Intervenendo al seminario "Il volto del cinema vietnamita nell'era della rinascita ", tenutosi ieri, 29 giugno, nell'ambito del 4° Festival del Cinema Asiatico di Da Nang (DANAFF IV), manager, esperti e registi hanno concordato sul fatto che, dopo 40 anni di rinnovamento, il cinema vietnamita ha compiuto progressi significativi, ma per affermarsi definitivamente come industria culturale necessita ancora di un meccanismo solido e di un ambiente creativo trasparente.
Da una prospettiva internazionale, Jérôme Baron, direttore artistico del Three Continents Film Festival e presidente della giuria per la sezione dedicata ai film vietnamiti, ritiene che, dopo molti anni in cui l'immagine del Vietnam è stata plasmata principalmente dai film di guerra hollywoodiani, il rinnovamento del cinema vietnamita abbia aiutato il Vietnam a riappropriarsi del diritto di raccontare la propria storia. Opere come "La ragazza sul fiume", "Una storia decente", "Una fiaba per diciassette", "Tu ed io" e "Il circo itinerante " hanno spostato l'attenzione dalla guerra al destino umano, trasformando il Vietnam da "oggetto di immagini create da altri" a "soggetto delle proprie immagini".

L'artista del popolo Hoang Cuc ha condiviso le sue riflessioni durante un seminario sul film "Generale in pensione ", opera rappresentativa del cinema vietnamita durante il periodo del đổi mới (rinnovamento).
FOTO: HOANG SON
Dal punto di vista professionale, il regista Bui Thac Chuyen ritiene che il Vietnam necessiti di un meccanismo di supporto completo per sviluppare il cinema e trasformarlo in un'industria culturale. Condividendo la sua esperienza nella post-produzione del film "Underground Tunnel: The Sun in the Darkness" in Malesia, ha elogiato il sistema di supporto globale del paese, dallo sviluppo e produzione del progetto alla distribuzione e al meccanismo di rimborso per le troupe cinematografiche, esprimendo la speranza che il Vietnam implementi presto un Fondo di sostegno allo sviluppo cinematografico. Il regista Le Duc Tien ha sottolineato che gli artisti devono osare innovare il proprio pensiero, mentre i manager devono passare da un approccio di "controllo" a uno di "creazione", eliminando gli ostacoli per costruire un ecosistema cinematografico sostenibile.
Nel suo discorso in cui ha delineato le direzioni di sviluppo, il viceministro della Cultura, dello Sport e del Turismo Ta Quang Dong ha affermato che, nel contesto attuale, il cinema deve essere considerato un settore che unisce cultura, tecnologia e industrie creative. Secondo lui, le nuove politiche e linee guida stanno gradualmente perfezionando il quadro istituzionale, attirando investimenti, promuovendo partenariati pubblico-privati, valorizzando i film vietnamiti e sostenendo una maggiore partecipazione del cinema alla catena del valore globale. In futuro, la Legge sul Cinema continuerà ad essere studiata e modificata per rafforzare il decentramento, semplificare le procedure e creare un ambiente favorevole alla creatività. Secondo il viceministro Ta Quang Dong, il cinema vietnamita deve creare opere di alto valore ideologico e artistico, sufficientemente forti da conquistare il mercato, raccontando storie vietnamite utilizzando un linguaggio cinematografico moderno, con l'obiettivo di diventare un'industria culturale competitiva a livello internazionale.
Fonte: https://thanhnien.vn/dien-anh-viet-can-co-che-de-cat-canh-185260629221036614.htm










