
Foto: Warner Bros.
Nel 2013, il film di fantascienza romantico Her ha suscitato curiosità nel pubblico con la sua storia di un uomo che si innamora di un sistema operativo dotato di intelligenza artificiale. All'epoca, quell'idea era ancora considerata pura fantascienza. Tuttavia, più di un decennio dopo, il rapido sviluppo dell'IA sta confondendo i confini tra immaginazione e realtà.
I chatbot e gli assistenti virtuali di oggi sono in grado di conversare fluentemente, ricordare abitudini, rispondere emotivamente e far sentire le persone ascoltate. In questo contesto, la domanda "Gli esseri umani possono innamorarsi dell'intelligenza artificiale?" non è più solo un tema cinematografico, ma è diventata oggetto di serio dibattito tra scienziati, artisti e accademici.
Questo è stato anche il tema discusso dallo psicologo Chang Don Seon e dall'attore Kim Shin Rok alla Fiera Internazionale del Libro di Seoul 2026. La fiera di quest'anno si è incentrata sul tema "Il ruolo dell'uomo nell'era dell'intelligenza artificiale (IA)".

L'intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le persone percepiscono e provano le emozioni (Foto: Technews)
Amare l'intelligenza artificiale o amare se stessi?
Secondo il neuroscienziato Chang Dong Seon, l'amore non è semplicemente un sentimento di infatuazione, ma anche un processo che porta ad uscire da se stessi per connettersi con un'altra persona.
Sosteneva che l'amore è "un'emozione che espande il nostro mondo ". Quando si è innamorati, si impara ad ascoltare, comprendere e accettare i diversi valori, prospettive ed esperienze del partner. Sono proprio queste differenze che aiutano ogni persona a crescere e ad ampliare la propria visione del mondo. L'intelligenza artificiale, tuttavia, opera secondo un principio completamente opposto.
Anziché offrire nuove prospettive, l'intelligenza artificiale apprende continuamente dai dati, dalle preferenze e dal comportamento degli utenti. Col tempo, l'IA diventerà sempre più simile al suo creatore, fornendo costantemente le risposte che gli utenti desiderano sentire e reagendo in base alle loro aspettative.

L'attrice Kim Shin Rok (a destra) e lo psicologo Chang Dong Seon intervengono alla conferenza (Foto: Newsis)
Chang Dong Seon ha paragonato la situazione agli esseri umani costantemente circondati da specchi che riflettono la loro immagine. Ha sostenuto che, col tempo, gli esseri umani possono sviluppare sentimenti per l'intelligenza artificiale. Tuttavia, tali relazioni possono facilmente intrappolare gli utenti in uno "specchio egocentrico", dove ogni interazione rafforza il loro ego anziché aiutarli ad accettare le differenze. A lungo andare, questo può rendere più difficile costruire e mantenere relazioni umane.
Secondo lui, ciò che rende prezioso l'amore non è sempre vedere i propri desideri esauditi, ma la capacità di cambiare e crescere attraverso l'interazione con persone diverse.
Ciò che l'IA non può sostituire
L'attrice Kim Shin Rok ritiene che, per quanto sofisticata possa diventare l'intelligenza artificiale, difficilmente potrà sostituire le esperienze uniche dell'amore tra esseri umani. Secondo lei, la comunicazione non verbale, il contatto fisico, il contatto visivo, i gesti e la presenza fisica sono tutti elementi cruciali per creare un legame in una relazione. Si tratta di esperienze emotive e fisiche che la tecnologia attuale non è in grado di replicare completamente.
L'attrice ha anche sostenuto che le relazioni nate online possono comunque essere solide perché sappiamo sempre che dall'altra parte dello schermo c'è una persona reale con emozioni ed esperienze reali. L'intelligenza artificiale, invece, è semplicemente un sistema programmato per simulare l'empatia. Tuttavia, l'attrice ha anche riconosciuto che se l'IA continuerà a svilupparsi e a simulare sempre meglio le relazioni intime, la società potrebbe dover ridefinire il concetto di "amore" in futuro.

L'attore Joaquin Phoenix nel film Her (Foto: Warner Bros.)
Oltre alla storia d'amore, entrambi i relatori hanno espresso preoccupazione per la crescente dipendenza dell'umanità dall'intelligenza artificiale per il pensiero e la risoluzione dei problemi. Secondo Chang Dong Seon, la cosa più preoccupante non è che l'IA stia diventando più intelligente, ma che gli esseri umani stiano diventando meno indipendenti nel pensiero. Ha avvertito che se l'umanità diventerà troppo dipendente dall'IA, al punto da non essere più in grado di identificare e risolvere i problemi in modo proattivo, le sue capacità di pensiero diminuiranno gradualmente. "Nell'era dell'intelligenza artificiale, ciò che conta non è quante domande l'IA può rispondere, ma se gli esseri umani sono ancora in grado di porsi le domande giuste."
Forse questa è anche la linea di demarcazione più netta tra gli esseri umani e l'intelligenza artificiale. L'IA può imitare l'empatia, ricordare le preferenze e creare la sensazione di essere compresi. Ma la capacità di amare, accettare le differenze e interrogarsi costantemente su se stessi rimane la qualità che rende gli esseri umani unicamente preziosi.
Fonte: https://vtv.vn/con-nguoi-co-the-yeu-ai-100260630143407623.htm








