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La rivoluzione istituzionale e il punto di svolta del settore bancario.

Nel corso dei 75 anni di costruzione e sviluppo del settore bancario vietnamita, ci sono state tappe fondamentali che hanno rappresentato punti di svolta non solo per il settore stesso, ma anche per l'intera economia.

Thời báo Ngân hàngThời báo Ngân hàng12/05/2026

Mentre la fase iniziale ha gettato le basi per il sistema bancario nell'ambito di un'economia pianificata centralmente, il processo Doi Moi (Rinnovamento) del 1986 ha aperto un capitolo completamente nuovo. Il VI Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam (15-18 dicembre 1986) ha delineato una politica di rinnovamento globale, sviluppando un'economia multisettoriale e segnando una nuova svolta. I documenti del VI Congresso affermavano: "Oltre al compito di gestire il sistema monetario, la Banca di Stato del Vietnam costruirà anche un sistema bancario professionale per erogare servizi di credito e bancari, operando secondo un sistema di contabilità economica"...

Cuộc cách mạng và bước ngoặt thể chế của ngành Ngân hàng

L'innovazione è un requisito essenziale ai giorni nostri.

Prima dell'avvio delle riforme Doi Moi (Rinnovamento) nel 1986, il sistema bancario vietnamita operava secondo un modello a livello unico, caratteristico di un'economia pianificata centralmente. In base a questo modello, la Banca di Stato del Vietnam (SBV) svolgeva contemporaneamente la funzione di gestione monetaria statale e di erogazione diretta di credito all'economia. Questo meccanismo operativo implicava che le banche non funzionassero come veri e propri intermediari finanziari. Il credito veniva allocato secondo un piano prestabilito, i tassi di interesse erano di natura amministrativa e i flussi di capitale non riflettevano accuratamente le esigenze e l'efficienza dell'utilizzo del capitale nell'economia. Il sistema bancario veniva quindi paragonato a un "secondo bilancio", in cui le decisioni sull'allocazione delle risorse erano spesso di natura direttiva.

I limiti di questo modello divennero sempre più evidenti nel contesto della prolungata crisi economica che si estese dalla fine degli anni '70 alla metà degli anni '80. L'inflazione salì alle stelle, raggiungendo a tratti centinaia di punti percentuali. La produzione ristagnò, i beni scarseggiavano e la vita delle persone divenne sempre più difficile. Il sistema finanziario e monetario era gravemente squilibrato, mentre gli strumenti di governo erano pressoché inesistenti.

In questo contesto, la necessità di una riforma del sistema bancario divenne più urgente che mai. Tuttavia, non si trattò di una decisione facile. Anche dopo il 1975, si susseguirono proposte per l'istituzione di un sistema bancario a due livelli e lo sviluppo delle banche commerciali. Ma, in un contesto manageriale ancora fortemente influenzato dall'economia pianificata centralmente, queste idee non furono accolte. Solo con l'avvio ufficiale del processo Doi Moi (Rinnovamento) da parte del Sesto Congresso del Partito nel 1986, il pensiero orientato al mercato prese gradualmente forma, aprendo la strada a profonde riforme, anche nel settore bancario.

Un passo cruciale fu l'inclusione del sistema bancario a due livelli nei documenti politici del Partito. Di conseguenza, accanto al compito della Banca di Stato del Vietnam (SBV) di gestire la circolazione monetaria, doveva essere istituito un sistema bancario professionale per erogare servizi di credito e bancari, operante secondo un sistema di contabilità economica. Questo piano fu approvato per una "fase di prova" dal Consiglio dei Ministri con la Decisione n. 218/CT del 3 luglio 1987, firmata dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Vo Van Kiet. Questa decisione fu di particolare importanza perché, per la prima volta, lo Stato autorizzò ufficialmente una "fase di prova" di un nuovo modello bancario, separandosi gradualmente dal meccanismo di sovvenzioni. Il programma pilota fu inizialmente implementato a Ho Chi Minh City, per poi essere esteso ad Hanoi e ad altre località. Tuttavia, a causa della mancanza di una chiara separazione legale e funzionale, questo modello rimase transitorio. Durante quel periodo, la SBV continuò a partecipare direttamente alle attività commerciali attraverso le sue unità subordinate.

Queste limitazioni rispecchiano fedelmente la natura della fase di test: il vecchio sistema non era stato completamente sostituito, mentre il nuovo non aveva ancora preso forma definitiva. Ciononostante, queste prove hanno fornito preziose lezioni pratiche, ponendo le basi per i passi successivi.

La vera svolta si ebbe il 26 marzo 1988, con l'emanazione del Decreto 53/HĐBT. Per la prima volta nella storia, venne ufficialmente istituito un sistema bancario a due livelli. La Banca di Stato del Vietnam (SBV) fu organizzata in un sistema separato, con funzioni di gestione macroeconomica quali l'emissione di valuta, la gestione della politica monetaria, l'ispezione e la supervisione.

Sebbene le banche specializzate si occupassero delle operazioni monetarie, del credito e dei servizi bancari, il Decreto 53/HĐBT, nonostante le sue lacune, rappresentò una svolta istituzionale di primaria importanza nel contesto dell'epoca. Non solo modificò la struttura organizzativa del sistema bancario, ma pose anche le basi per la formazione di un mercato finanziario, aprendo la strada ai flussi di capitale secondo i meccanismi di mercato.

Da una sperimentazione ardua a una svolta istituzionale.

Sebbene la Decisione 218/CT e il Decreto 53/HĐBT abbiano segnato l'inizio delle riforme, il processo di attuazione si è rivelato un percorso arduo e persino costoso. Nei primi anni di transizione, l'inflazione ha raggiunto livelli a tre cifre, costringendo la Banca di Stato del Vietnam ad adottare misure drastiche, come l'aumento vertiginoso dei tassi di interesse sui depositi e sui prestiti e l'intervento sul mercato dell'oro. Queste politiche si sono rapidamente dimostrate efficaci, stabilizzando il mercato monetario, attirando capitali inattivi dalla popolazione e riducendo gradualmente l'inflazione.

Tuttavia, il mantenimento di tassi di interesse elevati per un periodo prolungato ha portato a conseguenze negative. Le imprese non sono riuscite a sopportare la pressione degli alti costi del capitale, la produzione ha ristagnato e i crediti inesigibili sono aumentati. Molte aziende sono fallite, causando il crollo di banche e fondi di credito. Il sistema di credito cooperativo è entrato in una crisi generalizzata, provocando danni significativi all'economia. Le fluttuazioni internazionali hanno ulteriormente aggravato la situazione. Il crollo del sistema socialista nell'Europa orientale e nell'Unione Sovietica, insieme all'embargo, ha isolato economicamente il Vietnam. Gli aiuti sono diminuiti drasticamente, mentre è cresciuto il fabbisogno di capitali per lo sviluppo. In questo contesto, la riforma bancaria non era solo un'esigenza interna, ma anche una condizione per la graduale integrazione del Vietnam nel sistema finanziario internazionale.

Per individuare un percorso più chiaro per una riforma fondamentale delle operazioni bancarie, il Consiglio dei Ministri ha emanato la Decisione n. 217/CT sull'"Orientamento della ricerca sulla riforma fondamentale delle operazioni bancarie" e ha disposto l'istituzione di due gruppi di ricerca. Oltre a questi due gruppi di redazione, un terzo gruppo di ricerca, composto da persone che avevano lavorato nel settore bancario prima del 1975, ha elaborato un ulteriore documento di base.

In particolare, tutte e tre le proposte di ricerca concordavano sulle questioni principali, fin nei minimi dettagli. Sulla base di ciò, l'allora vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Vo Van Kiet, incaricò i tre gruppi di collaborare per elaborare una proposta unitaria da sottoporre al Comitato permanente del Consiglio dei Ministri. Dopo l'approvazione della proposta e della bozza di risoluzione del Consiglio dei Ministri, all'inizio di marzo del 1990, il presidente del Consiglio dei Ministri emanò una direttiva per procedere immediatamente alla stesura del Regolamento bancario.

La bozza iniziale consisteva in tre ordinanze: l'Ordinanza sulla Banca di Stato del Vietnam, l'Ordinanza sulle banche e le cooperative di credito e l'Ordinanza sui cambi. Tuttavia, in una riunione dell'11 aprile 1990, il Comitato permanente del Consiglio dei ministri decise di adeguare la normativa, incorporando le disposizioni sui cambi nell'Ordinanza sulla Banca di Stato del Vietnam, completando così il sistema con sole due ordinanze. L'intero processo, dalla stesura alla promulgazione, richiese meno di due mesi e mezzo, ma comportò numerose fasi: redazione, raccolta di pareri interni ed esterni al settore (in più fasi), revisioni e presentazione a diversi livelli. Il numero di revisioni raggiunse le 20, tutte eseguite a mano in assenza di computer. Nonostante l'enorme pressione, i membri del comitato di redazione lavorarono intensamente e quasi senza giorni di riposo, ma anche con grande entusiasmo, passione e fiducia.

Il processo di finalizzazione e promulgazione delle Ordinanze è stato condotto con eccezionale urgenza. Il 25 maggio 1990, il Presidente del Consiglio di Stato Vo Chi Cong ha firmato il Decreto di promulgazione di due Ordinanze: l'Ordinanza n. 37-LCT/HĐNN8 sulla Banca di Stato del Vietnam e l'Ordinanza n. 38-LCT/HĐNN8 sulle banche, le cooperative di credito e le società finanziarie (di seguito denominata Ordinanza sugli istituti di credito). Ciò ha costituito un'importante base giuridica che ha sancito la profonda trasformazione delle operazioni bancarie verso un nuovo meccanismo. Sulla base di ciò, il sistema bancario è stato riformato in modo fondamentale e completo, passando da un sistema bancario a un solo livello a un sistema bancario a due livelli, separando le funzioni di gestione monetaria e di esercizio della funzione monetaria. Di conseguenza, la Banca di Stato del Vietnam (SBV) è la Banca Centrale, che svolge la funzione di gestione statale degli affari monetari, creditizi e bancari; gli istituti di credito svolgono la funzione di esercizio della funzione monetaria e di fornitura di servizi bancari.

Le due ordinanze bancarie, emanate in conformità con le condizioni del Vietnam e gradualmente allineate alle prassi internazionali, hanno dato un contributo decisivo ai risultati della riforma del settore bancario. In seguito alla promulgazione di queste due ordinanze, molti aspetti chiave del sistema bancario vietnamita hanno subito trasformazioni significative e fondamentali.

Nel periodo 1991-1997, i capitali mobilitati sono aumentati costantemente, raggiungendo un incremento di 4,1 volte nel 1997 rispetto al 1991. Nell'ambito dell'attività creditizia, sono state introdotte numerose nuove forme di finanziamento, come i prestiti garantiti, i prestiti garantiti da oro, i prestiti ai commercianti nei mercati e i prestiti ai piccoli produttori urbani. Sono stati inoltre implementati diversi altri meccanismi, come la possibilità per più banche di concedere prestiti allo stesso cliente o per un singolo cliente di ottenere finanziamenti da più istituti di credito. A partire da giugno 1991, è stata pienamente attuata la politica dei tassi di interesse reali positivi, indicizzati all'inflazione, che garantiva la differenza tra i tassi di interesse sui depositi e quelli sui prestiti. Ciò ha permesso alle banche commerciali di coprire i costi, pagare le tasse, accantonare riserve per rischi e realizzare un profitto.

Dal 1990 al 1997, la quota di prestiti a medio e lungo termine è gradualmente aumentata dal 17,1% del 1991 al 29% del 1997; i capitali del sistema bancario si sono concentrati sugli investimenti in produzione, attività commerciali e servizi per tutti i settori economici, senza discriminazioni. Durante questi otto anni (1990-1997), grazie alla maggiore mobilitazione di capitali e agli investimenti nell'economia, gli istituti di credito hanno contribuito positivamente alla crescita economica, con un PIL in costante aumento a un ritmo considerevole. La qualità del credito è migliorata costantemente, con il rapporto tra crediti in sofferenza e prestiti totali all'economia che si è ridotto significativamente dal 15-20% prima del 1990 al 3,5% nel 1995.

Nonostante alcune limitazioni derivanti da un quadro giuridico incompleto per le operazioni di credito e bancarie, o dalla prospettiva di imprese con capitali limitati, attrezzature obsolete e scarsa capacità di indebitamento, le attività bancarie in generale e quelle creditizie in particolare dimostrano sempre più un approccio orientato ai servizi in un'economia di mercato multisettoriale. Operando in un meccanismo di mercato con gestione statale, le attività bancarie hanno dato un contributo positivo allo sviluppo socio-economico e alle riforme del Vietnam.

Cuộc cách mạng và bước ngoặt thể chế của ngành Ngân hàng

Guardando indietro, si può affermare che la transizione da un sistema bancario a un solo livello a un sistema a due livelli rappresenta una delle riforme più profonde e significative nella storia del settore bancario vietnamita. È stato un processo di apprendimento sul campo, sperimentazione, adattamento e persino di sacrificio, che ha portato alla creazione di un moderno sistema bancario operante secondo le dinamiche di mercato e gradualmente integrato con la comunità internazionale.

Nel percorso settantacinquennale del settore bancario, questa pietra miliare non è solo un evento storico, ma anche un fondamento per l'ulteriore sviluppo, dalla modernizzazione del settore e dall'integrazione internazionale alla trasformazione digitale della nuova era. Ed è proprio da questa silenziosa rivoluzione che si è affermato in modo chiaro e duraturo il ruolo vitale del sistema bancario nell'economia.

Fonte: https://thoibaonganhang.vn/cuoc-cach-manh-va-buoc-ngoat-the-che-cua-nganh-ngan-hang-181370.html


Tag: Banca

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