Si prevede che queste nuove normative rimodelleranno il "gioco dell'economia digitale", spostando il modello da una gestione manuale a una gestione basata sui dati.
Intensificare i controlli sulla contraffazione e sul contrabbando di merci nell'ambiente digitale.
La legge sul commercio elettronico del 2025 stabilisce numerosi atti vietati nelle attività di commercio elettronico, tra cui frode, inganno e uso improprio delle piattaforme digitali per pratiche commerciali illegali.
In particolare, la legge vieta severamente il commercio o la facilitazione del commercio di beni e servizi che violano la legge, come ad esempio merci contraffatte, merci che violano i diritti di proprietà intellettuale, merci di contrabbando, merci di origine sconosciuta, merci scadute o merci che non soddisfano gli standard di qualità. Questa normativa si applica non solo ai venditori, ma impone anche una maggiore responsabilità ai gestori delle piattaforme di e-commerce.
Una delle novità più significative della legge sull'e-commerce del 2025 è la chiara definizione delle responsabilità dei proprietari delle piattaforme di e-commerce. Di conseguenza, le piattaforme sono tenute a verificare, esaminare e rimuovere o gestire tempestivamente le pratiche commerciali illegali non appena vengono individuate o segnalate.

Inoltre, i proprietari delle piattaforme devono divulgare in modo completo e trasparente le condizioni operative e i termini delle transazioni, e presentare periodicamente report online tramite il Sistema di gestione delle attività di commercio elettronico o secondo quanto richiesto dagli enti di controllo statali.
Per le piattaforme che utilizzano algoritmi per dare priorità o limitare la visualizzazione di beni e servizi, la legge impone loro di divulgare pubblicamente i principali criteri di selezione applicati.
Inoltre, le piattaforme di e-commerce sono anche responsabili della cooperazione con le autorità nella risoluzione delle controversie, nella gestione dei reclami, nelle indagini e nella lotta alle violazioni di legge.
La legge introduce anche numerosi nuovi obblighi per i venditori sulle piattaforme di e-commerce e sui social network con funzionalità di vendita. Secondo la normativa, i venditori devono fornire informazioni complete agli amministratori della piattaforma per verificarne l'identità. A seconda del tipo di entità, le informazioni di verifica includono il nome e la sede legale dell'impresa o dell'attività a conduzione familiare; il nome e l'indirizzo della sede legale dell'organizzazione; oppure il nome e l'indirizzo di residenza della persona fisica.
Oltre a verificare le informazioni, i venditori devono anche divulgare pubblicamente le informazioni obbligatorie relative a beni e servizi, come previsto dalla legge. Queste informazioni includono la qualità del prodotto e le informazioni obbligatorie sull'etichettatura, ad eccezione di informazioni specifiche come la data di produzione, la data di scadenza, il numero di lotto, il numero di telaio o il numero di motore.
Su richiesta delle autorità statali competenti, i venditori devono inoltre fornire, come previsto dalla normativa, le informazioni relative alle proprie attività di commercio elettronico.
Per le aziende che operano su piattaforme di e-commerce intermediarie o social network con funzionalità di ordinazione online, i venditori devono adempiere a obblighi aggiuntivi.
Nello specifico, i venditori possono utilizzare sulla piattaforma esclusivamente i propri conti di pagamento. Per le aziende che operano in settori regolamentati, i venditori devono fornire una documentazione completa che attesti il rispetto dei requisiti di investimento aziendale prima di essere autorizzati a vendere beni o fornire servizi.
Se un prodotto risulta difettoso ai sensi delle leggi a tutela dei consumatori, il venditore è tenuto a notificare proattivamente il proprietario della piattaforma affinché renda pubbliche le informazioni, provveda al ritiro e allo smaltimento del prodotto e risarcisca i danni come previsto dalla legge.
Questo segna un periodo di "prova del fuoco" per il commercio elettronico.
Nello specifico, la legge sul commercio elettronico del 2025 stabilisce chiaramente le modalità di gestione delle violazioni da parte di organizzazioni e individui. A seconda della natura e della gravità della violazione, i trasgressori possono essere soggetti a sanzioni amministrative; l'accesso alla piattaforma può essere bloccato o le funzioni di transazione possono essere temporaneamente sospese; i contenuti o l'account illeciti possono essere rimossi; e possono essere obbligati ad adottare misure correttive e a ripristinare i diritti e gli interessi legittimi delle parti coinvolte.
In caso di danni arrecati, l'organizzazione o l'individuo responsabile è tenuto a risarcire i danni secondo quanto previsto dalla legge. Qualora l'atto presenti i tratti di un reato, le autorità valuteranno l'opportunità di avviare un procedimento penale in conformità con le normative vigenti.

Alla luce di questo cambiamento, il signor Do Huu Hung, vicepresidente dell'Associazione vietnamita per il commercio elettronico, ritiene che, quando la nuova legge entrerà in vigore, saranno proprio i venditori ad avere meno di cui preoccuparsi.
"L'obiettivo principale di questa legge e dei relativi decreti è quello di responsabilizzare i 'grandi attori', ovvero le piattaforme di e-commerce, affinché paghino le tasse, controllino la qualità dei prodotti e implementino procedure di verifica dell'identità nelle attività di live streaming."
Tuttavia, i venditori non devono assolutamente abbassare la guardia. Ciò che bisogna fare ora è rispettare rigorosamente le normative vigenti in materia di tasse, fatture, certificati di origine e standard di qualità dei prodotti", ha affermato il signor Hung.
In periodi turbolenti, molte imprese potrebbero tentare di eludere la legge, ma con il miglioramento del quadro giuridico, condurre gli affari correttamente fin dall'inizio è essenziale per uno sviluppo sostenibile. Questa trasparenza non è un peso, bensì un'opportunità per purificare il mercato, eliminando la concorrenza sleale e la vendita di prodotti contraffatti.
Il 2026 rappresenta un periodo cruciale per il settore dell'e-commerce in Vietnam. Per evitare di rimanere indietro, i venditori non possono semplicemente affidarsi alla fortuna o a strumenti di crescita rapida.
La combinazione di adattabilità strategica (ottimizzazione operativa, multicanalità), trasparenza e conformità legale sarà la chiave per la crescita aziendale nella nuova era del commercio digitale.
Fonte: https://hanoimoi.vn/luat-thuong-mai-dien-tu-2025-giup-doanh-nghiep-phat-trien-trong-thoi-ky-thuong-mai-so-1209351.html







