Esperti e ricercatori culturali concordano unanimemente sul fatto che Ho Chi Minh City, come molte altre località a livello nazionale, manchi ancora di numerose istituzioni necessarie per lo sviluppo sistematico e organizzato del settore culturale. Tuttavia, questa carenza di istituzioni non rappresenta un ostacolo insormontabile.
Con le giuste politiche di investimento e risorse finanziarie sufficienti, le infrastrutture e le istituzioni culturali possono essere ampliate e sviluppate in tempi brevi. La sfida più difficile, che richiede più tempo, è rappresentata dal fattore umano: la forza lavoro che opera direttamente nel settore culturale in modo professionale e moderno.
L'esempio della Corea del Sud ne è la prova più lampante. Per creare l'onda globale dell'"Hallyu", il Paese ha implementato decenni fa una strategia sistematica, inviando numerosi team nazionali a corsi di formazione di lunga durata nei Paesi sviluppati, assorbendo tecnologie all'avanguardia provenienti dalle industrie creative. Di conseguenza, oggi anche un singolo game show televisivo o film di intrattenimento coreano può essere esportato in molti Paesi, generando ingenti ricavi e avendo un forte impatto culturale e sociale . Questo risultato è il culmine di una visione a lungo termine e di un investimento costante, protrattosi per decenni, in risorse umane di alta qualità.
Non solo la Corea del Sud, ma anche molti altri paesi della regione asiatica hanno dimostrato che lo sviluppo dell'industria culturale richiede tenacia e coordinamento. La Cina, con la sua strategia di "esportazione culturale" degli ultimi due decenni, ha trasformato il cinema e le piattaforme digitali in strumenti di diffusione globale, affiancandoli a politiche di formazione di manager, tecnici e artisti in un contesto internazionale.
Nel frattempo, il Giappone ha avuto successo con la sua strategia "Cool Japan", trasformando manga, anime, musica J-pop e cucina in marchi nazionali. Questi prodotti non sono solo intrattenimento culturale, ma generano anche entrate significative, contribuendo direttamente al PIL e costruendo una solida base di "soft power".
In particolare, nel Sud-est asiatico, Singapore rappresenta un esempio lampante di come le industrie culturali e artistiche siano state costantemente integrate come pilastro della propria economia . La nazione insulare ha investito ingenti risorse nel cinema, nelle arti performative, nei musei e nell'editoria, istituendo al contempo l'Infocomm Media Development Authority (IMDA) per gestire e supportare questi settori.
Il governo di Singapore non solo crea meccanismi per incoraggiare l'innovazione, ma offre anche borse di studio per consentire ai propri dipendenti di formarsi presso importanti centri culturali e tecnologici in tutto il mondo. Di conseguenza, Singapore è diventata una meta ambita per numerosi festival cinematografici internazionali, mostre e spettacoli artistici, esportando al contempo prodotti multimediali e di intrattenimento nella regione.
Per il Vietnam in generale, e per Ho Chi Minh City in particolare, lo sviluppo del settore delle arti performative richiede una visione a lungo termine, in cui la questione delle risorse umane deve essere affrontata oggi, insieme agli investimenti in infrastrutture e istituzioni. Un esempio concreto è il Circo e Sala Spettacoli Polifunzionale di Phu Tho, inaugurato di recente (quartiere di Phu Tho, Ho Chi Minh City). Si tratta di una struttura moderna e completa, dotata di numerose attrezzature importate direttamente dall'estero, considerate tra le più moderne della regione. Tuttavia, per un funzionamento efficace e per sfruttare appieno le potenzialità di questi sistemi, è necessario un team tecnico altamente qualificato, una figura che, in passato, era difficile reperire immediatamente nel settore teatrale tradizionale.
Il settore culturale e industriale è un ambito estremamente promettente, destinato a svolgere un ruolo chiave come nuovo motore di crescita per l'economia. Il Partito e lo Stato hanno ribadito la loro determinazione a sviluppare il settore culturale e industriale fino a farlo diventare un importante comparto economico, attraverso numerose risoluzioni e progetti specifici.
Si tratta di un lungo percorso, che richiede la sincronizzazione tra investimenti infrastrutturali, istituzioni, meccanismi politici e sviluppo umano, dove il fattore umano costituisce il fondamento e determinante per il successo dell'industria culturale. Solo con una forza lavoro altamente qualificata e ben formata, in grado di gestire istituzioni moderne, l'industria culturale potrà davvero affermarsi, dare un contributo concreto all'economia e consolidare il suo ruolo di motore per lo sviluppo sostenibile di Ho Chi Minh City e dell'intero Paese.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/chia-khoa-phat-trien-cong-nghiep-van-hoa-post811029.html







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