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L'UE sta spingendo per l'attuazione del DMA e per un inasprimento delle normative sulle attività di Google e Meta.

L'UE sta intensificando il controllo sui giganti della tecnologia come Google e Meta, richiedendo una maggiore condivisione dei dati e agevolando la partecipazione di terze parti, al fine di limitare il loro dominio nel mercato digitale.

VietnamPlusVietnamPlus17/04/2026

Il 16 aprile, la Commissione europea (CE) ha adottato misure per rafforzare la supervisione e garantire la concorrenza per due importanti aziende tecnologiche, Google e Meta, nel contesto dei mercati digitali e dell'intelligenza artificiale (IA) in rapida evoluzione.

Secondo quanto riportato dal corrispondente dell'agenzia di stampa vietnamita a Bruxelles, la Commissione europea ha appena inviato a Google le conclusioni preliminari che delineano le misure da adottare per garantire che il colosso tecnologico rispetti pienamente la Legge sui mercati digitali (DMA), un documento legale emanato per promuovere la concorrenza e limitare i monopoli nel settore digitale.

Secondo la proposta, questa multinazionale con sede negli Stati Uniti deve agevolare l'accesso dei motori di ricerca di terze parti a determinate tipologie di dati relativi all'attività di ricerca, tra cui dati di ranking, query, clic e impressioni.

Tale condivisione deve avvenire su basi eque, ragionevoli e non discriminatorie, consentendo così ai concorrenti di migliorare la qualità dei propri servizi.

La Commissione europea sostiene che l'accesso ai dati di ricerca sia un fattore chiave per lo sviluppo di servizi di ricerca e applicazioni di ricerca basate sull'intelligenza artificiale, creando così un ambiente competitivo più equo rispetto all'attuale posizione di mercato di Google Search.

Le misure proposte includono la definizione chiara dei gruppi di soggetti che hanno accesso ai dati, tra cui potrebbero rientrare i sistemi di chatbot basati sull'intelligenza artificiale con funzionalità di ricerca integrate. Allo stesso tempo, la Commissione europea propone anche di chiarire l'ambito dei dati che devono essere condivisi, le modalità e la frequenza di fornitura dei dati, nonché i requisiti di anonimato per la tutela della privacy degli utenti.

Inoltre, l'agenzia richiede anche l'istituzione di un meccanismo di tariffazione per i dati condivisi, garantendo che le tariffe applicate siano eque e non discriminatorie.

Saranno inoltre stabilite norme relative alle procedure di accesso ai dati per garantirne la trasparenza e l'applicabilità.

Per definire il quadro delle misure, la Commissione europea ha avviato un periodo di consultazione pubblica invitando le parti interessate a fornire il proprio contributo entro il 1° maggio. Le conclusioni preliminari e il contenuto proposto sono stati ora pubblicati sul sito web ufficiale dell'agenzia dedicato alla consultazione.

Dopo aver ricevuto riscontri da Google e da altri soggetti interessati, la Commissione europea effettuerà una revisione completa prima di emettere una decisione definitiva. Tale decisione sarà un documento giuridicamente vincolante e dovrà essere approvata entro il 27 luglio.

La Commissione europea ha dichiarato che la procedura attuale non pregiudica il diritto di applicare sanzioni in caso di rilevamento di violazioni degli obblighi previsti dalla Convenzione sulle misure antitrust.

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la transizione pulita, equa e competitiva, Teresa Ribera, ha affermato che l'introduzione degli standard mira a garantire che Google adempia ai propri obblighi normativi, sottolineando al contempo il ruolo dei dati come elemento cruciale per la concorrenza e lo sviluppo di nuovi servizi, tra cui l'intelligenza artificiale.

Secondo la signora Ribera, la Commissione europea non tollererà pratiche che restringano il mercato o limitino la scelta dei consumatori.

Nel frattempo, Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha sottolineato l'obiettivo centrale di consentire ai motori di ricerca di innovare e stare al passo con le esigenze degli utenti.

Il processo di consultazione pubblica contribuirà a raccogliere il feedback del mercato per costruire un meccanismo di condivisione dei dati più efficace, favorendo così l'innovazione e una sana concorrenza nel contesto della tecnologia dell'intelligenza artificiale in continua evoluzione.

La pubblicazione di queste conclusioni preliminari da parte della Commissione europea si inserisce in una procedura avviata il 27 gennaio, a ulteriore dimostrazione degli sforzi dell'Unione europea (UE) volti a rafforzare la regolamentazione delle principali piattaforme tecnologiche e a garantire, a lungo termine, un ambiente digitale più competitivo e trasparente.

Con una mossa analoga, nello stesso giorno, la Commissione europea ha inviato a Meta una "Notifica di obiezioni aggiuntive", che includeva la richiesta all'azienda tecnologica di ripristinare l'accesso agli assistenti IA di terze parti sulla piattaforma WhatsApp alle condizioni precedenti alla modifica della politica del 15 ottobre 2025.

Attualmente, la Commissione europea sta ancora esaminando le modifiche pubblicate da Meta il 4 marzo relative al meccanismo di accesso alla piattaforma per i servizi di intelligenza artificiale esterni.

La Commissione europea ha dichiarato che si tratta del passo successivo nel processo di applicazione di misure provvisorie per prevenire danni gravi e irreparabili alla concorrenza nel mercato degli assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale, un settore in rapida crescita che attrae numerose aziende tecnologiche.

In precedenza, il 9 febbraio, la Commissione europea aveva inviato a Meta la sua prima nota di protesta, affermando che le politiche dell'azienda mostravano segni di violazione delle normative UE in materia di concorrenza.

La vicepresidente della Commissione europea Ribera ha sottolineato la necessità di affrontare tempestivamente, con misure urgenti, le pratiche anticoncorrenziali nei mercati delle tecnologie emergenti, in particolare nell'ambito dell'intelligenza artificiale.

Si prevede che la Commissione europea applichi misure provvisorie per mantenere condizioni di concorrenza ottimali durante lo svolgimento dell'indagine, e tali misure rimarranno in vigore fino a quando la Commissione europea non emetterà una decisione definitiva basata sul parere completo di tutte le parti interessate, inclusa Meta.

Inoltre, la Commissione europea sta collaborando con l'autorità garante della concorrenza italiana per ampliare la portata dell'indagine, garantendo così che le misure siano efficaci in tutto lo Spazio economico europeo (SEE).

Si tratta di un passo volto a rafforzare la coerenza nell'applicazione del diritto della concorrenza alle piattaforme digitali transfrontaliere.

La Commissione europea ha avviato la sua indagine nel dicembre 2025 dopo che Meta ha modificato i termini di servizio di WhatsApp Business, introducendo restrizioni all'accesso agli assistenti virtuali di terze parti basati sull'intelligenza artificiale.

Nel febbraio 2026, la Commissione europea ha ufficialmente espresso la sua posizione preliminare sulla possibilità che Meta violasse le norme sulla concorrenza. Lo scorso marzo, Meta ha modificato la sua politica revocando il divieto, ma sostituendolo con un meccanismo di pagamento a carico dei fornitori esterni di intelligenza artificiale.

Tuttavia, secondo l'ultima valutazione della Commissione europea, tale modifica non ha ancora risolto le preoccupazioni relative ai suoi effetti anticoncorrenziali sul mercato.

Il vicepresidente Ribera ha sottolineato che sostituire il divieto con un meccanismo a pagamento non cambierebbe il problema fondamentale se il risultato limitasse comunque l'accesso al mercato per i concorrenti.

Meta, una società tecnologica con sede negli Stati Uniti, possiede attualmente importanti piattaforme come Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger, e sta investendo in modo aggressivo anche nel settore dell'intelligenza artificiale attraverso prodotti di assistenti virtuali e fusioni e acquisizioni nel settore.

Ai sensi dell'articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sono severamente vietati gli abusi di posizione dominante sul mercato che pregiudicano gli scambi tra gli Stati membri e minano la concorrenza nel mercato comune.

Su tale base, la Commissione europea ha il diritto di applicare misure di emergenza quando riscontra segnali di violazioni e il rischio di causare danni irreversibili alla struttura del mercato.

Questi provvedimenti dimostrano il costante impegno della Commissione europea a rafforzare la supervisione delle principali piattaforme tecnologiche, soprattutto nel contesto in cui l'intelligenza artificiale sta diventando un settore strategicamente competitivo.

L'obiettivo è garantire un ambiente digitale equo e trasparente e limitare le pratiche che potrebbero distorcere la concorrenza nel mercato unico europeo.

(VNA/Vietnam+)

Fonte: https://www.vietnamplus.vn/eu-thuc-day-thuc-thi-dma-siet-quan-ly-hoat-dong-cua-google-va-meta-post1105407.vnp


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