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Dopo la deludente esperienza al West Ham, Graham Potter è riuscito a riscattare la propria immagine conquistando un posto ai Mondiali con la Svezia. |
Graham Potter non è il tipo di allenatore capace di ribaltamenti di fronte spettacolari dall'oggi al domani. Ma il suo percorso con la Svezia, questa volta, ha il sapore di una vera e propria rinascita. Poco più di sei mesi dopo aver lasciato il West Ham con grande delusione, si è ritrovato a Stoccolma, ha stretto i pugni, ha urlato e si è goduto un momento che lui stesso ha ammesso essere "difficile da descrivere a parole".
Non si trattava solo del biglietto per i Mondiali. Era il modo di Potter di dissipare i dubbi.
Il West Ham e una ferita indelebile.
L'esperienza di Potter al West Ham è stata un chiaro fallimento. Sei vittorie in 25 partite, iniziando la stagione con cinque sconfitte consecutive e subendo 16 gol in sole sei partite. Numeri sufficienti a definire un mandato irrecuperabile.
Il West Ham non ha sbagliato a licenziarlo. Era una decisione necessaria.
Il punto è che Potter non si è mai veramente "appartenuto" al London Stadium. Non portava l'energia necessaria. Una squadra in crisi ha bisogno di esplosività, ha bisogno di una forte personalità. Potter, con il suo stile calmo e controllato, non era in grado di fornire quella spinta.
Quell'incongruenza ha fatto sì che tutto crollasse in fretta.
Pertanto, vedendo Potter festeggiare con entusiasmo con la Svezia, molti hanno il diritto di chiedersi: perché non ha potuto fare lo stesso al West Ham? La risposta probabilmente risiede nel contesto, non solo nella persona.
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Potter ha dimostrato il suo valore. Ha battuto l'Ucraina per 3-1, aprendosi così la strada verso la vittoria, e poi ha superato la Polonia grazie a un gol nel finale di Viktor Gyökeres, completando così il percorso. |
Il calcio è più che semplice tattica. È questione di ambiente, convinzione ed emozioni. E Potter non ha trovato tutto questo al West Ham.
Se la trasferta a West Ham è stata una ferita, quella in Svezia è stata come una guarigione.
Potter conosce bene il calcio svedese. Si è fatto un nome all'Östersund, dove ha vinto il suo primo titolo. È lì che ha compreso i metodi di lavoro, la cultura e, soprattutto, si è guadagnato la fiducia.
Al suo ritorno alla guida della nazionale, non riuscì a fare subito la differenza. La Svezia dovette affidarsi alla prestazione nella Nations League C per assicurarsi un posto nei play-off. Il loro percorso verso i Mondiali fu quindi tutt'altro che agevole.
Ma nelle partite decisive, Potter ha dimostrato il suo valore. La vittoria per 3-1 contro l'Ucraina gli ha aperto nuove opportunità, e poi ha superato la Polonia grazie a un gol nel finale di Viktor Gyökeres che ha sigillato la vittoria.
Non fu una vittoria ottenuta con una forza schiacciante. Fu una vittoria di fede e perseveranza.
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La Svezia ha dato un'opportunità a Potter. E lui non se l'è lasciata sfuggire. |
Potter non si è arreso alla pressione. È rimasto fedele alla sua filosofia, ma questa volta aveva una squadra più adatta a realizzarla.
"Questo è il momento più speciale", disse Potter. Una frase breve, ma sufficiente a dimostrare che aveva riscoperto se stesso.
Il valore di rialzarsi
La storia di Potter non riguarda se il West Ham avesse ragione o torto. È una storia di compatibilità.
Un allenatore può fallire in un ambito ma eccellere in un altro. Questo non cambia le sue capacità, ma dimostra semplicemente che il calcio è più complesso di quanto suggerisca il punteggio.
La Svezia ha dato un'opportunità a Potter. E lui non se l'è lasciata sfuggire.
La prossima Coppa del Mondo rappresenterà una sfida ben più grande. Ma per Potter, forse la cosa più importante è già successa: ha riconquistato la fiducia dei giocatori, dei tifosi e di se stesso.
Nel calcio, non tutti hanno la possibilità di correggere i propri errori. Potter l'ha avuta. E l'ha colta nel modo più convincente.
Fonte: https://znews.vn/potter-va-cu-lat-nguoc-dinh-menh-tai-thuy-dien-post1640481.html











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