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Una nuova terapia apre la strada a trattamenti oncologici più precisi.

Un team di ricercatori è riuscito a sviluppare una molecola in grado di impedire alle cellule tumorali di sopprimere la funzione immunitaria dell'organismo, attivando al contempo la "memoria immunitaria" esistente per attaccare il tumore.

VietnamPlusVietnamPlus14/01/2026

Gli scienziati cinesi sono riusciti a sviluppare una molecola in grado di impedire alle cellule tumorali di sopprimere la funzione immunitaria dell'organismo, attivando al contempo la "memoria immunitaria" già presente nel corpo per attaccare i tumori.

Si prevede che questa terapia aprirà la strada a un nuovo approccio più preciso al trattamento del cancro.

La ricerca, condotta da scienziati del Laboratorio della Baia di Shenzhen e dell'Università di Pechino, è stata appena pubblicata online sulla rivista Nature.

Secondo il team di ricerca, il sistema immunitario normalmente possiede dei "punti di controllo" per impedirgli di attaccare le cellule sane.

Tuttavia, le cellule tumorali spesso sfruttano questi "punti di controllo" per eludere il sistema immunitario.

Sebbene la terapia con inibitori dei checkpoint immunitari abbia rappresentato una svolta importante nel trattamento del cancro, potenziando la capacità del sistema immunitario di distruggere i tumori in modo più efficace, questo metodo rimane inefficace per molti pazienti, principalmente perché le cellule tumorali presentano bassi tassi di mutazione, producendo pochi nuovi antigeni che rendono difficile per il sistema immunitario riconoscerle e distruggerle.

Per affrontare questo problema, il team di ricerca si è concentrato sulle cellule T "spettatrici", finora poco conosciute. Si tratta di cellule T generate da infezioni virali come il citomegalovirus (CMV).

Queste cellule esistono silenziosamente all'interno del corpo e conservano la "memoria immunitaria" che hanno formato in precedenza.

Il team di ricerca ha ipotizzato che, se i tumori potessero essere "contrassegnati" con antigeni del CMV, le cellule T estranee verrebbero attivate e riorientate per attaccare le cellule cancerose.

Il team di ricerca ha creato una molecola sintetica chiamata chimera di vaccinazione intratumorale (iVAC) che svolge due funzioni: da un lato, scompone la proteina PD-L1 sulla superficie delle cellule tumorali per attivare il sistema immunitario e, dall'altro, introduce un segmento dell'antigene CMV all'interno del tumore.

Questo segmento antigenico localizzerà la cellula cancerosa, rendendola un bersaglio per le cellule T anti-CMV già presenti nell'organismo.

Test condotti su topi e su campioni tumorali prelevati da pazienti hanno dimostrato che iVAC attiva fortemente i linfociti T esogeni e produce un marcato effetto antitumorale. Ciò apre la strada alla possibilità di sfruttare la "memoria immunitaria" per il trattamento del cancro.

Il team di ricerca sta attualmente continuando a sviluppare molecole applicative basate su questo meccanismo con l'obiettivo di far progredire la tecnologia e procedere in futuro con studi clinici.

(VNA/Vietnam+)

Fonte: https://www.vietnamplus.vn/lieu-phap-moi-mo-ra-huong-dieu-tri-ung-thu-chuan-xac-post1088427.vnp


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