In vista della sua partecipazione all'International Sculpture Camp di Hue nel novembre 2025, ha parlato del suo nuovo lavoro, del suo percorso creativo in diversi ambiti internazionali e delle sue preoccupazioni e aspettative per le belle arti e la scultura del suo paese.

* Presto parteciperai all'International Sculpture Camp di Hue. Potresti condividere maggiori dettagli sulle sue dimensioni e sul programma?
Il Sculpture Camp prenderà il via nel giugno 2025, invitando artisti nazionali e internazionali a presentare i propri bozzetti. Il comitato organizzatore selezionerà 20 artisti nazionali e 10 internazionali. L'evento si svolgerà nell'arco di 18 giorni, dal 21 novembre all'8 dicembre 2025, a Hue, una regione ricca di storia e patrimonio artistico, che offre uno spazio ideale per l'integrazione dell'arte con il suo contesto culturale.
Che tipo di lavoro e di idee porterai?
La mia opera, intitolata "Il respiro delle correnti sotterranee", trae ispirazione dal flusso del Fiume dei Profumi e dallo spirito resiliente degli abitanti di Hue. Le forme circolari simboleggiano il respiro delle correnti sotterranee, che rappresentano una vitalità nascosta. Il vuoto centrale evoca l'arco di una porta cittadina, l'alba e una nuova pagina di un libro: un'estensione del passato, del presente e del futuro. Realizzata in granito e alta 1,5 metri, l'opera trasmette un senso di stabilità e maestosità. Voglio raccontare una storia di pazienza, crescita e serena bellezza, dove cultura, natura e arte si incontrano.
* Hai partecipato a numerosi workshop artistici internazionali, in particolare all'Hanoi Art Connecting Workshop. Cosa hai trovato di particolarmente speciale in questo evento?
Ho partecipato a quattro edizioni di Hanoi Art Connecting (dalla quarta alla settima). Ciò che mi ha colpito di più è stato il fatto che l'evento abbia creato un vero e proprio spazio creativo aperto. Gli artisti non solo esponevano, ma lavoravano anche direttamente tra loro, scambiandosi idee e creando insieme. Questa interazione ha dato vita a un'esperienza vibrante e unica.
Gli organizzatori mettono in contatto diverse figure chiave: artisti, docenti, studenti, pubblico… Ogni gruppo ha l'opportunità di partecipare e contribuire. Anche la promozione è flessibile, non solo attraverso l'informazione tradizionale, ma anche tramite un'ampia diffusione sui social media, racconti inediti sugli artisti e testimonianze personali.
* Nel 2018 hai partecipato all'International Sculpture Camp in Thailandia?
Sì, sono stata invitata a partecipare al Festival Internazionale di Scultura con Candele di Ubon. È stata un'esperienza speciale poter lavorare insieme ad artisti internazionali proprio nel cuore di una festa tradizionale. Il mio lavoro utilizza un linguaggio visivo moderno, ma si armonizza comunque con lo spirito della comunità locale. L'arte lì non è solo un oggetto da esposizione, ma diventa parte integrante della vita culturale del luogo. È un ricordo di cui vado fiera e anche una preziosa lezione per il mio percorso creativo.
* Cosa porti di solito a casa dopo ogni campo internazionale a cui partecipi?
Ogni campo estivo artistico mi infonde nuova energia. L'ambiente multiculturale mi aiuta ad apprendere, ad ampliare i miei orizzonti e ad acquisire maggiore sicurezza. Ogni opera completata è come una fiamma appena accesa, che arricchisce le mie idee. La cosa più preziosa sono le connessioni autentiche. È questo che permette all'arte di trascendere i confini e di toccare il cuore delle persone.

* Hai partecipato di recente al primo campo di scultura "Terra e popolo di Gia Lai". Qual è stata la tua impressione più forte?
- Questo è un modello relativamente nuovo nella nostra provincia. Il comitato organizzatore ha selezionato solo i bozzetti, mentre gli artisti hanno preso l'iniziativa nella creazione delle opere finali. Di conseguenza, le opere completate hanno contribuito alla formazione di un vivace giardino di sculture nel Parco del Torrente di Hoi Phu. Ciò dimostra che quando si dà fiducia agli artisti e si dà loro la possibilità di esprimersi, l'arte fiorisce. Spero che questo modello continui a essere mantenuto e diffuso a Quy Nhon, un luogo con molti spazi verdi ma ancora privo di sculture di pari livello.
* A proposito di Quy Nhon, vorrei chiederle un'altra cosa. Attualmente non c'è un museo d'arte né uno spazio espositivo per sculture. Cosa ne pensa di questa assenza?
- Questa è una lacuna enorme. Le opere d'arte hanno bisogno di un luogo dove essere conservate, esposte, connesse e in dialogo con il pubblico. Senza uno spazio professionale, le opere esistono solo temporaneamente prima di essere dimenticate e gli artisti perdono la motivazione. Credo che un'istituzione artistica veramente significativa non solo preservi le opere d'arte, ma crei anche un flusso culturale sostenibile, valorizzi l'estetica della comunità e integri il territorio nella vita artistica nazionale e internazionale.
Cosa ne pensi dell'idea di organizzare un workshop internazionale di scultura a Quy Nhon?
Si tratta di una direzione pratica e promettente. Bisognerebbe iniziare a livello nazionale per testare i meccanismi, l'organizzazione e la qualità delle opere. Quy Nhon vanta una lunga costa, montagne maestose e un paesaggio urbano in rapida evoluzione: una base ideale per la scultura all'aperto. Tuttavia, per avere successo, è necessario consultare artisti, curatori ed esperti di comprovata esperienza per garantire la qualità delle opere, scegliere luoghi adatti e definire temi che riflettano l'identità della città. Se realizzato correttamente, un campo di scultura a Quy Nhon potrebbe fungere sia da spazio creativo che da strumento di promozione dell'immagine cittadina, contribuendo a valorizzare l'estetica urbana. Una volta consolidata la sua reputazione, invitare artisti internazionali sarebbe il passo successivo naturale, rendendo Quy Nhon un centro di riferimento per la scultura all'aperto.
Grazie per questa conversazione.
Fonte: https://baogialai.com.vn/dua-quy-nhon-tro-thanh-trung-tam-nghe-thuat-dieu-khac-post566041.html








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