(Chinhphu.vn) - Il Governo ha emanato il Decreto n. 156/2026/ND-CP che modifica e integra alcuni articoli del Decreto n. 31/2019/ND-CP del 10 aprile 2019, specificando una serie di articoli e misure organizzative per l'attuazione della Legge sulla segnalazione di illeciti.
Báo Chính Phủ•21/05/2026
Alcune nuove normative in materia di reclami.
Nuove norme sul ritiro delle denunce.
Nello specifico, il Decreto n. 156/2026/ND-CP modifica e integra l'articolo 4 del Decreto n. 31/2019/ND-CP che disciplina il ritiro delle denunce.
Secondo le nuove normative, il ritiro di una denuncia deve indicare chiaramente la data, il mese, l'anno, il nome completo, l'indirizzo della persona che ritira la denuncia, il metodo di contatto, il contenuto della denuncia ritirata, deve essere firmato o apposto l'impronta digitale sulla persona che ritira la denuncia e deve essere compilato secondo il Modulo n. 02 dell'Allegato al presente Decreto.
Il verbale di ritiro della denuncia è redatto dalla persona che gestisce la denuncia, o dalla persona che verifica le informazioni relative al denunciante e le condizioni per l'accettazione della denuncia, o dalla persona che verifica il contenuto della denuncia, o dalla persona che riceve il ritiro della denuncia, quando collabora con la persona che ritira la denuncia. Il verbale di ritiro della denuncia deve recare la firma o l'impronta digitale della persona che ritira la denuncia e deve essere redatto secondo il Modulo n. 03 dell'Allegato al presente Decreto.
Nei casi in cui più persone presentino una denuncia e una, alcune o tutte ritirino la denuncia, il ritiro della denuncia dovrà essere effettuato in conformità alle normative di cui sopra.
Se il denunciante ritira la denuncia, la persona incaricata della sua gestione deve comunque continuare a occuparsene se, dopo aver esaminato i fascicoli, i documenti e le informazioni raccolte, riscontra che il caso presenta uno dei seguenti motivi:
- La condotta contestata mostra segni di violazione della legge;
- Sussistono motivi per ritenere che il ritiro della denuncia sia stato effettuato a seguito di minacce, coercizione o corruzione nei confronti del denunciante;
Vi sono elementi che suggeriscono che il denunciante abbia abusato del proprio diritto formulando false accuse, insultando e arrecando danno all'accusato.
Nell'ambito della gestione dei reclami, come previsto dall'articolo 33, comma 3, della Legge sui reclami, la persona incaricata della gestione del reclamo deve adottare le misure di propria competenza o proporre che enti, organizzazioni o individui competenti adottino tali misure per tutelare il denunciante in conformità alla legge; e deve inoltre perseguire, in conformità alla legge, coloro che minacciano o corrompono il denunciante, o coloro che sfruttano la procedura di reclamo per diffamare, insultare o arrecare danno all'accusato.
La procedura di risoluzione dei reclami viene aggiornata tempestivamente nel database nazionale.
Il Decreto n. 156/2026/ND-CP aggiunge l'articolo 19a sull'applicazione delle tecnologie informatiche e della trasformazione digitale nella risoluzione dei reclami, in seguito all'articolo 19 che stabilisce le procedure per la risoluzione dei reclami riguardanti violazioni di legge nell'esercizio di doveri e funzioni pubbliche con contenuto chiaro, prove specifiche e base per un trattamento immediato, come segue:
Gli enti, le organizzazioni e i singoli individui autorizzati devono applicare le tecnologie informatiche e la trasformazione digitale per aggiornare, monitorare, gestire, archiviare, connettere e condividere i dati al fine di risolvere i reclami in conformità alla legge.
Le informazioni e i dati relativi al processo di gestione e risoluzione dei reclami vengono aggiornati tempestivamente nella Banca dati nazionale sull'accoglienza dei cittadini, l'elaborazione delle domande e la risoluzione dei reclami.
L'applicazione delle tecnologie informatiche e della trasformazione digitale nella gestione dei reclami deve garantire trasparenza, sicurezza informatica, protezione dei dati personali e rispetto delle normative in materia di tutela del segreto di Stato.
Principi per l'azione disciplinare nei confronti di funzionari, dipendenti pubblici e impiegati statali che violano la legge sulla segnalazione di illeciti.
Allo stesso tempo, il Decreto n. 156/2026/ND-CP modifica e integra anche l'articolo 21, che stabilisce i principi per l'azione disciplinare nei confronti di funzionari, dipendenti pubblici e impiegati statali che violano la legge sulla denuncia, come segue:
La persona che gestisce il reclamo, la persona che verifica il contenuto del reclamo, la persona che riceve il reclamo e il denunciante, qualora siano funzionari, dipendenti pubblici o dipendenti statali, e commettano violazioni della legge in materia di reclami, saranno soggetti, a seconda della natura e della gravità della violazione, a provvedimenti disciplinari conformemente alla legge e ai regolamenti di seguito riportati (articoli 22 e 23 del presente decreto) o a procedimenti penali. In caso di danni, dovrà essere corrisposto un risarcimento conformemente alla legge sulla responsabilità dello Stato in materia di risarcimento.
I principi, l'autorità, l'ordine, le procedure per la gestione delle questioni disciplinari e le altre normative correlate devono essere attuati in conformità alla legge in materia di provvedimenti disciplinari nei confronti di funzionari, dipendenti pubblici e impiegati statali.
Normativa relativa alle azioni disciplinari nei confronti di coloro che gestiscono i reclami, verificano il contenuto dei reclami e li ricevono.
Decreto Il Decreto n. 156/2026/ND-CP modifica e integra l'articolo 22 relativo alle azioni disciplinari nei confronti di chi gestisce le denunce, di chi ne verifica il contenuto e di chi le riceve, come segue:
1. La misura disciplinare del richiamo si applica alla persona che gestisce il reclamo, alla persona che verifica il contenuto del reclamo e alla persona che riceve il reclamo quando commettono uno qualsiasi dei seguenti atti:
a) Mancato adempimento o adempimento inadeguato della responsabilità di proteggere i segnalatori di illeciti, con conseguente ritorsione o molestia nei confronti del segnalatore di illeciti, salvo quanto previsto in Punto b della sezione 3 e punto d della sezione 4 di seguito;
b) Ostruire, intralciare o causare disagio al segnalatore di illeciti;
c) Mancanza di responsabilità nella gestione dei reclami;
d) Copertura dell'imputato, salvo nei casi previsti in punto c, voce 4.
2. La misura disciplinare dell'ammonimento si applica alla persona che gestisce il reclamo, alla persona che verifica il contenuto del reclamo e alla persona che lo riceve, qualora commettano uno qualsiasi dei seguenti atti:
a) Dopo essere già stato sanzionato con un rimprovero come previsto nella sezione 1 di cui sopra, e aver poi commesso nuovamente l'infrazione;
b) La divulgazione del nome, dell'indirizzo, della firma del segnalatore e di altre informazioni che ne rivelino l'identità, salvo nei casi in cui il segnalatore rifiuti misure per proteggere la riservatezza delle informazioni;
c) Rifiutarsi deliberatamente di accettare un reclamo, non emettere una conclusione sul contenuto del reclamo; non prendere una decisione sulla gestione del reclamo nell'ambito delle proprie competenze o non raccomandare all'autorità competente di occuparsi del reclamo;
d) Abusare della propria posizione e autorità nella gestione dei reclami per commettere atti illegali;
d) Minacciare, corrompere, vendicarsi, perseguitare o insultare chi denuncia l'illecito;
e) Mancata applicazione delle misure di protezione per i segnalatori di illeciti all'interno della giurisdizione, con conseguente ritorsione, molestie o lesioni o danni alla salute del segnalatore con un tasso di lesioni fisiche compreso tra il 31% e meno del 61%, salvo nei casi previsti al punto b, sezione 3 di seguito.
3. La misura disciplinare del licenziamento si applica a coloro che gestiscono i reclami, verificano il contenuto dei reclami e li ricevono, e che ricoprono posizioni di leadership o dirigenziali, qualora commettano uno qualsiasi dei seguenti atti:
a) Avendo già ricevuto un avvertimento disciplinare come previsto nella sezione 2 di cui sopra, e commettendo poi nuovamente l'infrazione;
b) Mancata applicazione delle misure di protezione per i segnalatori di illeciti nell'ambito delle proprie competenze, con conseguente esposizione del segnalatore a ritorsioni, molestie, lesioni o danni alla salute con un tasso di lesioni fisiche compreso tra il 31% e meno del 61%.
4. Misure disciplinari quali il licenziamento o la rimozione dall'incarico saranno applicate alla persona che gestisce il reclamo, alla persona che verifica il contenuto del reclamo e alla persona che riceve il reclamo qualora commettano uno qualsiasi dei seguenti atti:
a) Essere stati sanzionati con il licenziamento dall'incarico per i dipendenti pubblici che ricoprono posizioni di leadership o dirigenziali, oppure con un ammonimento per i dipendenti pubblici che non ricoprono posizioni di leadership o dirigenziali, e aver commesso nuovamente l'infrazione;
b) Non risolvere deliberatamente i reclami o risolverli deliberatamente in modo illecito, causando instabilità, insicurezza e turbamento dell'ordine sociale;
c) Ignorare deliberatamente le prove, omettere informazioni o documenti, oppure smarrire o falsificare registri e documenti relativi a un reclamo durante il processo di risoluzione del reclamo, portando a una determinazione errata della presunta violazione o della sua gravità, con conseguente riduzione o esclusione di responsabilità; coprire l'accusato, causando instabilità, insicurezza e turbamento dell'ordine sociale;
d) Mancata applicazione di adeguate misure di protezione per i segnalatori di illeciti, con conseguenti ritorsioni o molestie nei confronti del segnalatore, che causino lesioni o danni alla salute con un tasso di lesioni fisiche pari o superiore al 61%, o il decesso.
Provvedimenti disciplinari nei confronti di informatori che siano funzionari, dipendenti pubblici o impiegati statali.
Decreto n. Il Decreto 156/2026/ND-CP modifica e integra inoltre l'articolo 23 relativo alle azioni disciplinari contro i whistleblower che siano funzionari, dipendenti pubblici o impiegati statali, come segue:
1. Il rimprovero è la misura disciplinare applicata al segnalatore di illeciti quando si verifica una delle seguenti azioni:
a) Pur sapendo perfettamente che l'accusa è falsa, la formula comunque;
b) Pur sapendo che la questione è stata risolta dall'autorità competente in conformità alle politiche e alle leggi, presentare comunque un reclamo senza avere prove a sostegno del contenuto del reclamo;
c) Indurre, istigare o persuadere altri a formulare false accuse.
2. Al segnalatore verrà emesso un richiamo disciplinare qualora commetta uno qualsiasi dei seguenti atti:
a) Dopo essere già stato sanzionato con un rimprovero come previsto dall'articolo 1, e aver poi commesso nuovamente il reato;
b) Coercire o corrompere altri affinché facciano false accuse;
c) Utilizzare il nome di qualcun altro per presentare un reclamo, salvo nei casi previsti in Punto b, elemento 3 di seguito.
3. La misura disciplinare del licenziamento si applica ai whistleblower che ricoprono posizioni di leadership o dirigenziali qualora commettano uno qualsiasi dei seguenti atti:
a) Avendo già ricevuto un avvertimento disciplinare come previsto nella sezione 2 di cui sopra, e commettendo poi nuovamente l'infrazione;
b) Utilizzare il nome di qualcun altro per formulare accuse che compromettano il normale funzionamento di un'agenzia, organizzazione o unità, o che causino disunione interna.
4. Saranno adottate misure disciplinari, incluso il licenziamento o la rimozione dall'incarico, nei confronti del segnalatore qualora si verifichi una delle seguenti situazioni:
a) Essere stati sanzionati con il licenziamento (per i whistleblower che ricoprono posizioni di leadership o dirigenziali) o con un avvertimento (per i whistleblower che non ricoprono posizioni di leadership o dirigenziali) e aver commesso nuovamente il reato;
b) Abusare del diritto di denunciare illeciti per diffondere propaganda contro lo Stato, ledere gli interessi dello Stato; turbare la sicurezza e l'ordine pubblico;
c) Abusare del diritto di denuncia per distorcere la verità, calunniare, formulare accuse inventate, attaccare, seminare discordia, causare disunione interna e denunciare ripetutamente con intento malevolo.
Il presente decreto entrerà in vigore a partire dal 1° luglio 2026.
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