
Lo spazio espositivo è minimalista, permettendo all'immagine della ragazza vietnamita di emergere come punto focale di un dialogo pacato tra colore e spazio. Utilizzando la tecnica della pittura a olio bagnato su bagnato, l'artista lascia che i colori si diffondano e si fondano mentre sono ancora umidi, creando transizioni morbide senza confini rigidi. Questo metodo riduce i dettagli, concentrandosi su atmosfera, luce ed emozione, conferendo profondità visiva e un ritmo cromatico fluido.

Il dipinto è ricco di sfumature di rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola, eppure questi colori non sovrastano il soggetto. Al contrario, proprio questo contrasto rende l'immagine della bambina un punto focale discreto in mezzo alla vibrante sinfonia di colori.
Secondo la curatrice Ngo Kim Khoi, Trung Son non ha ricevuto una formazione accademica in pittura, né ha aderito ad alcuna scuola o stile particolare. Si è avvicinato alla pittura con sincerità e passione, conservando nei suoi dipinti una qualità grezza e umana: le linee sono ancora tremolanti, le armonie cromatiche a volte sbilanciate. È proprio questa imperfezione a creare una bellezza autentica e rustica, suggestiva e capace di rimanere impressa a lungo nella mente dello spettatore.

I dipinti di Trung Son non mirano a rappresentare il dolore personale o la tragedia, ma piuttosto a trascendere il tumulto per raggiungere uno stato di serenità. "È una bellezza che non ha bisogno di ostentazione, non ha bisogno di permessi, ma può rimanere a lungo impressa nella mente dello spettatore", ha commentato la curatrice Ngo Kim Khoi.
La mostra è aperta fino al 10 gennaio.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/thieu-nu-viet-va-cuoc-doi-thoai-tham-lang-cua-sac-mau-post832345.html









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