
Secondo il Segretario Generale To Lam , il XIV Congresso Nazionale del Partito si svolge mentre l'"orologio storico" scandisce le ore decisive che ci separano dalla pietra miliare del 2030...
In particolare, questa frequente apparizione si ricollega direttamente alla Risoluzione 80 sullo sviluppo della cultura vietnamita, recentemente emanata come un "ordine di partenza", che consente al sistema politico di trasformare il pensiero culturale in meccanismi, gli slogan in indicatori e le aspirazioni in azioni, aiutando il Vietnam a entrare in una nuova era non solo più ricca, ma anche più civile, più umana e più felice.
Porre la cultura al "motore" del nuovo modello di sviluppo.
Se si dovesse scegliere il segnale più significativo contenuto nella Relazione sui documenti presentati al XIV Congresso Nazionale in sessione di apertura, non sarebbero solo gli ambiziosi obiettivi di crescita o le svolte in ambito istituzionale, delle risorse umane e infrastrutturale, ma anche il modo in cui la "cultura" è stata menzionata ben 14 volte con uno spirito completamente diverso: la cultura non è più un elemento secondario, né semplicemente una "sfera spirituale", ma è vista come un elemento costitutivo della capacità nazionale. Ciò assume un significato ancora maggiore se considerato alla luce della Risoluzione 80 sullo sviluppo della cultura vietnamita, un documento tematico fondamentale che ridefinisce le priorità e richiede l'istituzionalizzazione del principio secondo cui "la cultura è un pilastro dello sviluppo".
In altre parole, se la Risoluzione 80 ha creato una "linea guida" per il pensiero e l'orientamento, il Rapporto politico presentato al XIV Congresso nazionale nella sua sessione di apertura ha posto la cultura al "motore" del nuovo modello di sviluppo. Questi due documenti si incontrano in un punto cruciale: la cultura non è solo da glorificare, ma da utilizzare; non solo da parlare, ma da misurare; non solo da creare movimenti, ma da diventare una capacità di attuazione e una forza intrinseca.
Innanzitutto, nel Rapporto, la cultura viene inserita nell'architettura dello sviluppo nazionale come pilastro fondamentale. Il documento afferma chiaramente: lo sviluppo socio -economico e la tutela ambientale sono centrali; la costruzione del Partito è fondamentale; lo sviluppo culturale e umano è il fondamento; la difesa nazionale, la sicurezza e le relazioni estere sono cruciali e costanti. Questa impostazione non è solo una questione di formulazione equilibrata; è un modo per "riposizionare" la cultura all'interno della strategia nazionale. La cultura diventa così il fondamento di uno sviluppo rapido e sostenibile, in linea con lo spirito della Risoluzione 80, che stabilisce il ruolo guida della cultura nello sviluppo umano e sociale nella nuova era. Un Paese che aspira a una crescita elevata, che vuole passare a un'economia basata sulla conoscenza, che vuole compiere progressi nella trasformazione digitale e verde... se non possiede una base culturale sufficientemente solida, cadrà facilmente nel paradosso: crescita rapida ma fragile; modernizzazione rapida ma frammentata; innovazione rapida ma priva di resilienza.

Partendo da queste basi, la Relazione chiarisce ulteriormente una concezione molto progressista: la cultura e le persone sono "forze interne", risorse e motori dello sviluppo. Questo è il "filo conduttore" sia della Risoluzione 80 che della Relazione inaugurale: la cultura non è in ritardo rispetto all'economia, né si pone al di fuori di essa, ma permea l'essenza stessa della competitività nazionale. Questa forza interna si manifesta nel patriottismo, nell'autosufficienza, nell'aspirazione al progresso, nella solidarietà, nella responsabilità e nella disciplina. Nel contesto di un mondo fortemente competitivo e in profonda trasformazione, dove la tecnologia altera l'ordine della produzione, dell'informazione e del potere, la forza decisiva non risiede solo nel capitale o nelle risorse, ma nella qualità delle risorse umane e nel sistema di valori che crea la capacità della nazione di essere unita, resiliente, adattabile e di progredire.
Pertanto, il Rapporto sottolinea l'importanza fondamentale di costruire un "quadro di riferimento" per la società: valori nazionali, valori culturali, valori familiari e principi dell'umanità vietnamita. Questa sezione è particolarmente stimolante, in quanto mostra come la cultura venga considerata come un "progetto olistico" piuttosto che come un insieme di componenti separate. Nell'era digitale, dove il concetto di giusto e sbagliato può essere distorto dalla velocità di diffusione; quando le norme sono messe in discussione da stili di vita estremisti e dalla mentalità di massa; quando il successo viene facilmente equiparato al materialismo; allora il "sistema di valori" rappresenta l'ancora che impedisce alla società di andare alla deriva. La Risoluzione 80 pone inoltre l'accento sul sistema di valori come fondamento essenziale per lo sviluppo umano, poiché le persone sono sia l'obiettivo che la forza trainante dello sviluppo. Il rapporto inaugurale ha collocato tale esigenza nella giusta posizione all'interno della strategia 2026-2030 e della visione 2045.

La viceministra permanente della Cultura, dello Sport e del Turismo, Lam Thi Phuong Thanh, e i delegati presenti al Congresso.
La misura ultima di tutte le politiche sono le persone.
È importante sottolineare che la cultura descritta nel Rapporto va oltre i semplici concetti, concretizzandosi in qualità ben precise: patriottismo, autosufficienza, aspirazione al progresso; compassione, lealtà, onestà, responsabilità e disciplina. Queste sono le parole chiave che "plasmano il popolo vietnamita" nella nuova era. Ciò si collega direttamente anche allo spirito della Risoluzione 80: la rinascita e lo sviluppo culturale non consistono nell'aggiungere nuove festività o slogan, ma nel creare una nuova generazione di cittadini informati, capaci e competenti dal punto di vista digitale, che al contempo possiedano rispetto di sé, onore e la capacità di anteporre il bene comune ai piccoli interessi. Una nazione che aspira a uno sviluppo sostenibile deve possedere un tale "capitale culturale", perché tutto il resto si può comprare con il denaro, ma la fiducia e la disciplina sociale no.
In particolare, il Rapporto colloca la cultura in un nuovo spazio, un punto che anche la Risoluzione 80 affronta in modo specifico: il cyberspazio. Il documento auspica la costruzione di un ambiente culturale sano nelle famiglie, nelle scuole, nelle comunità e nel cyberspazio. Si tratta di un riconoscimento quanto mai opportuno. L'ambiente di vita vietnamita odierno si è esteso al mondo digitale e la cultura deve "seguire" le persone in questo contesto, anziché rimanere ancorata e dirigerle. Il cyberspazio può essere un luogo per coltivare la conoscenza, diffondere la bellezza e promuovere la creatività; ma può anche essere un terreno fertile per notizie false, violenza verbale e stili di vita devianti. Pertanto, insieme alla Risoluzione 80, il Rapporto inaugurale dimostra uno spirito coerente: costruire una cultura per la nuova era significa costruire un ambiente, un ecosistema di valori, norme e comportamenti, in cui famiglie e scuole non possano agire da sole, ma necessitino della partecipazione dei media, della tecnologia, della legge e della comunità.

Delegati e ospiti internazionali partecipano alla sessione di apertura del Congresso.
Un significato di grande profondità contenuto nella Relazione è l'integrazione della "cultura" nella governance nazionale e nel controllo del potere. Il documento sottolinea la necessità di progettare meccanismi di controllo del potere affinché quest'ultimo "rimanga sempre entro i limiti della legge, dell'etica, della cultura, delle tradizioni nazionali e della fiducia del popolo". Questa frase può essere considerata cruciale per la nuova fase, in quanto afferma che il potere necessita non solo di barriere legali, ma anche di barriere culturali: ovvero, una cultura del potere, una cultura dell'integrità e una cultura della vergogna quando il popolo si trova in difficoltà. La Risoluzione 80 colloca la cultura al livello di pilastro dello sviluppo; la Relazione inaugurale la colloca al livello di pilastro della governance, il che significa che la cultura non solo "arricchisce l'anima", ma "purifica anche l'apparato", "rafforza la disciplina" e "consolida la fiducia".
Da qui, la "cultura del servizio pubblico" è stata proposta come requisito per l'azione, legata al motto dell'intero mandato: parlare meno, fare di più e portare a termine le cose. Il rapporto richiede l'implementazione di una cultura del servizio pubblico onesta, professionale e scientifica, utilizzando come parametro la soddisfazione dei cittadini e delle imprese. In questo contesto, la cultura non è solo parte della vita comunitaria, ma permea ogni processo lavorativo, ogni cenno di assenso o stretta di mano alla porta della pubblica amministrazione, ogni decisione amministrativa che può agevolare o ostacolare la popolazione. La Risoluzione 80 vuole che la cultura diventi un pilastro; il rapporto introduttivo individua il meccanismo per trasformare questo pilastro in una capacità di attuazione: integrare la cultura nel sistema di criteri per la valutazione dei funzionari, nella disciplina amministrativa e nei dati di feedback dei cittadini. In altre parole, la cultura non è solo uno "slogan di facciata", ma deve diventare un "indicatore concreto".

Le rappresentanti dell'associazione delle Madri Eroiche vietnamite hanno partecipato alla sessione di apertura del congresso.
Anche la cultura viene inserita nel contesto della sicurezza moderna. Il rapporto menziona la "sicurezza culturale e ideologica" come componente della sicurezza nazionale nell'era digitale. Si tratta di un aspetto su cui vale la pena riflettere. Un Paese può avere confini solidi, ma se la fiducia sociale diminuisce, i valori vengono erosi e le norme sovvertite, allora si indebolirà internamente. Proteggere i valori culturali e ideologici non è quindi solo un compito di "propaganda", ma un compito di costruzione della resilienza sociale, di rafforzamento del carattere nazionale e di accrescimento dell'"immunità" contro la distorsione, l'incitamento e la divisione. Su questo punto, la Risoluzione 80 e il rapporto introduttivo condividono uno spirito comune: la cultura si costruisce e si preserva; si sviluppa e si protegge come fondamento dei valori.
L'ultimo punto, ma forse il più importante: la cultura, nel Rapporto, è strettamente legata all'obiettivo della felicità. Lo sviluppo deve arricchire la vita materiale e spirituale; la crescita deve andare di pari passo con il progresso e l'equità; nessuno deve essere lasciato indietro; la società deve tendere alla civiltà, alla disciplina e alla sicurezza. In quest'ottica, la cultura è l'aspetto "umano" dello sviluppo, la parte che crea le qualità della prosperità. La Risoluzione 80 afferma che la cultura è un pilastro; il Rapporto introduttivo afferma che la cultura è il fondamento spirituale e la forza motrice endogena; entrambi convergono in un unico punto: la misura ultima di tutte le politiche sono le persone, le loro vite, le loro credenze e la loro felicità.
Pertanto, le 14 occorrenze della parola "cultura" nella Relazione di Apertura possono essere interpretate come 14 promemoria del fatto che il Paese, entrando in una nuova era, non può fare affidamento solo sulla velocità, ma sulla profondità; non può fare affidamento solo sulle infrastrutture fisiche, ma deve avere infrastrutture immateriali; non può fare affidamento solo su leggi e tecnologia, ma deve avere un sistema di valori e norme; non può fare affidamento solo sull'aspirazione alla crescita, ma deve avere l'aspirazione alla civiltà. Mentre la Risoluzione 80, recentemente emanata, ha stabilito una forte determinazione politica per lo sviluppo della cultura vietnamita, la Relazione di Apertura del XIV Congresso Nazionale pone tale determinazione al centro del modello di sviluppo, strettamente legata alle istituzioni, alla governance, all'applicazione della disciplina, alla sicurezza e alla fiducia del popolo. Questo è un notevole passo avanti: la cultura viene nominata non solo per onorare, ma per "comandare" l'azione – azione da parte di ogni funzionario e membro del partito verso ogni agenzia e località; azione dalle politiche pubbliche alla vita pratica.
In definitiva, la cosa più importante non è che la cultura sia stata menzionata 14 volte, ma quante volte si "presenterà" nella vita reale dopo il Congresso: nelle scuole, negli ospedali, negli uffici, nelle aziende; nel modo in cui le persone si trattano a vicenda per strada e online; nel modo in cui il potere si autoregola; nel modo in cui il sistema è al servizio del popolo. Allora la Risoluzione 80 non sarà solo un documento, la relazione di apertura non sarà solo un discorso, ma diventerà una trasformazione: una trasformazione dalle parole all'azione, dall'orientamento ai risultati, dall'aspirazione alla realtà, affinché il Vietnam possa elevarsi non solo grazie alla forza economica, ma anche grazie alle qualità culturali di una nazione civile, resiliente, umana e creativa.
Se si dovesse scegliere il segnale più significativo contenuto nella Relazione sui documenti presentati al XIV Congresso Nazionale in sessione di apertura, non sarebbero solo gli ambiziosi obiettivi di crescita o le svolte in ambito istituzionale, delle risorse umane e infrastrutturale, ma anche il modo in cui la "cultura" è stata menzionata ben 14 volte con uno spirito completamente diverso: la cultura non è più un elemento secondario, né semplicemente una "sfera spirituale", ma è vista come un elemento costitutivo della capacità nazionale.
Ciò assume un significato ancora maggiore se considerato alla luce della Risoluzione 80 sullo sviluppo della cultura vietnamita, un documento tematico fondamentale che ridefinisce le priorità e richiede l'istituzionalizzazione del principio secondo cui "la cultura è il pilastro dello sviluppo"...
Fonte: https://baovanhoa.vn/van-hoa/khang-dinh-van-hoa-la-mot-su-chuyen-dich-chien-luoc-198961.html
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