Ripetendo il singolare motivo dell'"occhio", l'opera dell'artista Phuong Luong in *Unusual Selves* si trasforma in strutture organiche, come esseri semi-astratti, semi-figurativi ed espressivi che fluttuano in uno spazio nebuloso.

La mostra "Different Selves" è visitabile fino al 26 agosto presso la galleria Maii Art Space, situata in via Tran Quoc Toan 72/7, quartiere Xuan Hoa, Ho Chi Minh City.
FOTO: TRONG VAN

A volte, gli occhi cessano di essere semplicemente strumenti per vedere, diventando simboli di insicurezza, di una presenza frammentata, di un essere costantemente scrutato in silenzio...
FOTO: TRONG VAN
"Con un minimalismo calcolato, l'artista evoca uno spazio interiore contraddittorio: solitario eppure affollato, silenzioso eppure inquietante, familiare eppure estraneo, simbolico eppure surreale. La serie di dipinti non racconta una storia specifica, ma solleva una serie di interrogativi: chi osserva chi? Osserviamo o veniamo osservati? Siamo testimoni o invisibili?... Phuong Luong divide la superficie dei dipinti in forme geometriche, come cornici di sorveglianza, strisce di fumetti frammentate, porte da cui fuoriescono ricordi infranti... A volte l'occhio è confinato all'interno di una cornice rosso fuoco, a volte vaga senza meta sul bordo, come se fosse intrappolato tra il diritto di vedere e la paura di essere visti", ha commentato l'artista Phan Trong Van.
Queste identità uniche aiutano ogni persona a trovare la propria definizione di sé.
"Different Selves", con 35 opere selezionate tra cui 34 dipinti e 1 installazione, è la condivisione da parte dell'artista con lo spettatore, che agisce sia come soggetto che come osservatore, del viaggio esistenziale che ogni individuo solitario deve intraprendere.

L'artista Phuong Luong è nato nel 1992.
FOTO: FORNITA DAL SOGGETTO

Questi personaggi insoliti risultano interessanti per gli spettatori.
FOTO: TRONG VAN
Il tema ricorrente in ogni opera è quello dell'individuo solitario, fisicamente isolato e psicologicamente solo, perso e alienato. Solo fino alla distorsione. Solo fino all'invisibilità. Solo fino al punto di non sapere più cosa sia la solitudine.
Pertanto, la mostra offre una prospettiva visiva unica. I dipinti dell'artista Phuong Luong evocano in molti spettatori un senso di autoconsapevolezza: forse uno sguardo smarrito sulla vita, o la vita che li fissa a sua volta. Gli "occhi" nei dipinti non sono più semplici organi per vedere e osservare, ma diventano simboli dell'esistenza e delle ansie del sé. Non guardano il mondo , ma sembrano piuttosto cercare se stessi nei punti ciechi della memoria, entro confini invisibili.

A volte, quello sguardo è dolce come un sussurro; altre volte, è freddo e privo di emozioni...
FOTO: TRONG VAN
"Quando si osservano i miei dipinti, le persone possono ritrovarsi in ognuna delle figure, in ognuno dei 'sé' presenti nell'opera. Quel 'sé' sperimenta scrutinio, esame, indagine, dubbio, invidia, sfida, gelosia, rifiuto, isolamento, alienazione, separazione... dagli altri 'sé'. Voglio dire che, che il vostro viaggio sia lungo o breve, siate voi stessi. In quel cosiddetto 'sé', la solitudine è un attributo essenziale e umano. Aiuta ogni persona a trovare la propria definizione di sé", ha affermato l'artista.
Fonte: https://thanhnien.vn/lat-cat-thi-giac-doc-dao-o-nhung-cai-toi-khac-la-185250817162020821.htm








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