A differenza dei metodi di monitoraggio tradizionali che si basano su stazioni fisse, il telerilevamento consente un monitoraggio su vasta scala, aggiornamenti rapidi e la capacità di rilevare tempestivamente segnali di fluttuazioni anomale dell'inquinamento atmosferico.
Secondo l'Agenzia nazionale per il telerilevamento, sono stati emanati standard nazionali sulla qualità dell'aria, ma questi si concentrano principalmente sulla definizione di soglie per i parametri e sui metodi di monitoraggio tradizionali. Nel frattempo, la tecnologia di telerilevamento, con la sua capacità di raccogliere dati su larga scala, in modo continuo e in tempo reale, non è soggetta a normative specifiche riguardanti le procedure tecniche, i metodi di elaborazione o gli standard dei prodotti di output.
Questa realtà comporta numerose difficoltà di implementazione. Le unità che effettuano il monitoraggio tramite telerilevamento non dispongono di uno standard comune di applicazione, mentre gli enti di gestione incontrano difficoltà anche nella valutazione della qualità dei dati. Questa mancanza di sincronizzazione non solo incide sull'efficienza gestionale, ma limita anche la possibilità di utilizzare i dati per la gestione ambientale, le previsioni e l'allerta.
Pertanto, lo sviluppo e la promulgazione di una circolare che stabilisca norme tecniche nazionali per il monitoraggio di determinati parametri di qualità dell'aria mediante tecnologie di telerilevamento sono considerati un'esigenza urgente. Ciò costituirà un importante quadro giuridico per standardizzare l'intero processo, dalla raccolta e elaborazione dei dati alla pubblicazione dei risultati.
Durante il processo di sviluppo, l'ente capofila ha modificato il proprio approccio, passando dalla "creazione di mappe" al "monitoraggio dei parametri di qualità dell'aria". Questo cambiamento rispecchia fedelmente la natura della moderna tecnologia di telerilevamento, che non solo produce mappe, ma fornisce anche dati dinamici per il monitoraggio continuo e l'integrazione nei sistemi di monitoraggio ambientale.
Secondo la bozza, le nuove normative si concentreranno sul monitoraggio di parametri importanti come CO, SO2, NO2, O2 e particolato fine PM10 e PM2.5, fattori che incidono direttamente sulla salute umana e sulla qualità della vita urbana.
Il processo tecnico è ben strutturato e comprende fasi che vanno dalla raccolta dei dati di telerilevamento, alla standardizzazione, al calcolo della concentrazione, fino alla valutazione dell'accuratezza. In particolare, per il particolato fine PM10 e PM2.5, lo standard utilizza un metodo di calcolo della densità ottica atmosferica (AOD), in linea con le tendenze internazionali di ricerca e applicazione.
La bozza prevede inoltre disposizioni in materia di gestione, valutazione della conformità, responsabilità di organizzazioni e singoli individui e meccanismi di attuazione. Ciò contribuisce a garantirne la fattibilità nell'applicazione pratica, creando al contempo le condizioni per un'attuazione sincronizzata da parte di enti locali e unità.
Secondo la bozza, l'attuazione del regolamento non comporterà ulteriori procedure amministrative o costi di gestione per lo Stato. Si ritiene che le risorse esistenti provenienti dai bilanci centrale e locale, nonché da altre fonti legittime, siano sufficienti per l'attuazione.
A lungo termine, una volta che le normative saranno emanate e attuate in modo esaustivo, i dati di telerilevamento diventeranno una parte importante del sistema informativo ambientale nazionale. Ciò servirà anche come base per lo sviluppo di modelli di previsione e allerta precoce dell'inquinamento, a supporto della gestione e della tutela della salute pubblica.
Fonte: https://baophapluat.vn/giam-sat-chat-luong-khong-khi-bang-cong-nghe-vien-tham.html








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