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I titoli azionari statunitensi rimbalzano grazie a segnali economici positivi.

Dopo diverse sedute volatili, alimentate dalle tensioni geopolitiche e dall'aumento dei prezzi del petrolio, le azioni statunitensi hanno registrato un rimbalzo il 4 marzo. Il sentiment positivo si è diffuso a Wall Street grazie al calo dei prezzi dell'energia e a una serie di dati economici che hanno rafforzato la fiducia nelle prospettive di crescita.

Thời báo Ngân hàngThời báo Ngân hàng05/03/2026

Phố Wall bật tăng khi giá dầu hạ nhiệt
Wall Street registra un rialzo grazie al calo dei prezzi del petrolio.

La seduta di trading del 4 marzo (nelle prime ore del mattino del 5 marzo, ora del Vietnam) si è chiusa con una netta ripresa del mercato azionario statunitense, con i principali indici in rialzo, a testimonianza di una graduale stabilizzazione del sentiment degli investitori dopo un periodo di notevole volatilità causato dal conflitto in Medio Oriente e dallo shock petrolifero.

L'indice S&P 500 è salito di 52,87 punti, pari allo 0,8%, a quota 6.869,50, recuperando quasi gran parte delle perdite subite dall'intensificarsi delle tensioni con l'Iran. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 238,14 punti, pari allo 0,5%, chiudendo a 48.739,14. Il Nasdaq Composite ha guidato i rialzi, aggiungendo 290,79 punti, pari all'1,3%, a 22.807,48. Anche i titoli a bassa capitalizzazione hanno registrato un rally, con il Russell 2000 in rialzo dell'1,1% a 2.636,01.

In particolare, i guadagni di Wall Street sono seguiti a un inizio incerto dei mercati globali. In Asia, l'indice Kospi a un certo punto è crollato di oltre il 12%, il suo calo più profondo di sempre, evidenziando la sensibilità degli investitori ai rischi geopolitici e alla volatilità del settore energetico.

Il fattore chiave che ha contribuito a riequilibrare il mercato statunitense è stato il temporaneo arresto dell'impennata dei prezzi del petrolio. Il Brent si è mantenuto stabile intorno agli 81,40 dollari al barile – il livello più alto da gennaio 2025 – ma non ha proseguito il trend rialzista della sessione precedente. Questo sviluppo ha in qualche modo attenuato i timori di un nuovo shock inflazionistico, che era stata la principale preoccupazione degli investitori negli ultimi giorni.

Le informazioni provenienti dalla Casa Bianca riguardo alla scorta della Marina statunitense alle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, insieme agli impegni per garantire gli approvvigionamenti energetici, hanno contribuito ad allentare le tensioni. Alcune fonti internazionali indicano che sono stati ripristinati anche i canali di comunicazione indiretti tra Iran e Stati Uniti, sebbene le prospettive di una de-escalation rimangano incerte.

Jim Awad, amministratore delegato senior di Clearstead Advisors a New York, ha osservato che il ridotto rischio di gravi perturbazioni nel mercato petrolifero ha permesso agli investitori di tornare ad acquistare titoli tecnologici, un settore che aveva subito forti vendite a febbraio. Ha affermato che la combinazione di prezzi del petrolio stabili e dati economici positivi sta fornendo "un certo grado di ottimismo", ma è necessario più tempo per verificarlo.

Anche Richard Bernstein, CEO di Richard Bernstein Advisors, condivide questa visione prudente. Ritiene che la prospettiva di una guerra prolungata e di ulteriori pressioni inflazionistiche rimanga un rischio significativo. Se il mercato crederà che il conflitto sarà di breve durata e non danneggerà in modo significativo l'economia statunitense, la ripresa potrebbe essere sostenuta. Al contrario, uno scenario prolungato porterebbe a una maggiore volatilità.

Un altro segnale positivo è che l'indice di volatilità VIX, spesso considerato il "metro della paura" di Wall Street, è sceso di circa il 10% attestandosi intorno ai 21 punti. Ciò suggerisce che gli operatori di mercato stanno scontando una volatilità a breve termine inferiore rispetto ai massimi precedenti.

In termini di andamento settoriale, i titoli tecnologici e quelli a forte crescita hanno svolto un ruolo di primo piano, spinti dalle aspettative che i costi delle materie prime e le pressioni inflazionistiche non sarebbero aumentati ulteriormente. Al contrario, i titoli energetici hanno invertito la rotta e subito una correzione a causa del calo dei prezzi del petrolio. Le azioni di Exxon Mobil sono scese dell'1,3%, mentre quelle di ConocoPhillips hanno perso il 2,42%, contribuendo all'indebolimento dell'indice del settore energetico.

Parallelamente al mercato azionario, anche il mercato delle criptovalute ha registrato una forte ripresa. Bitcoin è cresciuto di quasi l'8%, mentre Ethereum è aumentato di oltre il 9%, a testimonianza di una maggiore propensione al rischio. Il ritorno dei capitali verso asset ad alta volatilità dimostra che gli investitori sono disposti a cercare rendimenti, piuttosto che beni rifugio assoluti come nelle fasi iniziali del conflitto.

Dopo l'attacco aereo dello scorso fine settimana, il Nasdaq è salito dello 0,61% e il Russell 2000 dello 0,42%, mentre l'S&P 500 e il Dow Jones hanno registrato lievi cali per la settimana. Ciò suggerisce che il ribilanciamento dei portafogli è ancora in corso, con divergenze tra i settori e le dimensioni della capitalizzazione di mercato.

Nel complesso, la seduta del 4 marzo ha segnato un ritorno al sentiment positivo sul mercato statunitense, grazie a una combinazione di prezzi del petrolio stabili, notizie diplomatiche in qualche modo attenuate e dati economici che rafforzano le aspettative di crescita. Tuttavia, il contesto geopolitico rimane una variabile importante che potrebbe rapidamente influenzare le aspettative di inflazione e la politica monetaria.

Nel breve termine, si consiglia agli investitori di mantenere un atteggiamento prudente, monitorando attentamente gli sviluppi in Medio Oriente e i prossimi indicatori macroeconomici. L'attuale ripresa è incoraggiante, ma per consolidarsi in un trend sostenibile, il mercato necessita ancora di segnali più chiari di stabilità geopolitica e di controllo dell'inflazione.

Fonte: https://thoibaonganhang.vn/chung-khoan-my-hoi-phuc-giua-tin-hieu-kinh-te-tich-cuc-178441.html


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