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Dialogo di Shangri-La 2026: una prova per le relazioni tra Stati Uniti e Cina.

Il Vertice sulla sicurezza asiatica del 2026 (noto anche come Dialogo di Shangri-La) è seguito con grande attenzione dagli osservatori in seguito alla visita del presidente statunitense Donald Trump in Cina, poiché Washington e Pechino hanno segnalato la volontà di stabilizzare le relazioni dopo mesi di tensione.

ZNewsZNews27/05/2026

Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, interviene allo Shangri-La Dialogue 2025. Foto: VNA.

Secondo quanto riportato dal South China Morning Post (SCMP) il 27 maggio, il vertice, che si terrà a Singapore dal 29 al 31 maggio, dovrebbe servire a verificare se l'incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping contribuirà effettivamente a ridurre la competizione strategica tra le due superpotenze.

Il discorso del Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth al forum sarà al centro dell'attenzione dei paesi dell'Asia-Pacifico. Gli analisti ritengono che il messaggio di Hegseth rifletterà chiaramente la portata del cambiamento nell'approccio di Washington nei confronti di Pechino dopo il precedente vertice tra Stati Uniti e Cina.

Zhu Feng, direttore della Facoltà di Studi Internazionali dell'Università di Nanchino, ha commentato che il discorso del capo del Pentagono rivelerà se entrambe le parti si stanno muovendo verso un meccanismo di gestione della concorrenza più stabile.

Secondo lui, se Washington continuerà a usare un tono duro e a concentrarsi sulla critica alla Cina come negli anni precedenti, ciò indicherà che l'incontro tra Trump e Xi ha avuto solo un impatto limitato negli ambienti della sicurezza e della difesa dei due Paesi.

Il Dialogo di Shangri-La del 2026 si è svolto mentre il conflitto in Iran entrava nel suo quarto mese, suscitando preoccupazioni in molti paesi asiatici circa il rischio che le risorse militari statunitensi venissero dirottate e che i loro impegni in materia di sicurezza nella regione indo-pacifica ne risentissero. Le economie asiatiche sono inoltre attualmente sottoposte a una forte pressione a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia e delle interruzioni degli scambi commerciali dovute all'instabilità in Medio Oriente.

Secondo gli osservatori, molti paesi del Sud-est asiatico cercheranno segnali più chiari da Washington riguardo alla sua strategia per porre fine al conflitto con l'Iran, nonché al livello di priorità che gli Stati Uniti attribuiranno all'Asia in futuro.

Un altro aspetto degno di nota è la possibilità che il Ministro della Difesa cinese Dong Jun sia assente da Shangri-La per il secondo anno consecutivo. In tal caso, le probabilità di un incontro di alto livello tra i funzionari militari dei due Paesi a margine del forum si ridurrebbero ulteriormente.

L'anno scorso, la delegazione cinese era guidata da Hu Gangfeng anziché dal ministro della Difesa. Pechino nutre da tempo un certo disagio nei confronti del Dialogo di Shangri-La, sostenendo che il forum sia fortemente influenzato dalle visioni occidentali in materia di sicurezza e che spesso ponga la Cina in una posizione critica.

Il professor Shi Yinhong, docente di relazioni internazionali presso l'Università Renmin della Cina, suggerisce che, viste le continue tensioni tra Cina, Stati Uniti e Giappone, Pechino potrebbe voler evitare un clima di dialogo pubblico che potrebbe facilmente sfociare in critiche dirette su questioni di sicurezza regionale.

Anche il Giappone dovrebbe svolgere un ruolo di primo piano al forum di quest'anno. Tokyo ha confermato che il Ministro della Difesa Shinjiro Koizumi parteciperà al Dialogo di Shangri-La. Le relazioni sino-giapponesi hanno continuato a deteriorarsi di recente a seguito delle dichiarazioni del Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi.

Nel frattempo, le tensioni nel Mar Cinese Meridionale continuano a essere un tema caldo, con Cina e Filippine che si scontrano ripetutamente in prossimità di territori contesi. Pechino ha più volte ribadito che le controversie dovrebbero essere risolte attraverso negoziati bilaterali o i meccanismi dell'ASEAN, opponendosi al contempo al coinvolgimento di potenze esterne.

Secondo gli analisti, qualsiasi cambiamento di tono tra le delegazioni statunitense e cinese al vertice di quest'anno sarà attentamente monitorato, poiché potrebbe indicare se il recente incontro tra Trump e il presidente Xi Jinping abbia davvero inaugurato una nuova era di stabilità nelle relazioni bilaterali o se si sia trattato semplicemente di una temporanea de-escalation.

Fonte: https://znews.vn/doi-thoai-shangri-la-2026-phep-thu-cho-quan-he-my-trung-post1654832.html


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