
Da molti anni, l'IELTS è diventato quasi la "chiave d'oro" per l'ammissione all'università, soprattutto negli atenei più prestigiosi. Molti istituti riservano una percentuale significativa dei posti disponibili ai candidati che presentano la certificazione IELTS, unitamente al curriculum scolastico o al punteggio dell'esame di maturità. In alcuni ambiti, un punteggio IELTS di 6,5-7,0 è sufficiente per ottenere un vantaggio considerevole rispetto ad altri metodi di valutazione.
Tuttavia, con l'avvicinarsi della stagione delle ammissioni del 2026, questa tendenza sta mostrando segni di rallentamento. Molte università hanno annunciato bozze di piani di ammissione che riducono il peso dell'IELTS, non considerandolo più un fattore decisivo per l'ammissione, ma solo un punto bonus o una condizione supplementare. Alcune università hanno addirittura abbandonato completamente il metodo di ammissione basato esclusivamente sull'IELTS, richiedendo ai candidati di combinarlo con i punteggi dell'esame di maturità, i risultati dei test attitudinali, la pagella scolastica, ecc.
Ad esempio, la National Economics University prende in considerazione i candidati con un punteggio IELTS di 5,5 o superiore, combinato con una delle seguenti condizioni: punteggio HSA o superiore di 85 punti nel test attitudinale, punteggio APT o superiore di 700 punti, punteggio TSA o superiore di 60 punti; oppure una combinazione di punteggi dell'esame di maturità in matematica e in un'altra materia diversa dall'inglese.
Ciò si spiega con il fatto che, sebbene l'IELTS rifletta la conoscenza della lingua inglese, non può sostituire completamente le capacità accademiche in altre materie, soprattutto in ambiti che richiedono solide competenze matematiche, scientifiche o di pensiero specialistico. Inoltre, le disparità di accesso all'IELTS tra studenti urbani e rurali, e tra diverse regioni, sollevano preoccupazioni in merito all'equità.
Nel frattempo, i punteggi dei test standardizzati a livello internazionale come il SAT e l'ACT si sono affermati come alternativa. Molte università, soprattutto quelle con programmi in lingua inglese o a orientamento internazionale, stanno ampliando il loro processo di ammissione utilizzando i punteggi del SAT e dell'ACT, considerandoli addirittura come metodi di ammissione indipendenti con una percentuale significativa delle quote di iscrizione.
Attualmente, i requisiti di punteggio SAT variano a seconda dell'università, generalmente intorno a 1100/1600. Vale la pena notare che, oltre al SAT e all'ACT, alcune università utilizzano anche i certificati A-Level, AP e IB per l'ammissione. Questi esami valutano il pensiero logico, la comprensione della lettura, la matematica e le capacità di ragionamento, rendendoli più adatti agli studi universitari. Si prevede che l'utilizzo di questi certificati aiuterà le università a selezionare candidati con competenze accademiche a tutto tondo, riducendo la dipendenza dalla mera memorizzazione dei punteggi.
Tuttavia, analogamente all'IELTS, si tratta di esami internazionali con costi elevati che richiedono condizioni di studio e preparazione piuttosto buone. Per molti studenti delle scuole superiori, soprattutto nelle zone rurali e montane, queste certificazioni sono ancora piuttosto sconosciute.
Pertanto, gli esperti sostengono che se gli istituti di istruzione superiore si espandono troppo rapidamente, questi certificati potrebbero inavvertitamente diventare una nuova "barriera" anziché una soluzione equa. È necessaria un'attenta valutazione del pubblico di riferimento, della proporzione delle quote e della compatibilità con il curriculum di istruzione generale vietnamita.
Molti esperti ritengono che, al giorno d'oggi, il punteggio dell'esame di maturità debba rimanere il criterio principale per l'ammissione all'università, in quanto si tratta di un esame ampiamente diffuso che riflette in modo relativamente fedele il livello accademico degli studenti. Le certificazioni internazionali, siano esse IELTS, SAT o ACT, dovrebbero svolgere solo un ruolo complementare, contribuendo a diversificare i metodi di ammissione piuttosto che a sostituire completamente i criteri fondamentali.
Per i candidati, la cosa più importante è che le informazioni sull'ammissione siano pubblicate tempestivamente, in modo chiaro e coerente. Cambiamenti repentini nelle politiche o la mancanza di una chiara tabella di marcia possono confondere gli studenti nella pianificazione dei loro studi e della loro preparazione. Le università devono inoltre spiegare chiaramente gli obiettivi e i criteri di valutazione quando utilizzano o modificano il ruolo dei certificati internazionali, evitando che nella società si diffonda una mentalità "ossessionata dai certificati".
La stagione delle ammissioni universitarie del 2026 non si limiterà quindi ai test IELTS, SAT o ACT, ma rappresenterà una prova di come gli istituti scolastici sapranno conciliare l'integrazione internazionale con le pratiche educative nazionali. Le problematiche attuali, se comprese a fondo e affrontate in modo appropriato, potrebbero diventare la forza trainante per un sistema di ammissione più equo, efficiente e a misura di studente.
Fonte: https://daidoanket.vn/dam-bao-cong-bang-trong-tuyen-sinh-dai-hoc-2026.html










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