
Le tensioni geopolitiche hanno fatto impennare i prezzi del petrolio.
Secondo la Borsa Merci del Vietnam (MXV), la scorsa settimana il mercato energetico ha registrato una forte pressione d'acquisto, con tutti e cinque i prezzi delle materie prime del gruppo in forte aumento simultaneo. In particolare, i prezzi del petrolio greggio sono balzati di oltre il 5%, raggiungendo rispettivamente i 65,7 dollari al barile per il WTI e i 70,1 dollari al barile per il Brent.
Nel corso dell'ultima settimana, i prezzi globali del petrolio greggio sono stati influenzati dalle crescenti tensioni geopolitiche, in particolare dai recenti sviluppi relativi al conflitto tra Russia e Ucraina. Gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe hanno sollevato preoccupazioni in merito a possibili interruzioni delle forniture da parte del secondo produttore di petrolio al mondo. Allo stesso tempo, la situazione nella Striscia di Gaza ha avuto ripercussioni sulla sicurezza e sugli approvvigionamenti nella regione mediorientale.

Inoltre, i prezzi del petrolio sono stati sostenuti dai dati positivi del rapporto settimanale dell'Agenzia statunitense per l'informazione energetica (EIA), pubblicato il 24 settembre, che ha mostrato una diminuzione delle scorte commerciali di petrolio greggio negli Stati Uniti di 607.000 barili nella settimana terminata il 19 settembre, contrariamente alle precedenti aspettative di un leggero aumento. In precedenza, anche l'American Petroleum Institute (API) aveva segnalato una diminuzione di quasi 4 milioni di barili, contribuendo ad accrescere la fiducia nella ripresa dei prezzi del petrolio.
In particolare, anche le scorte di materie prime raffinate come la benzina sono diminuite drasticamente, con un calo di oltre 1 milione di barili, nonostante le raffinerie nazionali abbiano aumentato la capacità produttiva e sia l'apporto che la produzione di petrolio greggio siano cresciuti rispetto alla settimana precedente. Questo andamento riflette il fatto che la domanda di consumo nella più grande economia mondiale rimane stabile, anche se la stagione di punta dei viaggi è terminata.
Ciò si riflette anche nei dati di crescita del PIL statunitense per il secondo trimestre del 2025, che ha raggiunto il livello più alto dall'inizio del 2024, secondo il rapporto ufficiale del Bureau of Economic Analysis degli Stati Uniti. Si prevede che questa situazione macroeconomica positiva continuerà a sostenere la domanda di energia, ma potrebbe anche rendere la Federal Reserve (Fed) più cauta nel prendere decisioni in merito a un eventuale taglio del tasso di interesse di riferimento nel prossimo futuro.

I prezzi del caffè si riprendono nonostante le pressioni sull'offerta.
Nel frattempo, seguendo l'andamento generale del mercato, anche il settore delle materie prime industriali ha registrato sviluppi relativamente positivi, soprattutto per quanto riguarda il caffè. Nello specifico, i prezzi del caffè Arabica sono aumentati di oltre il 3,1% rispetto alla settimana precedente, raggiungendo gli 8.334 dollari a tonnellata, mentre i prezzi del caffè Robusta sono cresciuti di circa l'1,6%, arrivando a 4.201 dollari a tonnellata.
Secondo MXV, le preoccupazioni relative all'offerta in Brasile hanno continuato a pesare sul mercato, sostenendo un rimbalzo dei prezzi per entrambe le materie prime questa settimana. La scorsa settimana, le scorte residue nel Paese sono rimaste basse e la resa del raccolto brasiliano 2025-2026 è diminuita più bruscamente del previsto, sollevando preoccupazioni sulla qualità e la quantità del prossimo raccolto. Allo stesso tempo, le condizioni meteorologiche sfavorevoli hanno ulteriormente rafforzato le preoccupazioni degli analisti, portando a una rapida ripresa dei prezzi.
Fonte: https://baochinhphu.vn/thi-truong-hang-hoa-sac-xanh-ap-dao-102250929112232873.htm









Commento (0)