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Il Dow Jones raggiunge un nuovo massimo storico, S&P 500 e Nasdaq in fase di correzione.

Wall Street ha chiuso la seduta del 10 febbraio (nelle prime ore del mattino dell'11 febbraio, ora del Vietnam) con risultati contrastanti: il Dow Jones ha continuato a raggiungere nuovi massimi storici, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq hanno entrambi registrato un calo. Questa divergenza riflette la cautela degli investitori a fronte di dati economici deboli e delle incertezze sulla politica dei tassi di interesse della Federal Reserve.

Thời báo Ngân hàngThời báo Ngân hàng11/02/2026

Dow Jones lập đỉnh lịch sử, Phố Wall phân hoá trước tín hiệu kinh tế yếu
Il Dow Jones raggiunge il massimo storico, Wall Street polarizzata tra segnali economici deboli.

Wall Street ha chiuso la seduta con una netta divergenza tra i suoi principali indici. Mentre il Dow Jones Industrial Average ha continuato a raggiungere nuovi massimi storici di chiusura, l'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno invertito la rotta e sono scesi, riflettendo un braccio di ferro nel sentiment degli investitori tra segnali economici contrastanti e aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.

Alla chiusura, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,1%, ovvero 52,27 punti, attestandosi a 50.188,14, registrando il terzo massimo storico consecutivo. Al contrario, l'S&P 500 ha perso lo 0,3%, pari a 23,01 punti, chiudendo a 6.941,81, non riuscendo a mantenere i guadagni della seduta precedente. Il Nasdaq Composite ha registrato il calo maggiore, scendendo dello 0,6% (136,20 punti) a 23.102,47, a causa della continua pressione di vendita sui titoli tecnologici. Anche l'indice Russell 2000 delle società a piccola capitalizzazione ha perso lo 0,3%, chiudendo a 2.679,77.

L'andamento contrastante del mercato azionario ha coinciso con significative oscillazioni del mercato obbligazionario. I rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi sono calati su tutta la linea dopo i deludenti dati sulle vendite al dettaglio di dicembre 2025. Il rapporto ha indicato che la spesa dei consumatori statunitensi è rimasta pressoché invariata rispetto a novembre, inferiore al modesto aumento previsto dagli economisti. Ciò ha sollevato preoccupazioni sul possibile rallentamento del principale motore della crescita economica statunitense.

Di conseguenza, sono nuovamente aumentate le aspettative che la Fed debba allentare la politica monetaria già nel 2026. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è sceso al 4,14%, dal 4,22% della sessione precedente. Secondo i dati del CME Group, in seguito alla debole pubblicazione del rapporto sulle vendite al dettaglio, gli operatori hanno incrementato le scommesse sulla possibilità che la Fed tagli i tassi di interesse tre o più volte quest'anno, sebbene lo scenario di due tagli rimanga il più probabile.

In questo contesto, il mercato azionario statunitense ha reagito in modo disomogeneo tra i vari settori. I titoli tecnologici, principale motore della crescita del mercato per molti anni, hanno continuato a subire pressioni al ribasso, causando un calo del Nasdaq più marcato rispetto al Dow Jones e all'S&P 500. Secondo Reuters, parte di queste pressioni derivava dalle preoccupazioni relative all'aumento dei costi di investimento nell'intelligenza artificiale (IA), in particolare per le grandi aziende del settore media e tecnologico.

Al contrario, il Dow Jones, che comprende molti titoli value e difensivi, ha mantenuto il suo slancio rialzista grazie alle aspettative che tassi di interesse più bassi avrebbero sostenuto le imprese di questo settore. I titoli dei beni di consumo di base e del settore energetico hanno generalmente registrato variazioni minime, contribuendo a limitare il calo dell'S&P 500.

Oltre ai fattori macroeconomici, anche i risultati trimestrali delle aziende hanno generato reazioni decisamente contrastanti. Coca-Cola ha perso l'1,5% dopo che i suoi ricavi trimestrali non hanno soddisfatto le aspettative degli analisti e ha pubblicato previsioni di crescita per il prossimo anno inferiori alle attese. S&P Global è addirittura crollata del 9,7% dopo aver annunciato previsioni deludenti sugli utili per il 2026, a causa dei timori degli investitori che i concorrenti basati sull'intelligenza artificiale possano erodere la quota di mercato dell'azienda nel settore dei servizi dati.

Al contrario, Hasbro si è distinta come una nota positiva, con le sue azioni in rialzo del 7,5%. Il produttore di giocattoli ha riportato utili superiori alle aspettative, grazie al successo della sua linea di prodotti "Magic: The Gathering", e ha annunciato l'intenzione di restituire fino a 1 miliardo di dollari agli azionisti attraverso un programma di riacquisto di azioni proprie.

Guardando al quadro generale, nonostante la significativa divergenza osservata il 10 febbraio, il trend complessivo di Wall Street rimane positivo. Dall'inizio del 2026, l'indice S&P 500 è ancora in rialzo di circa l'1,4%, mentre anche il Dow Jones e il Nasdaq hanno registrato lievi guadagni nell'ultima settimana. Ciò suggerisce che gli investitori non sono del tutto pessimisti sulle prospettive di mercato a lungo termine, nonostante i rischi a breve termine legati alla crescita economica e alla politica monetaria.

Secondo gli analisti, questi dati deboli sulle vendite al dettaglio potrebbero essere solo un segnale temporaneo, ma sono sufficienti a rendere il mercato più cauto in vista della prossima pubblicazione di importanti indicatori economici. La prossima settimana, gli investitori si concentreranno sul rapporto sui salari non agricoli e sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) di gennaio 2026, fattori chiave che aiuteranno la Fed a valutare lo stato di salute dell'economia e a orientare la politica dei tassi di interesse nella prima metà dell'anno.

La seduta di trading del 10 febbraio 2026 si è chiusa con un quadro nettamente divergente: il Dow Jones ha continuato a raggiungere nuovi record grazie agli afflussi di capitali verso titoli value e difensivi, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq hanno subito pressioni al ribasso a causa di dati economici deludenti. Questo andamento suggerisce che il mercato stia entrando in una fase di "rallentamento", in cui gli investitori valutano attentamente opportunità e rischi in un contesto di incertezza legato alla politica monetaria.

Fonte: https://thoibaonganhang.vn/dow-jones-cham-ky-luc-moi-sp-500-va-nasdaq-dieu-chinh-177760.html


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