La Russia sta portando avanti un programma militare segreto, nome in codice Skif, volto a dispiegare sistemi missilistici nucleari direttamente sui fondali marini artici. Secondo un articolo del quotidiano Tagesschau, basato su dati di intelligence provenienti da paesi membri della NATO, si tratterebbe di una mossa strategica per ottimizzare le capacità stealth e la deterrenza nucleare di Mosca.

Il meccanismo operativo e l'implementazione tecnica del progetto Skif.
Il progetto Skif si concentra sul posizionamento di sistemi missilistici all'interno di mine o contenitori appositamente progettati. Questi dispositivi vengono poi calati sul fondale marino in alcune zone dell'Artico russo, spesso a profondità di diverse centinaia di metri. La caratteristica più importante di questo sistema è la sua capacità di rimanere sommerso per lunghi periodi senza essere rilevato.
In termini di funzionamento, i lanci dei missili saranno effettuati a distanza tramite comandi codificati. Una volta ricevuto il comando appropriato, il sistema attiverà il processo di lancio da una postazione fissa sul fondale marino. Ciò elimina la necessità di utilizzare le tradizionali piattaforme di lancio mobili a terra o su navi di superficie durante la fase di preparazione dell'attacco.
Supporto e attrezzature per le prove pratiche
Secondo le informazioni dell'intelligence occidentale, la Russia starebbe utilizzando la nave da trasporto militare Zvezdochka, con base a Severodvinsk, per la costruzione di infrastrutture sottomarine. Si tratta di un'imbarcazione specializzata, progettata per il trasporto via mare di attrezzature pesanti e di grandi dimensioni. Inoltre, il sottomarino speciale Sarov è stato identificato come un elemento cruciale del progetto, in quanto impiegato per testare sistemi marittimi segreti prima del loro effettivo impiego.

Sfide ai trattati internazionali
Il concetto di dispiegare armi nucleari sui fondali marini non è nuovo ed è stato un tema centrale durante la Guerra Fredda. Tuttavia, tale azione si scontra con ostacoli legali derivanti dal Trattato del 1971 sulla proibizione del posizionamento di armi nucleari sui fondali marini. Questo documento vieta agli Stati di collocare armi di distruzione di massa al di fuori delle proprie acque territoriali.
Il dispiegamento di armi sottomarine rende estremamente difficile per i sistemi di difesa della NATO individuarle, tracciarle e neutralizzarle. Se il progetto Skif venisse confermato, dimostrerebbe gli sforzi della Russia per trovare nuovi metodi di deterrenza nucleare in grado di superare gli attuali meccanismi di monitoraggio e le restrizioni internazionali.
Fonte: https://baonghean.vn/nga-phat-trien-du-an-skif-he-thong-ten-lua-hat-nhan-dat-duoi-day-bien-bac-cuc-10337861.html












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