Questi sono solo due dei tanti esempi che dimostrano la pericolosità della "spazzatura informativa" presente oggi su internet. Ciò che preoccupa è che lo sviluppo esponenziale della tecnologia AI sta rendendo la creazione di notizie false sempre più sofisticata. Ora, senza bisogno di tecniche complesse, i responsabili possono creare immagini, video e voci falsi con un elevato grado di realismo. Molti filmati e immagini di disastri naturali, incidenti, incendi o dichiarazioni di celebrità sono in realtà solo il risultato di modifiche o manipolazioni generate dall'IA, finalizzate a generare interazione.
Una realtà allarmante è che molti utenti dei social media non possiedono le competenze necessarie per distinguere la verità dalla menzogna. Gli anziani, coloro che hanno un accesso limitato alla tecnologia o chi crede che "se molte persone lo condividono, dev'essere vero" sono particolarmente vulnerabili alle fake news. Ancor più pericoloso è il fatto che molti utenti dei social media continuano a condividere contenuti per divertimento o semplicemente a ripubblicare ciò che hanno sentito, senza considerare le conseguenze legali e l'impatto sociale delle proprie azioni.
Con un semplice clic, gli utenti condividono informazioni non verificate contribuendo alla diffusione di notizie false. Quando la disinformazione viene condivisa migliaia o decine di migliaia di volte, le conseguenze vanno ben oltre i semplici malintesi: può causare disordini sociali, compromettere la sicurezza e avere un impatto negativo sulla vita socio -economica.
È inoltre necessario riconoscere francamente che alcuni utenti stanno trasformando i social media in uno strumento per fare soldi, a prescindere dal giusto o sbagliato, dalla verità o dalla falsità. Con l'attuale meccanismo del "clickbait", più il contenuto è scioccante e provocatorio, più è facile attirare interazioni. Questo porta molte persone a ignorare l'etica e la legge per diffondere false informazioni. Dai disastri naturali alle epidemie, fino alle questioni economiche e sociali, finché c'è "clamore", un'ondata di informazioni inventate, speculative o manipolate appare immediatamente per servire gli scopi di chi le diffonde.
Ancor più pericoloso, alcuni individui sfruttano deliberatamente i social media per minare nuove politiche, distorcere i fatti, incitare alla rivolta ed erodere la fiducia del pubblico nel governo e nelle agenzie competenti. Ad esempio, il 26 maggio 2026, il Tribunale popolare di Ho Chi Minh City ha condannato Le Anh Diep (TikToker "Tang keng Ong Trum") a 3 anni di carcere e Doan Quoc Viet (TikToker "Du Bau Troi") a 3 anni di carcere per il reato di "abuso delle libertà democratiche al fine di ledere gli interessi dello Stato, i diritti e gli interessi legittimi di organizzazioni e individui", per aver pubblicato video che seminavano discordia regionale e minavano l'unità nazionale allo scopo di ottenere visualizzazioni. Questo serve anche da severo monito per coloro che credono erroneamente che i social media siano una "zona franca senza legge".
Indubbiamente, le autorità hanno intensificato gli sforzi per contrastare la diffusione di notizie false e disinformazione. Molti casi hanno portato a sanzioni amministrative e numerose persone sono state perseguite e condannate penalmente. Tuttavia, rispetto all'attuale tasso di diffusione di notizie false, le misure adottate in passato non si sono rivelate sufficientemente efficaci come deterrente.
Pertanto, l'entrata in vigore del Decreto 174/2026/ND-CP, che prevede sanzioni amministrative per le violazioni nei settori dei servizi postali, delle telecomunicazioni, delle frequenze radio, delle transazioni elettroniche e delle tecnologie dell'informazione, a partire dal 1° luglio 2026, è considerata un passo necessario e tempestivo per ripristinare l'ordine nel cyberspazio. Secondo la nuova normativa, chi pubblica o condivide informazioni false che causano panico pubblico può essere multato fino a 50 milioni di VND. Questa misura è vista come un provvedimento incisivo per ristabilire l'ordine nel cyberspazio.
È inoltre importante sottolineare che le pene severe non hanno lo scopo di "limitare" la libertà di parola, bensì di proteggere la verità, salvaguardare il diritto dei cittadini ad accedere a informazioni accurate e mantenere la stabilità sociale. In ogni società civile, la libertà deve sempre essere accompagnata dalla responsabilità e dal rispetto della legge. È inaccettabile usare il pretesto della "libertà di parola" per diffondere false informazioni, calunniare, distorcere i fatti o incitare l'opinione pubblica.
È significativo notare che il Decreto 174 è stato emanato in un momento in cui le fake news non erano più un fenomeno isolato, ma erano diventate un grave problema di sicurezza informatica. Senza misure sufficientemente incisive, la "spazzatura" nel cyberspazio continuerà ad avvelenare l'ambiente informativo, a distorcere la percezione sociale e a danneggiare la vita socio-economica del Paese.
Tuttavia, sanzioni severe da sole non bastano senza la consapevolezza della comunità. "Ripulire" lo spazio online non è solo responsabilità degli enti regolatori, ma richiede anche il coinvolgimento dell'intera società. Le piattaforme dei social media devono rafforzare il loro ruolo nella moderazione dei contenuti e nella prevenzione della diffusione di notizie false; gli enti e i dipartimenti devono continuare a svolgere un ruolo di guida nell'informazione, smentendo tempestivamente le narrazioni false; e, cosa ancora più importante, ogni utente dei social media deve rafforzare la propria "resistenza" alle informazioni dannose. Prima di cliccare sul pulsante "condividi", dovrebbe chiedersi: questa informazione proviene da una fonte ufficiale? È stata verificata? Quali saranno le conseguenze se si tratta di una notizia falsa?
Una società sviluppata non può accettare una situazione in cui verità e menzogna si mescolano e le informazioni dannose dilagano senza essere contrastate. Lo spazio online deve essere ripulito per diventare un ambiente civile, sicuro e utile per la comunità. Intraprendere azioni decise contro le fake news e punire severamente coloro che diffondono informazioni false è un passo necessario per "ripulire" lo spazio online, proteggere la verità, salvaguardare la fiducia sociale e mantenere l'ordine nell'era digitale.
Secondo Minh Thuyet/News and Ethnic Groups Newspaper
Fonte: https://baocantho.com.vn/manh-tay-don-rac-บน-khong-gian-mang-a205671.html










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