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Il mercato azionario subisce un altro shock.

(NLDO) - La notizia del conflitto armato in Medio Oriente ha creato un enorme shock psicologico, annullando i guadagni del mercato lunedì 2 e 3 marzo.

Người Lao ĐộngNgười Lao Động02/03/2026

La borsa vietnamita ha appena vissuto una seduta di scambi turbolenta, caratterizzata da fluttuazioni di prezzo estremamente ampie.

All'apertura della sessione di trading mattutina, la notizia dell'attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha generato grande ansia tra gli investitori globali, e in particolare in Vietnam. I timori per la potenziale interruzione delle forniture di petrolio in Medio Oriente e la prospettiva di una recessione economica globale hanno immediatamente gettato un'ombra scura sul mercato.

In risposta ai rischi esterni, si è immediatamente affermata una mentalità difensiva e di salvaguardia del capitale. Fin dall'apertura delle contrattazioni, si è registrata una forte e diffusa pressione di vendita su diverse categorie di titoli. A un certo punto, l'indice VN-Index è crollato di oltre 40 punti, avvicinandosi al livello di supporto psicologico di 1.840 punti. Il mercato era invaso dal rosso, con milioni di azioni vendute a qualsiasi prezzo.

Tuttavia, il mercato azionario riserva sempre delle sorprese. Dopo lo shock psicologico iniziale, quando l'indice VN-Index ha toccato livelli di forte sconto, una parte consistente del capitale rimasto in disparte ha deciso di entrare nel mercato. Durante la sessione di negoziazione, la domanda di acquisto sui minimi è aumentata significativamente, contribuendo alla rapida ripresa di molti titoli e limitando il calo dell'indice.

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La notizia del conflitto armato in Medio Oriente ha creato un enorme shock psicologico, azzerando i guadagni dei mercati lunedì 2 e 3 marzo.

Dopo poco più di un'ora di contrattazioni, il panico sembrava essersi placato. Il VN-Index ha tentato di risalire, attestandosi a soli 15 punti dal livello di riferimento. Il calo si è poi ridotto, chiudendo la sessione mattutina con una diminuzione di soli 3,15 punti (pari allo 0,17%), con il VN-Index che ha chiuso a mezzogiorno a 1.877,18 punti.

Il volume totale degli scambi ha raggiunto 866,4 milioni di azioni, per un valore corrispondente di 26.639 miliardi di VND, con un incremento di oltre il 90% sia in volume che in valore rispetto alla sessione mattutina dello scorso fine settimana. Le sole transazioni in blocco hanno contribuito in modo significativo con 44,3 milioni di azioni, pari a 1.328,7 miliardi di VND.

Il paniere VN30 ha subito una significativa pressione al ribasso nella sessione mattutina, perdendo oltre 14 punti, con una notevole disparità: 21 titoli sono scesi e solo 8 sono saliti. Tra i titoli che hanno trascinato al ribasso l'indice figurano VHM (-3,5%), VJC (-3,3%), VCB (-2,5%),FPT (-2,3%) e BID (-2,2%).

D'altro canto, però, le azioni VIC hanno inaspettatamente invertito la rotta e sono salite dell'1,5%, diventando l'"eroe" e il principale fattore positivo.

Nel frattempo, STB ha svolto il ruolo di "rara stella" nel settore bancario, andando controcorrente, raggiungendo a un certo punto il prezzo massimo e chiudendo la sessione mattutina in rialzo del 5% a 68.800 VND per azione, con un volume di scambi esplosivo di 15,7 milioni di unità.

Sulla borsa HNX, la situazione è stata simile, con l'indice HNX in calo di soli 2,98 punti (1,13%) a 259,84 punti. Gli scambi sono stati particolarmente attivi nei settori del petrolio e del gas e dei fertilizzanti, con una serie di rialzi che hanno interessato PVS, PVC, PLC, PVB e LAS, quest'ultimo in crescita del 9,6%. Anche la borsa UPCoM ha registrato un andamento positivo, con un aumento di 0,25 punti a 129,56 punti grazie al miglioramento della domanda.

Si pensava che l'impressionante ripresa mattutina avrebbe spianato la strada a un pomeriggio tranquillo, ma la realtà si è rivelata ben più caotica. La domanda di acquisto sui minimi sembrava essersi esaurita, mentre prese di profitto, ordini di stop-loss e richieste di margini si sono riversati a cascata non appena la sessione pomeridiana ha aperto. La ripresa mattutina si è ufficialmente rivelata una classica "trappola per rialzisti".

Al termine di una sessione di trading turbolenta, l'indice VN-Index ha ufficialmente ceduto, crollando di 34,23 punti (pari all'1,82%) e attestandosi a 1.846,10 punti. La situazione alla Borsa di Hanoi è stata altrettanto critica, con l'indice HNX-Index in calo di 3,82 punti (1,45%) a 259,00 punti e l'indice UPCoM-Index che ha invertito la rotta, perdendo 0,35 punti (0,27%) e chiudendo a 128,96 punti.

Questo brusco calo è stato fortemente influenzato dai titoli a grande capitalizzazione, con l'indice VN30 che è crollato di 51 punti (un drastico calo del 2,47%), scendendo a 2.010,75 punti. La ragione principale risiede nell'indebolimento simultaneo dei due pilastri principali: la finanza (-2,86%) e il settore immobiliare (-3,56%). Anche il settore tecnologico non è riuscito a tenere il passo, registrando un calo del 2,56%.

La liquidità del mercato è aumentata vertiginosamente, con la sola Borsa di Ho Chi Minh che ha registrato scambi per quasi 1,55 miliardi di azioni, per un valore di oltre 47.226 miliardi di VND. Gli acquisti netti da parte di investitori stranieri, pari a 766 miliardi di VND, non sono comunque riusciti ad arginare il calo del mercato.

Anche nel settore bancario la pressione di vendita è stata forte. A differenza dell'isolata performance positiva di STB in mattinata (+2,3% alla chiusura), gli altri titoli principali sono stati pervasi dal rosso. Le azioni BID, dopo un calo del 2,2% in mattinata, sono crollate a -5,6% alla chiusura. A seguire, una serie di titoli a grande capitalizzazione come TCB (-4,4%), CTG (-3,7%), HDB (-3,6%), VCB e VPB (entrambi in calo del 3,1%).

Una situazione analoga ha investito il settore immobiliare. La domanda si è rivelata inesistente di fronte a una massiccia ondata di vendite, che ha fatto crollare drasticamente i prezzi di mercato. Tra gli esempi più eclatanti si segnalano CEO, che ha perso l'8,8%, HDC (-6,9%), CII (-6,8%), DIG (-6,4%) e NVL (-5,7%).

In un contesto di mercato cupo, le conseguenze della crisi mediorientale hanno trasformato i titoli energetici e petroliferi e del gas nel settore più promettente, fungendo da raro "porto sicuro" per i capitali. L'indice del settore energetico ha registrato un'impennata vertiginosa, con un aumento del 7,56%.

Il mercato elettronico di negoziazione del settore petrolifero e del gas si è tinto di viola. Sulla scia del trend positivo della sessione mattutina, le azioni PVS hanno registrato un'impennata spettacolare, chiudendo con un aumento del 9,9%. Anche altri titoli, come PVD, GAS, PVC e ASP, hanno virato al viola, con guadagni compresi tra il 7% e il 10%.

Titoli come PLX, POW e PVT hanno chiuso a prezzi massimi o vicini ai massimi (+6,9%). In particolare, APP ha registrato un'impennata del 14,9%. La forte ripresa del settore petrolifero e del gas, insieme a quello delle materie prime (+3,44%) e delle utility (+4,51%), ha salvato gli ultimi barlumi di fiducia, impedendo un crollo totale dell'indice VN.

Fonte: https://nld.com.vn/chung-khoan-lai-don-cu-soc-moi-196260302152944616.htm


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