
Il dollaro statunitense è sceso vicino al livello più basso degli ultimi due mesi, mentre i mercati attendono con cautela i principali dati economici statunitensi, in particolare il rapporto sull'occupazione, la cui pubblicazione è stata posticipata.
L'indice del dollaro USA – che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute principali – è sceso dello 0,02% a 98,269 punti, avvicinandosi al livello più basso dal 17 ottobre.
L'Ufficio di Statistica del Lavoro degli Stati Uniti (U.S. Bureau of Labor Statistics) pubblicherà oggi il suo rapporto consolidato sull'occupazione per ottobre e novembre, dopo che la raccolta dati è stata interrotta dal più lungo blocco delle attività del governo federale nella storia. È prevista inoltre la pubblicazione, nel corso della giornata, di una serie di indicatori preliminari sull'attività manifatturiera.
Commentando il ruolo dei prossimi dati, Paul Mackel, responsabile della ricerca globale sul mercato dei cambi presso HSBC, ha affermato: "I dati sull'occupazione contribuiranno a chiarire il quadro del mercato del lavoro statunitense durante lo shutdown del governo federale". Secondo lui, il messaggio della Federal Reserve della scorsa settimana "ha confermato che il dollaro statunitense non è ancora fuori dalle attuali difficoltà".
I dati dello strumento FedWatch del CME Group indicano una probabilità del 75,6% che la Federal Reserve mantenga i tassi di interesse invariati nella prossima riunione di politica monetaria del 28 gennaio.
Questa settimana, il mercato risente anche di una serie di decisioni di politica monetaria delle principali banche centrali. Si prevede che la Banca del Giappone (BoJ) aumenti i tassi di interesse di altri 25 punti base, portandoli allo 0,75%. Nel frattempo, la Banca d'Inghilterra (BoE) dovrebbe abbassare i tassi di interesse a un livello simile, pari al 3,75%. Si prevede che la Banca Centrale Europea (BCE), la Banca Centrale Svedese (Riksbank) e la Banca Centrale Norvegese (Norges Bank) mantengano i tassi di interesse invariati.
Lo yen è salito dello 0,21% a 154,91 yen per dollaro, mentre gli investitori concentravano la loro attenzione sulla decisione di politica monetaria della Banca del Giappone, che dovrebbe essere annunciata venerdì.
L'euro è rimasto stabile a 1,1753 dollari grazie ai progressi nei colloqui di pace volti a porre fine al conflitto in Ucraina, con una proposta statunitense di fornire garanzie di sicurezza a Kiev sul modello della NATO.
La sterlina britannica è scesa dello 0,06% a 1,3368 dollari.
Rispetto allo yuan offshore, il dollaro statunitense è rimasto pressoché invariato, ancorato a 7,0371 yuan per un dollaro, il livello più basso dal 3 ottobre 2024.
Altrove, il dollaro australiano è sceso dello 0,27% a 0,6622 dollari. Un sondaggio privato recentemente pubblicato ha mostrato un indebolimento della fiducia dei consumatori australiani a dicembre, invertendo il miglioramento registrato il mese precedente.
Analogamente, anche il dollaro neozelandese è sceso dello 0,21%, attestandosi a 0,5767 dollari.
Sia la Reserve Bank of Australia (RBA) che la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) hanno escluso ulteriori tagli dei tassi di interesse, fornendo un certo sostegno alle valute della regione dell'Oceania.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/sang-1612-ty-gia-trung-tam-giam-them-3-dong-175192.html










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