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Le speculazioni sui tassi di interesse della Federal Reserve stanno dominando i mercati azionari asiatici.

Il 17 dicembre i mercati azionari asiatici hanno mostrato andamenti contrastanti: gli ultimi dati sull'occupazione negli Stati Uniti non sono riusciti a rafforzare le aspettative di un ulteriore taglio dei tassi di interesse. Nel frattempo, i prezzi del petrolio greggio sono aumentati a livello internazionale in seguito alla nuova linea dura assunta dal presidente Donald Trump nei confronti del Venezuela.

Báo Tin TứcBáo Tin Tức17/12/2025


Didascalia della foto

Tabellone degli indici di borsa di Tokyo, Giappone. Foto: Kyodo/VNA

A Tokyo, in Giappone, l'indice Nikkei 225 è salito dello 0,3% a 49.512,28 punti. In Cina, l'indice Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,7% a 25.421,78 punti, mentre l'indice Shanghai Composite è salito dell'1,2% a 3.870,28 punti. Anche le borse di Seul, Manila e Giacarta hanno registrato rialzi. Al contrario, le borse di Sydney, Singapore, Taipei, Mumbai, Wellington e Bangkok hanno subito ribassi.

I dati sull'occupazione non agricola pubblicati dagli Stati Uniti il ​​16 dicembre hanno mostrato che il tasso di disoccupazione a novembre 2025 è salito al 4,6%, il livello più alto degli ultimi quattro anni, rafforzando l'idea di un rallentamento del mercato del lavoro. Tuttavia, gli analisti ritengono che questi dati non siano sufficienti a modificare l'orientamento della Federal Reserve (Fed) statunitense.

Secondo Bloomberg, il mercato sta attualmente scommettendo su una probabilità del 20% che la Fed tagli i tassi di interesse a gennaio 2026. I funzionari della Fed hanno anche segnalato che una riduzione dei costi di finanziamento è improbabile nella loro quarta riunione consecutiva. Il sentiment sui mercati azionari è stato debole di recente, accompagnato da preoccupazioni sulla valutazione dei titoli tecnologici e sull'effettiva efficacia degli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale (IA).

Taylor Nugent, economista senior presso la National Bank of Australia (NAB), ha osservato che il lieve aumento del tasso di disoccupazione risponde alle preoccupazioni della Fed sul mercato del lavoro, ma non è sufficiente a indurre un allentamento della politica monetaria nel breve termine. Sarebbe necessario un ulteriore incremento il mese prossimo per modificare significativamente la probabilità di un taglio dei tassi di interesse nel gennaio 2026.

Sul mercato valutario, lo yen giapponese ha continuato a rafforzarsi rispetto al dollaro statunitense in vista delle aspettative che la Banca del Giappone (BoJ) alzerà i tassi di interesse al livello più alto degli ultimi 30 anni il 19 dicembre.

In particolare, la rupia indiana ha registrato un'impennata dell'1% dopo l'intervento della banca centrale sul mercato. La valuta si è ripresa, raggiungendo quota 89,9662 rupie per dollaro statunitense, dopo aver toccato in precedenza un minimo storico di oltre 91 rupie/USD a causa delle preoccupazioni relative al deficit delle partite correnti e ai deflussi di capitali.

In Vietnam, l'indice VN è sceso di 5,52 punti (0,33%) attestandosi a 1.673,66 punti, mentre l'indice HNX è sceso di 1,96 punti (0,77%) raggiungendo quota 253,12 punti.

Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/don-doan-ve-lai-suat-cua-fed-chi-phoi-chung-khoan-chau-a-20251217161947862.htm


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