
Tuttavia, anziché "separare" completamente i bambini dai social media, molti esperti suggeriscono di creare spazi adeguati alla loro età, in modo da proteggerli e al contempo fornire loro le competenze digitali essenziali.
Nonostante il dibattito in corso sulla sua efficacia, l'inasprimento delle normative sull'uso dei social media da parte dei minori sta diventando una tendenza diffusa in molti Paesi. Dopo la decisione pionieristica dell'Australia di vietare l'accesso ai social media ai minori di 16 anni a partire da dicembre 2025, molti altri Paesi hanno seguito l'esempio. Recentemente, gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono diventati la prima nazione araba a vietare l'uso dei social media ai minori di 15 anni. In particolare, gli EAU richiedono alle aziende di implementare rigorosi meccanismi di verifica dell'età tramite identificazione digitale e tecnologie di intelligenza artificiale. L'autodichiarazione dell'età non sarà accettata.
Nel Sud-est asiatico, Indonesia e Malesia stanno sperimentando misure innovative per vietare gli account sui social media ai minori di 16 anni. Il governo malese afferma che tale misura mira a proteggere i bambini da contenuti dannosi, cyberbullismo e funzionalità progettate per incoraggiare un uso eccessivo della piattaforma. Le aziende tecnologiche dovranno implementare ulteriori livelli di protezione, gestire gli account dei minori e rimuovere i contenuti dannosi. Nel frattempo, anche molti paesi europei stanno creando uno "scudo" per proteggere i bambini dai rischi dei social media. Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che il paese sta lavorando per introdurre un divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni entro dicembre 2026.
Si prevede che l'ondata di controlli più severi sull'uso dei social media da parte dei minori continuerà nel prossimo periodo, poiché sempre più paesi considerano la questione direttamente correlata alla salute mentale, alla sicurezza online e allo sviluppo dei bambini nell'era digitale. La Commissione europea (CE) ha recentemente pubblicato i risultati di un sondaggio che mostrano come gli adolescenti europei trascorrano in media 4,5 ore al giorno nei giorni feriali e 6,1 ore nel fine settimana su dispositivi connessi a Internet. Di questi, circa il 14% utilizza dispositivi elettronici per 10 ore al giorno, più di un normale turno di lavoro per un adulto. Quasi un terzo degli intervistati ha affermato che i social media li fanno sentire stressati, tristi o isolati. La presidente della CE, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che questa preoccupante realtà è un forte segnale d'allarme che indica come l'UE non possa ignorare l'impatto dei social media sulla salute mentale dei giovani.
Molti analisti sostengono che i social media stiano "rimodellando l'infanzia" in senso negativo, poiché i bambini passano da ambienti di gioco, attività fisica e interazione reale a un " mondo virtuale" dipendente dai telefoni, difficile da controllare e che crea facilmente dipendenza. Pertanto, allontanarli completamente dai social media aiuterebbe i bambini ad aumentare le connessioni dirette, a concentrarsi sull'apprendimento e a sviluppare competenze essenziali per il futuro.
Alcuni esperti sostengono che un divieto assoluto potrebbe non essere la soluzione ottimale. Molti paesi in tutto il mondo stanno esplorando approcci più flessibili.
Di conseguenza, il governo canadese ha appena presentato un disegno di legge sulla sicurezza digitale che propone il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni. Tuttavia, le piattaforme che soddisfano rigorosi requisiti di sicurezza per i minori potranno essere esentate. Il disegno di legge mira a rafforzare la regolamentazione dei chatbot basati sull'intelligenza artificiale, istituendo un organismo di regolamentazione digitale incaricato di sviluppare e supervisionare gli standard di sicurezza. Il ricercatore Brett Caraway dell'Università di Toronto (Canada) ritiene che, anziché limitarsi a limitare l'accesso, il disegno di legge canadese miri a riprogettare l'ecosistema dei social media per renderlo più sicuro per i bambini.
Nel contesto dell'attuale crescita esponenziale delle tecnologie dell'informazione e dell'intelligenza artificiale, i social media presentano dei rischi, ma offrono anche ai bambini un ambiente in cui cercare informazioni, sviluppare competenze digitali e connettersi socialmente. Per tutelare l'accesso dei bambini alla tecnologia e le loro esigenze di apprendimento e sviluppo, senza tuttavia ostacolarne l'utilizzo, molti paesi in tutto il mondo si stanno orientando verso soluzioni equilibrate nella gestione dei social media.
Fonte: https://nhandan.vn/khong-gian-mang-an-toan-cho-tre-em-post970835.html







