Se attuato, l'accordo potrebbe contribuire a sbloccare le forniture globali di petrolio e a far scendere i prezzi dell'energia.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato sulla piattaforma social Truth Social: "L'accordo con la Repubblica islamica dell'Iran è ora concluso".
Trump ha anche affermato che lo Stretto di Hormuz sarebbe stato riaperto il 20 giugno e di aver ordinato la fine del blocco dei porti iraniani.

Il presidente degli Stati Uniti scrisse: "Navi in tutto il mondo , accendete i motori. Fate scorrere di nuovo il petrolio!"
Questa informazione ha avuto un impatto immediato sul mercato energetico, con il petrolio Brent in calo di circa il 4% nelle prime contrattazioni della settimana e il petrolio WTI statunitense in ribasso di oltre il 4,6%.
L'annuncio di Trump è giunto poco dopo che il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il cui Paese ha svolto il ruolo di mediatore, ha confermato che le due parti avevano raggiunto un accordo. Secondo Sharif, il documento ufficiale sarà firmato in Svizzera il 19 giugno (20 giugno ora del Vietnam).
I dettagli completi dell'accordo non sono ancora stati resi pubblici. Tuttavia, secondo il Primo Ministro pakistano, il documento prevede "la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano".
Secondo fonti diplomatiche, le due parti hanno concordato un cessate il fuoco di 60 giorni per negoziare un accordo più ampio, che includa la revoca delle sanzioni e la risoluzione della questione relativa al programma nucleare iraniano.
Un alto funzionario iraniano ha rivelato che, secondo i termini della bozza di accordo, gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. In cambio, l'Iran si è impegnato a non produrre né possedere armi nucleari e a mantenere lo stato attuale del suo programma nucleare, compreso il non arricchire l'uranio né espandere gli impianti nucleari fino al raggiungimento di un accordo definitivo.
Sul campo, la situazione rimane complessa a causa delle recenti azioni militari. L'attacco israeliano al Libano del 14 giugno ha suscitato critiche sia da parte dell'Iran che del presidente Trump.
Trump ha sottolineato sui social media: "L'attacco di questa mattina a Beirut non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno in cui siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran". Nel frattempo, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu mantiene una posizione diversa da quella degli Stati Uniti riguardo alla richiesta di limitare le operazioni militari in Libano: Israele vuole mantenere la libertà d'azione nel Paese, mentre l'Iran considera un cessate il fuoco globale un prerequisito.
Il Libano è considerato uno dei principali punti di contesa nei negoziati, poiché Israele e le forze di Hezbollah hanno continuato ad attaccarsi a vicenda nonostante gli appelli al cessate il fuoco.
Il conflitto è iniziato il 28 febbraio, quando le forze statunitensi e israeliane hanno attaccato l'Iran, provocando migliaia di morti, principalmente in Iran e Libano. Per rappresaglia, l'Iran ha attaccato Israele e altri Stati del Golfo con basi statunitensi e ha bloccato lo Stretto di Hormuz, esercitando una forte pressione sui prezzi globali dell'energia.
Gli Stati Uniti e l'Iran hanno rilasciato dichiarazioni contrastanti in merito alle tempistiche dell'accordo preliminare.
Gli Stati Uniti e l'Iran segnalano la possibilità di un accordo di pace.
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Fonte: https://congluan.vn/my-va-iran-dat-thoa-thuan-cham-dut-xung-dot-post349897.html







