
Ai cittadini thailandesi sarà richiesto di verificare la propria identità tramite riconoscimento facciale in tempo reale per poter richiedere una scheda SIM - Foto: The Nation
Questo è considerato un passo importante nella lotta contro le frodi online, in particolare i casi di appropriazione indebita di numeri di telefono per ottenere il controllo di conti bancari.
La Thailandia sta costruendo una società digitale sicura.
Secondo quanto affermato dal vice portavoce del governo thailandese, Anukool Pruksanusak, la Commissione nazionale per le trasmissioni e le telecomunicazioni (NBTC) estenderà questa tecnologia a tutti i nuovi abbonati, sia prepagati che postpagati, nonché ai clienti esistenti che necessitano di sostituire le proprie schede SIM a livello nazionale.
Questo sistema funziona in modo simile alla funzione di riconoscimento facciale presente nelle app bancarie per la verifica dell'identità in tempo reale, contribuendo a impedire ai truffatori di utilizzare immagini statiche, video o maschere 3D per impersonare altre persone.
Ciò risolve una precedente lacuna normativa che consentiva di registrare una scheda SIM per conto di un'altra persona semplicemente presentando un documento d'identità, come riportato da The Nation .
Con questa nuova misura, gli utenti sono tenuti a registrarsi di persona presso il negozio, il centro assistenza o tramite l'app ufficiale del fornitore di rete.
Tutti i documenti devono essere originali e validi. I cittadini thailandesi devono presentare la carta d'identità nazionale, gli stranieri il passaporto e le aziende un certificato aziendale accompagnato da un documento di identità del proprio rappresentante legale.
Anche gli operatori di rete mobile hanno la responsabilità di proteggere le informazioni personali ai sensi della legge thailandese sulla protezione dei dati personali (PDPA).
Il governo ha sottolineato che si tratta di un'iniziativa urgente volta a "mitigare i rischi associati ai numeri di telefono e a costruire una società digitale più sicura".
Questa decisione giunge in un contesto di crescente preoccupazione pubblica per una serie di truffe legate allo scambio di SIM, un tipo di frode in cui i criminali ottengono il controllo del numero di telefono di un utente ingannando l'operatore di rete e inducendolo a rilasciare una nuova scheda SIM.
Una volta ottenuto il controllo del numero di telefono, i criminali possono facilmente intercettare o ricevere i messaggi OTP, accedendo così a conti bancari, portafogli elettronici e altri servizi online.
Si prevede che la nuova misura renderà più difficile per i criminali sfruttare le falle nella registrazione delle SIM. Tuttavia, l'applicazione di questa tecnologia solleva anche interrogativi sui costi di implementazione, sulla comodità per i cittadini e sul livello di sicurezza dei dati facciali memorizzati.
"L'NBTC dà priorità alla tutela dei consumatori e al rafforzamento della fiducia nei servizi di telecomunicazione. Questa misura contribuirà a minimizzare il rischio di attacchi informatici e di criminali che sfruttano i numeri di telefono per commettere reati", ha affermato il Commissario dell'NBTC Natthorn Phaosunthon, invitando al contempo tutte le parti a collaborare per costruire una società digitale sicura e affidabile.
Tendenze globali
La Thailandia non è l'unico Paese ad aver inasprito le normative sulle schede SIM. Molti Paesi hanno emanato regole severe per garantire che la registrazione degli abbonati sia accompagnata da una chiara verifica dell'identità, al fine di prevenire frodi e crimini informatici.
In India, a tutti gli abbonati di telefonia mobile viene assegnato un numero Aadhaar, il sistema nazionale di identificazione biometrica. Si tratta di un numero di identificazione personale di 12 cifre rilasciato dall'Autorità per l'Identificazione Unica dell'India (UIDAI) per conto del Governo indiano, e assegnato a ogni cittadino indiano dopo il completamento di una valida procedura di verifica. Ogni persona ha diritto a un solo codice univoco nell'arco della propria vita.
Questo meccanismo contribuisce a limitare l'uso di schede SIM non registrate, spesso utilizzate da criminali informatici e truffatori online per nascondere la propria identità, e crea un meccanismo di "tracciamento" efficace, rendendo difficile per individui e organizzazioni commettere frodi tramite chiamate, messaggi o applicazioni online rimanendo anonimi, secondo quanto riportato dal portale ufficiale dell'UIDAI.
A Singapore, residenti, turisti e lavoratori stranieri possono registrare un massimo di 3 schede SIM prepagate e devono fornire informazioni personali e documenti di identità validi.
Secondo quanto riportato dal Singapore Business Review, il governo spera che questa misura impedisca ai criminali di utilizzare più schede SIM non registrate per commettere frodi o altri atti illegali.
Tuttavia, la politica di inasprimento della gestione delle schede SIM si scontra anche con numerose sfide. Nella sola Thailandia, l'implementazione a livello nazionale di un sistema di riconoscimento facciale richiede un'infrastruttura tecnologica sincronizzata, ingenti investimenti e personale qualificato. I cittadini sono inoltre preoccupati per le procedure di registrazione complesse e dispendiose in termini di tempo, o per il rischio di interruzione del servizio in caso di mancanza dei documenti necessari.
Inoltre, gli aspetti legali e relativi alla privacy rimangono questioni controverse. La raccolta e la conservazione di dati biometrici come i dati facciali o le impronte digitali comportano il potenziale rischio di divulgazione, hacking o uso improprio.
Alcuni sostengono che questa normativa potrebbe trasformarsi in uno strumento di sorveglianza per il governo e compromettere la privacy dei cittadini.
Pertanto, l'efficacia della politica dipende in larga misura da come viene attuata, dal quadro giuridico per la protezione dei dati personali e dall'equilibrio tra la garanzia della sicurezza e il mantenimento delle libertà individuali.
La criminalità informatica è in forte espansione in Asia.
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, le bande di criminali informatici provenienti dalla Cina e dal Sud-est asiatico si stanno diffondendo come una "pandemia digitale" su una scala sempre più difficile da controllare.
Nel 2023, solo l'Asia orientale e il Sud-est asiatico hanno perso circa 37 miliardi di dollari a causa di truffe online come investimenti fraudolenti, truffe legate alle criptovalute e altre forme di frode.
Le Nazioni Unite avvertono che, sebbene le operazioni di repressione possano causare disagi a breve termine, queste bande si adattano costantemente.
Lo sfruttamento delle nuove tecnologie ha ulteriormente complicato la situazione, poiché è stato creato un ecosistema completamente chiuso basato su applicazioni di messaggistica crittografata, portafogli elettronici e criptovalute per eludere le autorità.
Fonte: https://tuoitre.vn/thai-lan-cham-dut-ky-nguyen-sim-rac-20250826093043409.htm








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