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L'intelligenza artificiale non può sostituire i giudici.

Il rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) negli ultimi anni ha trasformato il panorama di molti settori chiave, dalla sanità all'istruzione, fino alla finanza. Tuttavia, con l'ingresso di questa tecnologia nelle aule di tribunale, è emersa una profonda preoccupazione riguardo all'equità e ai fondamenti etici del sistema giudiziario.

Báo Sài Gòn Giải phóngBáo Sài Gòn Giải phóng20/04/2026

Workshop sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel sistema giudiziario estone (FOTO: AVALIK)
Workshop sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel sistema giudiziario estone (FOTO: AVALIK)

Non è sempre una cosa positiva.

L'utilizzo dell'intelligenza artificiale nelle sentenze giudiziarie comporta seri rischi. Risultati inaccurati derivanti da informazioni "illusorie", decisioni discriminatorie e mancanza di trasparenza sono tutte fonti di preoccupazione. Se da un lato l'IA potrebbe contribuire a risolvere milioni di casi pendenti, dall'altro il rischio di compromettere la giustizia umana rappresenta una sfida significativa per i sistemi giuridici.

Inizialmente, il principale impulso all'introduzione dell'intelligenza artificiale nel sistema giudiziario è derivato dall'enorme pressione esercitata da un sistema giudiziario sovraccarico. In India, entro il 2026, si prevede che il Paese avrà oltre 55 milioni di casi pendenti presso i tribunali, quasi il doppio rispetto ai circa 29 milioni del 2018. Di questi, più di 17 milioni di casi si trascinano da oltre 5 anni. Si stima che il sistema giudiziario del Paese potrebbe impiegare oltre 300 anni per smaltire questo arretrato. L'intelligenza artificiale si è quindi rivelata una vera e propria "ancora di salvezza" digitale.

In tutto il mondo , molti Paesi stanno sperimentando l'intelligenza artificiale per gestire casi a basso rischio o di natura puramente automatizzata. L'Estonia ha implementato un sistema semiautomatico per le cause civili di minore entità. In Germania, il tribunale di Francoforte sta testando il sistema Frauke per agevolare la redazione delle sentenze. Il giudice britannico Geoffrey Vos ha ipotizzato la possibilità di utilizzare l'intelligenza artificiale per prendere decisioni come il calcolo degli alimenti o dei danni, al fine di ridurre i costi.

Tuttavia, affidarsi all'intelligenza artificiale ha portato a numerosi gravi errori. Una controversia fondiaria nell'Andhra Pradesh (India) è diventata un campanello d'allarme quando un giudice ha risolto il caso basandosi su quattro precedenti completamente inesistenti. Queste sentenze sembravano logiche, complete di nomi propri e argomentazioni solide, ma in realtà erano solo prodotti immaginari creati dall'IA. La questione è venuta alla luce solo quando l'imputato ha presentato ricorso alla Corte Suprema, dove i giudici hanno definito l'atto "illecito" piuttosto che un semplice errore professionale. Analogamente, in Colombia, un giudice ha ammesso di aver utilizzato ChatGPT per supportare le sue argomentazioni in un caso riguardante il trattamento medico di bambini autistici. A New York, due avvocati sono stati sanzionati per aver presentato riassunti legali citando sei casi "creati" dal chatbot GPT... Questi episodi dimostrano che, quando l'IA partecipa al processo giudiziario, il confine tra assistenza e sostituzione diventa più pericoloso che mai.

Mancanza di umanità

La preoccupazione più profonda nell'utilizzo dell'IA negli studi clinici, anche in casi considerati semplici, è il rischio di distorsioni sistemiche. L'IA non crea di per sé distorsioni; si limita a riflettere e amplificare ciò che è già presente nei dati.

Secondo quanto riportato dal canale televisivo tedesco DW, Mimansa Ambastha, esperta di strategie di intelligenza artificiale presso la società di consulenza legale Starlex Consultants (India), ha affermato che l'IA non può sostituire la coscienza umana nell'amministrazione della giustizia. Un uso eccessivo dell'IA potrebbe distorcere i giudizi.

Inoltre, l'avvocato e ricercatore brasiliano Matheus Puppe, specializzato nell'intersezione tra IA e diritto, ha messo in guardia sui pericoli dell'"apparenza scientifica " che l'IA può conferire. Ha sostenuto che i giudici dovrebbero diffidare dal considerare le analisi dell'IA come neutrali, poiché l'IA potrebbe basarsi su precedenti sentenze errate.

Inoltre, secondo gli esperti legali, l'amministrazione della giustizia non si limita all'applicazione di formule matematiche alla legge. Si tratta di un processo complesso che richiede argomentazioni interpersonali dirette ed empatia psicologica. L'intelligenza artificiale, per quanto avanzata, non può "comprendere" lo stato d'animo di un testimone attraverso i suoi occhi o la sua voce. Sono proprio questi gli elementi di equità che mancano all'IA.

Secondo esperti giuridici internazionali, il sistema giudiziario deve sostenere il principio che la tecnologia è al servizio dell'umanità, non si sostituisce alla coscienza. Mantenere la supervisione di giudici in carne e ossa non significa solo evitare errori tecnici, ma anche tutelare i valori umanistici del diritto.

Fonte: https://www.sggp.org.vn/tri-tue-nhan-tao-khong-the-thay-the-quan-toa-post848882.html


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