fare la loro parte, garantendo una distribuzione più equa dei costi associati all'aumento dei prezzi dell'energia.

Cinque paesi dell'UE chiedono l'imposizione di dazi europei per contrastare l'aumento dei prezzi del petrolio.
Risposte fiscali agli utili eccessivi
Rispetto alle misure adottate in passato dai singoli paesi, questa proposta mira a un cambio di approccio: non più interventi temporanei e frammentari, ma una soluzione europea strutturale basata su regole chiare e una solida base giuridica. L'esperienza del 2022 ha evidenziato alcune limitazioni, tra cui normative incoerenti e difficoltà nell'applicazione della tassazione sugli extraprofitti.
Un punto chiave della nuova proposta riguarda la portata dell'imposta. I ministri chiedono una tassazione più mirata sugli utili realizzati all'estero dalle grandi multinazionali del petrolio e del gas, che spesso sono escluse o difficili da monitorare. L'obiettivo è prevenire l'evasione fiscale e garantire che le grandi società energetiche contribuiscano in modo proporzionale ai benefici ottenuti durante le crisi.
Tassazione sugli utili in eccesso: un sostegno per famiglie e imprese.
Questa misura ha anche una specifica funzione economica: mobilitare risorse senza aumentare il debito pubblico. I fondi raccolti possono essere utilizzati per finanziare interventi temporanei a sostegno dei consumatori e delle imprese e per contribuire a contenere l'inflazione. Il principio fondamentale della proposta è che coloro che traggono beneficio economico dalle conseguenze della guerra debbano contribuire, a loro volta, ad attenuare l'impatto sulla collettività.
Inoltre, anche la senatrice italiana Stephanie Craxi ha espresso cautela sull'iniziativa, sottolineando l'importanza di sviluppare la misura in collaborazione con i dirigenti del settore energetico. Secondo Craxi, è fondamentale definire criteri chiari, trasparenti e applicabili, evitando che la tassa venga percepita come punitiva o come un ulteriore onere fiscale.
La decisione finale spetta ora alla Commissione europea (CE), incaricata di valutare i tempi e le modalità di intervento. Se approvata, questa misura rappresenterebbe un passo significativo verso una risposta più coordinata dell'UE alle crisi energetiche.
Fonte: https://vtv.vn/cac-nuoc-chau-au-de-xuat-danh-thue-cong-ty-nang-luong-100260406231506159.htm
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