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È possibile cancellare i ricordi dolorosi dalla mente?

I ricordi di una vita, pieni di gioia, rabbia, amore, odio e ferite emotive, sono parte integrante dell'identità di ogni persona. Ma se un giorno potessi scegliere di cancellare i ricordi dolorosi, lo faresti?

Báo Tuổi TrẻBáo Tuổi Trẻ18/06/2025

ký ức - Ảnh 1.

I ricordi dolorosi possono talvolta influenzare il nostro benessere mentale nel presente. Un giorno, potremmo scegliere di cancellare quei ricordi dolorosi; ti piacerebbe provare? - Foto: AI

Cancellare i brutti ricordi e conservare solo quelli belli sembra fantascienza , ma in realtà è una direzione di ricerca assolutamente reale per i neuroscienziati.

A guidare la ricerca c'è Steve Ramirez, ricercatore presso la Boston University (USA) e uno degli esploratori scientifici sponsorizzati dal National Geographic.

I ricordi possono essere alterati.

Secondo Ramirez, la natura della memoria non è così "rigida" come molti pensano. Infatti, ogni volta che richiamiamo alla mente un ricordo, il cervello non si limita a "recuperare" le informazioni, ma le "sovrascrive", in modo simile a quando si apre un documento, lo si modifica e poi si clicca su "Salva con nome...".

Ciò significa che ogni ricordo può essere alterato nel tempo, soprattutto se "richiamato alla mente" in circostanze diverse. Questo principio ha costituito anche la base del famoso lavoro di Ramirez del 2013: egli dimostrò che è possibile "impiantare" un falso ricordo nel cervello dei topi.

Nell'esperimento, il team di ricerca ha utilizzato la fotogenetica per rendere i neuroni coinvolti nella memoria sensibili alla luce. Successivamente, i topi sono stati sottoposti a una lieve scossa elettrica all'interno di una scatola, creando così un ricordo "doloroso". Gli scienziati potevano attivare questo ricordo in qualsiasi momento puntando un raggio laser sulla regione del cervello in cui era impiantato il dispositivo.

In seguito, il team ha creato un falso ricordo: ai topi è stato permesso di esplorare una scatola "sicura", poi sono stati sottoposti a scossa elettrica in un altro luogo mentre il ricordo della scatola sicura era attivo. Il risultato: al ritorno alla prima scatola, i topi erano spaventati anche se quel luogo non aveva mai rappresentato una minaccia. In questo modo, un ricordo "falso" è stato registrato nel cervello dei topi.

"Abbiamo dimostrato che un ricordo attualmente in fase di attivazione può essere sovrascritto da una nuova esperienza. E la versione finale è quella che il cervello conserva", ha spiegato Ramirez.

Destinato ad applicazioni nel trattamento delle malattie neurologiche.

Sebbene sia ancora in fase preclinica e sia stata testata su animali, il suo potenziale di applicazione sugli esseri umani è enorme.

Ramirez e il suo team non mirano a "cancellare" i ricordi, bensì a trasformare i ricordi negativi in ​​esperienze positive, il che è particolarmente significativo per le persone affette da PTSD (disturbo da stress post-traumatico) o per coloro che soffrono di depressione causata da ricordi traumatici.

A differenza degli esperimenti sui topi, interferire con la memoria umana non richiederebbe laser o impianti cerebrali. Invece, si utilizzerebbero semplici domande per "attivare" un ricordo, per poi ricorrere alla terapia psicologica, alla musica o persino agli odori, per "associare" quel ricordo a una nuova emozione positiva.

Non contento di limitarsi a "sovrascrivere" i ricordi, il team di Ramirez sta anche studiando la possibilità di "prevedere" dove si formeranno i ricordi nel cervello ancor prima che un evento si verifichi. "È come prevedere dove cadrà un fulmine prima che arrivi un temporale", ha detto, usando un'analogia.

Se coronata da successo, questa tecnica potrebbe contribuire alla diagnosi precoce di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, il Parkinson o la demenza, individuando le regioni cerebrali che presentano anomalie nella memoria.

Ramirez immagina un giorno in cui avremo una "Google Maps" del cervello, una mappa che mostri con precisione dove sono immagazzinati i ricordi positivi e negativi e che rilevi persino quando una regione della memoria non funziona correttamente.

Sebbene la tecnologia sia ancora nelle sue fasi iniziali, Ramirez ritiene che l'incontro tra scienza sperimentale e fantascienza sia inevitabile.

Le neuroscienze hanno solo un centinaio d'anni, un'età incredibilmente giovane se paragonata alla fisica, che ne ha oltre 2000. Ma grazie ai progressi che stiamo compiendo oggi, un giorno potremmo imparare non solo a comprendere i ricordi, ma anche a modificarli e a guarirli.

MINH HAI

Fonte: https://tuoitre.vn/co-the-xoa-ky-uc-dau-buon-khoi-bo-nao-20250618182106562.htm


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