Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si intensificano nuovamente.
Una vicenda che sta suscitando scalpore a livello mondiale è la ripresa, inaspettata lo scorso fine settimana, dello scontro commerciale tra le due maggiori economie mondiali, Stati Uniti e Cina, dopo un periodo di relativa calma.
Entrambi i paesi hanno ripetutamente lanciato una serie di misure sempre più aggressive che potrebbero avere un impatto significativo sull'attività economica globale. La mossa più eclatante è stata la dura dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump sui social media, in cui ha annunciato l'imposizione di dazi fino al 100% sulle merci importate dalla Cina, in aggiunta a tutti i dazi già in vigore sui prodotti cinesi. Inoltre, Trump ha anche affermato che avrebbe imposto controlli sulle esportazioni di tutti i software critici provenienti dalla Cina. Queste misure dovrebbero entrare in vigore il 1° novembre.
Le azioni del Presidente degli Stati Uniti sono viste come una risposta all'inasprimento dei controlli sulle esportazioni di materiali delle terre rare da parte della Cina, annunciato il 9 ottobre. Secondo l'annuncio, a partire dal 1° dicembre, tutti i prodotti contenenti lo 0,1% o più di materiali delle terre rare provenienti dalla Cina, o che utilizzano tecnologie cinesi relative alle terre rare, richiederanno una licenza di esportazione. Questa politica di controllo potrebbe riguardare molti articoli tecnologici critici, come chip di memoria ad alte prestazioni, processori per l'intelligenza artificiale, veicoli elettrici e batterie ricaricabili.
Un'altra mossa della Cina che ha destato notevole preoccupazione è l'imposizione di tariffe portuali speciali sulle navi di proprietà o gestite da aziende, organizzazioni e privati americani. Questa misura è una ritorsione per le tariffe portuali statunitensi precedentemente annunciate per le navi cinesi ed entrerà in vigore il 14 ottobre, data in cui entrano in vigore anche le tariffe portuali statunitensi.

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si intensificano nuovamente.
I mercati sono volatili a causa delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Questi sviluppi hanno acuito le preoccupazioni sui mercati finanziari internazionali. Le azioni statunitensi, dopo aver raggiunto un picco all'inizio della settimana, sono crollate immediatamente, chiudendo la settimana in territorio negativo.
Alla chiusura delle contrattazioni del 10 ottobre, il Dow Jones Industrial Average ha perso quasi 900 punti, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq hanno registrato i cali più marcati dal 10 aprile, bruciando oltre 2 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato. Complessivamente, nel corso della settimana, tutti e tre i principali indici di Wall Street hanno perso più del 2%, segnando il calo settimanale più ripido degli ultimi mesi. Anche le borse europee hanno risentito negativamente della situazione, con la maggior parte dei principali mercati in ribasso, spingendo l'indice STOXX 600 europeo in calo dell'1,25%.
Le preoccupazioni relative all'instabilità si sono estese anche al mercato delle criptovalute, causando forti ripercussioni su valute digitali come Bitcoin, Ether e Solana, con vendite forzate per un totale di 18,28 miliardi di dollari in sole 24 ore. La piattaforma di analisi dati CoinGlass considera questo evento il più grande crollo di vendite nella storia delle criptovalute.
L'escalation delle tensioni mette a repentaglio le prospettive di negoziato.
Con le recenti tensioni tra Stati Uniti e Cina, anche le prospettive per i futuri negoziati commerciali tra i due Paesi sono un grande punto interrogativo. Esperti e mercati stanno monitorando attentamente le azioni di entrambe le parti su questo tema.
In un annuncio sui social media, insieme all'imposizione di dazi del 100%, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha anche affermato di non avere "alcun motivo" per proseguire l'incontro con il presidente cinese Xi Jinping al vertice APEC che si terrà alla fine di questo mese in Corea del Sud.
Tuttavia, in una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ha dichiarato di non aver annullato l'incontro e che avrebbe atteso ulteriori sviluppi prima che i nuovi dazi entrassero in vigore il 1° novembre. Il presidente statunitense ha inoltre lasciato aperta la possibilità di imporre ulteriori restrizioni alle esportazioni verso la Cina relative ai componenti degli aerei Boeing.
Anche la Cina ha reagito prontamente. Secondo il Ministero del Commercio cinese, a partire dai colloqui di alto livello tenutisi a Madrid a metà settembre, gli Stati Uniti hanno implementato diverse nuove misure restrittive contro le imprese cinesi, come l'aumento delle tariffe portuali e l'ampliamento dell'elenco delle restrizioni commerciali, danneggiando gli interessi della Cina e compromettendo le prospettive di negoziato.
I funzionari cinesi hanno inoltre difeso le misure appena annunciate, affermando che i nuovi requisiti per l'esportazione di materiali delle terre rare "non costituiscono un divieto di esportazione" e avranno solo un impatto minimo sul mercato globale delle terre rare.
Secondo gli esperti, le dichiarazioni di entrambe le parti sono piuttosto dure, ma lasciano comunque aperta la possibilità di soluzioni per allentare le tensioni. Tuttavia, la prospettiva di trovare un terreno comune si preannuncia più difficile.
Alfredo Montufar-Helu, economista specializzato in Cina presso la società di consulenza strategica GreenPoint, ha affermato: "Chiarificando le misure restrittive in materia commerciale, la Cina potrebbe cercare di aprire la strada a ulteriori negoziati su questi temi. Ora la palla è nel campo degli Stati Uniti".
Anna Rathbun, fondatrice di Grenadilla Investment Consulting, ha dichiarato: "Cina e Stati Uniti rimangono interdipendenti in termini commerciali. Gli ultimi sviluppi potrebbero essere temporanei, ma dimostrano in parte che il processo negoziale sta affrontando molte difficoltà e potrebbe protrarsi ulteriormente."
Alcuni prevedono che i negoziati tra Stati Uniti e Cina proseguiranno nei prossimi mesi, ma potrebbe volerci almeno fino all'inizio del prossimo anno prima che le due parti risolvano le questioni più importanti ancora aperte. Inoltre, la volatilità degli scambi commerciali e le prospettive di negoziazione continueranno a creare incertezza, destando preoccupazione tra gli investitori nel prossimo periodo.

Il settore tecnologico globale sta affrontando numerosi impatti negativi, in particolare il rischio di interruzione della catena di approvvigionamento dei semiconduttori.
Le tensioni commerciali stanno pesando notevolmente sul settore tecnologico.
Nel suo ultimo post sui social media, pubblicato questa mattina presto (ora del Vietnam), il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inaspettatamente diffuso un messaggio più conciliante, affermando che la situazione si sarebbe presto stabilizzata e che gli Stati Uniti non avevano alcuna intenzione di danneggiare la Cina.
Le recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti suggeriscono che le relazioni tra USA e Cina continueranno a essere soggette a variabili imprevedibili nel prossimo periodo. E secondo Bloomberg, in mezzo a questa ondata di volatilità, il settore tecnologico globale sta subendo numerosi impatti negativi, in particolare il rischio di interruzione della catena di approvvigionamento dei semiconduttori.
Bloomberg, citando fonti vicine alla questione, ha riferito che le restrizioni cinesi sulle esportazioni di minerali delle terre rare potrebbero aumentare i costi e ritardare gli ordini di settimane per ASML, il principale produttore mondiale di macchinari avanzati per la fabbricazione di semiconduttori. Nel frattempo, anche le aziende tecnologiche statunitensi stanno cercando di capire quali software saranno interessati dall'ultimo divieto di esportazione imposto dal presidente Donald Trump.
Anche le aziende tecnologiche statunitensi e cinesi dovranno affrontare maggiori rischi legali. La Cina ha appena avviato un'indagine sul produttore americano di chip Qualcomm e, in precedenza, su Nvidia, con l'accusa di violazione delle leggi antitrust. Viceversa, anche gli Stati Uniti hanno inserito diverse aziende tecnologiche cinesi nella loro lista nera commerciale. Si prevede che lo scontro tecnologico sia ben lungi dall'attenuarsi.
Olu Sonola, responsabile della ricerca economica statunitense presso Fitch Ratings, ha commentato: "Credo che la competizione si farà sempre più agguerrita. Chiaramente, entrambi i Paesi vogliono sganciarsi l'uno dall'altro nei rispettivi settori tecnologici, e questo processo sarà lento ma costante. Molte aziende tecnologiche, come Apple, stanno riorganizzando le proprie catene di approvvigionamento perché ne percepiscono i rischi e comprendono che le barriere commerciali persisteranno, soprattutto nel settore tecnologico, dato che Stati Uniti e Cina sono essenzialmente impegnati in una 'competizione tecnologica'. Si tratta di una competizione geopolitica e di sicurezza nazionale che entrambi i Paesi vogliono vincere. Non credo che troveranno presto un terreno comune nel settore tecnologico."
Questa tensione avrà un impatto negativo anche sui titoli tecnologici, alimentando i timori di un potenziale crollo dei mercati finanziari. Ciò è dovuto al fatto che i titoli dei produttori di chip e di intelligenza artificiale (IA) sono stati i principali motori dei forti guadagni registrati di recente sia nei mercati azionari statunitensi che in quelli cinesi, nonostante le difficoltà economiche.
Anna Rathbun, fondatrice di Grenadilla Investment Consulting, ha commentato: "Nel complesso, il mercato è ancora in una fase di espansione, trainata principalmente dai titoli tecnologici e dell'intelligenza artificiale. Questo rende il mercato più vulnerabile, soprattutto perché l'indice S&P 500 continua a raggiungere massimi storici. Pertanto, quando arriveranno notizie negative inaspettate, come le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, si verificheranno forti vendite. Per il resto del 2025 e per tutto il 2026, potremmo assistere a una maggiore volatilità se le questioni tariffarie non verranno risolte."
Fonte: https://vtv.vn/thi-truong-chao-dao-vi-cang-thang-thuong-mai-my-trung-100251013094838861.htm








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