| Il capitano Sa Minh Ngoc durante una missione di pace delle Nazioni Unite nel Sud Sudan. (Foto: fornita dall'intervistato) |
Queste barriere non solo limitano la piena partecipazione delle donne, ma incidono anche sull'efficacia complessiva delle operazioni di mantenimento della pace.
Il capitano Sa Minh Ngoc (Dipartimento per le operazioni di pace in Vietnam), che ha prestato servizio come membro della forza di pace delle Nazioni Unite in Sud Sudan dal 2015 al 2018, ritiene che la tecnologia stia abbattendo queste barriere e aprendo nuove opportunità per le donne.
In questo contesto, i big data e l'intelligenza artificiale (IA) sono strumenti di primaria importanza che fungono da "chiavi" per sbloccare le opportunità per le donne di assumere posizioni di leadership, prendere decisioni, partecipare ai negoziati, contribuire ai piani di pace e impegnarsi attivamente nella costruzione della comunità, rendendo così le operazioni di mantenimento della pace più complete ed efficaci.
Un esempio lampante è la piattaforma Unite Aware, impiegata nelle missioni di mantenimento della pace nella Repubblica Centrafricana, a Cipro, nel Sud Sudan, in Somalia e in altri Paesi. Integrando diverse fonti di dati in un'unica interfaccia, Unite Aware consente alle forze di pace di visualizzare, analizzare e rispondere alle minacce alla sicurezza in modo più efficace. La piattaforma raccoglie inoltre segnalazioni in tempo reale sulla violenza contro le donne, permettendo alle missioni di individuare le aree a maggiore incidenza di tale fenomeno e di intervenire tempestivamente.
Inoltre, sono stati sviluppati molti altri strumenti che utilizzano i big data e l'intelligenza artificiale per supportare i sistemi di allerta precoce per la violenza, contribuendo a prevenire le crisi prima che si aggravino e creando un ambiente sicuro in cui le donne possano partecipare attivamente alla costruzione della comunità.
Il capitano Sa Minh Ngoc ha osservato che una delle principali sfide per la leadership femminile nel consolidamento della pace è il limitato accesso agli spazi decisionali. Tuttavia, le piattaforme virtuali basate sull'intelligenza artificiale e gli strumenti di comunicazione digitale stanno ampliando le opportunità di partecipazione, soprattutto nelle zone di conflitto dove l'accesso diretto è difficile. Allo stesso tempo, i progressi tecnologici stanno aumentando la domanda di esperti in ambito digitale, di sicurezza informatica e strategico, creando opportunità per le donne con queste competenze di avanzare nelle missioni di mantenimento della pace e di sicurezza.
Tuttavia, le donne devono ancora affrontare numerose sfide, come le minacce alla sicurezza informatica, la disinformazione, le molestie online e i pregiudizi dell'intelligenza artificiale se quest'ultima non è inclusiva dal punto di vista di genere.
Per affrontare questo problema, l'ufficiale donna con il berretto blu ha sottolineato la necessità di investire nelle infrastrutture digitali, garantire un cyberspazio sicuro, promuovere la consapevolezza e la formazione nelle competenze digitali, costruire un quadro normativo che dia priorità alla parità di genere e promuovere la leadership femminile nell'era digitale.
Nel contesto della trasformazione digitale che sta plasmando il futuro del mantenimento della pace e della ricostruzione post-conflitto, è chiaro che, se le donne non vogliono essere lasciate indietro, devono non solo partecipare, ma anche svolgere un ruolo pionieristico in questo processo!








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