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Di fronte al crescente impatto negativo dell'inquinamento ambientale e dell'esaurimento delle risorse sulla vita umana, molti paesi hanno proattivamente costruito e sviluppato un'economia circolare: un modello economico che ottimizza l'utilizzo delle risorse ed è sostenibile.
| La discarica artificiale di Semakau a Singapore. |
Cambiare la mentalità dei consumatori
L'Europa è all'avanguardia nello sviluppo di un'economia circolare. Per realizzarla, la Commissione europea invita tutti i soggetti interessati, dalle agenzie governative alle società minerarie, dai trasformatori ai produttori, dai distributori ai rivenditori, dai consumatori ai gestori dei rifiuti, a partecipare a questo tipo di economia. Secondo le previsioni degli esperti ambientali, l'economia circolare potrebbe generare circa 600 miliardi di euro (651 miliardi di dollari) all'anno per l'Europa, creare 580.000 nuovi posti di lavoro e contribuire a ridurre le emissioni di gas serra.
Con il motto "cambiare la mentalità dei consumatori porta inevitabilmente a cambiare la mentalità dei produttori", la Svezia è un esempio lampante di sviluppo dell'economia circolare, ottenuto attraverso la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e l'incentivazione delle imprese a sviluppare un'economia verde. Il Paese ha creato un quadro giuridico chiaro che bilancia sviluppo economico e tutela ambientale, imponendo tasse elevate sui rifiuti e implementando politiche preferenziali per l'utilizzo di energie rinnovabili provenienti da fonti idroelettriche e biocarburanti. Di conseguenza, la Svezia ricicla il 53% della plastica di consumo, il 50% dei rifiuti edili e trasforma il 99% dei rifiuti in energia elettrica. La Svezia si è posta ambiziosi obiettivi di sostenibilità, tra cui l'eliminazione dei combustibili fossili e l'utilizzo del 100% di energia rinnovabile entro il 2045.
La Finlandia è uno dei primi paesi al mondo ad aver sviluppato una tabella di marcia verso un'economia circolare (2016-2025). Tale tabella di marcia mira a ridurre il consumo di risorse non rinnovabili, come combustibili fossili, minerali e non metalli, e ad aumentare l'uso sostenibile delle risorse naturali rinnovabili, migliorando così l'efficienza nell'utilizzo delle risorse.
Dal 2018, il governo francese ha annunciato una tabella di marcia per lo sviluppo di un modello di economia circolare, che trasformi i rifiuti in materie prime per la produzione industriale. La Francia mira a ridurre i rifiuti del 50% entro il 2025, massimizzando l'utilizzo di sottoprodotti e materiali di scarto per creare nuovi prodotti, e continua a cercare modi per incoraggiare le imprese a produrre beni il più possibile sostenibili.
Nel frattempo, in Germania, l'economia circolare si basa su un modello "dall'alto verso il basso". Dal 1996, il governo tedesco ha emanato leggi sulla gestione dei rifiuti e sul sistema a ciclo chiuso, con l'idea centrale del "riciclo dei materiali". Sulla base di ciò, la Germania promuove diversi modelli per la riduzione, il riutilizzo, il riciclo e l'incenerimento dei rifiuti per produrre elettricità e calore, fornendo combustibile ad altri settori industriali.
Tipico in Asia
In Asia, Singapore è diventata un esempio emblematico di promozione dell'economia circolare. Essendo una nazione insulare con risorse naturali molto limitate, Singapore ha iniziato a sviluppare la tecnologia di conversione dei rifiuti in energia nel 1980, costruendo quattro impianti che trattano il 90% dei rifiuti del paese, con una capacità fino a 1.000 tonnellate di rifiuti al giorno. Con il restante 10% dei rifiuti, Singapore ha ingegnosamente creato l'isola di Semakau, la prima isola artificiale di rifiuti al mondo.
La Cina ha adottato il modello di economia circolare dopo un periodo di eccessivo spreco di risorse naturali e significative conseguenze ambientali. Nel 2008, il Paese ha approvato una legge relativa all'economia circolare. Nel 2018, la Cina e l'Unione Europea hanno firmato un memorandum d'intesa sulla cooperazione in materia di economia circolare. La Cina ha sviluppato tre fasi per lo sviluppo dell'economia circolare: circolarità su piccola scala (implementata a livello di fabbrica e parco industriale); circolarità su media scala (su scala più ampia); e circolarità su larga scala (implementata nell'intera economia).
In Giappone, dal 1991, il governo si è posto l'obiettivo di diventare una "società basata sul riciclo" attraverso l'emanazione e l'attuazione di diverse leggi in materia. Il Paese mira ad espandere la propria economia interna fino a raggiungere 80 trilioni di yen (circa 549 miliardi di dollari) entro il 2030, concentrandosi sulla riduzione delle emissioni di carbonio attraverso il riutilizzo di prodotti e risorse.
L'economia circolare è un modello economico basato sugli elementi di riciclo, riutilizzo, riduzione, rinnovamento e riproduzione. L'obiettivo dell'economia circolare è massimizzare il valore del prodotto, minimizzare il consumo di risorse e prevenire la produzione di rifiuti.
Secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, entro il 2030 i benefici dell'economia circolare porteranno al mondo 4.500 miliardi di dollari e sosterranno 10 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
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