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Il paradosso dei flussi di capitali esteri
Secondo la signora Thieu Thi Nhat Le, direttrice generale di UOB Asset Management (UOBAM) Vietnam, l'ondata di deflussi di capitali esteri è dovuta a diverse ragioni. Tra queste, la pressione sui tassi di cambio gioca un ruolo significativo, poiché molti investitori confrontano solo le fluttuazioni tra VND e USD, mentre i flussi di capitali esteri effettivi provengono da molti altri mercati asiatici.
Dall'inizio dell'anno, il dong vietnamita si è indebolito significativamente rispetto allo yen giapponese, al dollaro di Singapore, al ringgit malese e al baht thailandese, riducendo considerevolmente i rendimenti per gli investitori provenienti da questi paesi e spingendoli a ritirare capitali. Inoltre, il persistente status del Vietnam come mercato di frontiera ne limita ulteriormente l'attrattiva. Per molti grandi fondi, il Vietnam riveste attualmente un ruolo più tecnico che strategico a lungo termine.
Nel contesto del 2025, altri mercati asiatici come Taiwan (Cina) e Corea del Sud stanno registrando una crescita positiva e valutazioni più interessanti, il che porta i capitali stranieri a spostarsi verso queste regioni per ottimizzare i rendimenti degli investimenti.
Riguardo all'aggiornamento, la signora Thieu Thi Nhat Le ha affermato che l'impatto effettivo sui flussi di capitali esteri si manifesterà solo a partire da settembre 2026, quando FTSE Russell applicherà ufficialmente la classificazione di mercato emergente secondario al mercato azionario vietnamita. I fondi passivi, in particolare gli ETF che replicano gli indici FTSE, potranno adeguare le proprie ponderazioni solo quando l'aggiornamento ufficiale entrerà in vigore.
Nel frattempo, i fondi a gestione attiva, nonostante il loro potenziale di crescita, necessitano ancora di tempo per aprire conti, stabilire infrastrutture di trading e perfezionare i processi operativi in Vietnam. Pertanto, aspettarsi un forte aumento dei capitali esteri subito dopo l'annuncio dell'upgrade non è coerente con la realtà operativa del mercato.
La signora Nguyen Hoai Thu, vicedirettrice generale di VinaCapital Fund Management Joint Stock Company, ha evidenziato un paradosso nel mercato: molti investitori a lungo termine ritengono che non vi siano motivi per ritirarsi dal Vietnam, eppure quest'anno si sono registrate forti vendite nette di capitali esteri.
Oltre ai fattori legati al tasso di cambio, i rappresentanti di VinaCapital ritengono che le forti vendite nette da parte degli investitori stranieri siano dovute a diversi fattori interconnessi; una parte significativa di questi è rappresentata dalle dismissioni di partecipazioni di investitori strategici in grandi imprese, con il trasferimento di tali azioni ad azionisti nazionali. Sebbene queste operazioni siano considerate ristrutturazioni proprietarie, vengono registrate come deflussi di capitali esteri. Contemporaneamente, i fondi passivi e i fondi indicizzati – che non adottano una strategia di investimento a lungo termine – hanno approfittato della crescita del mercato, superiore alle aspettative, per realizzare profitti considerevoli.
Calcolato in VND, il rendimento ha raggiunto il 33%, e quasi il 29% se convertito in USD, un valore sufficiente a incentivarli a ritirare il capitale entro i primi 10 mesi di quest'anno. Inoltre, secondo la signora Thu, alcuni investitori hanno venduto molto presto, in seguito all'emergere di segnali di politica internazionale, come ad esempio intorno al periodo in cui Donald Trump si è insediato come Presidente degli Stati Uniti o prima dell'annuncio dei dazi doganali nell'aprile 2025.
Dopo una ripresa del mercato del 50%, la riluttanza a rientrare ha mantenuto gli investitori ai margini, creando una significativa barriera psicologica, nonostante le valutazioni attuali siano ancora considerate interessanti. Tuttavia, secondo gli esperti, i fattori che spingono gli investitori stranieri a ritirare i capitali sono principalmente di breve termine e le prospettive a medio-lungo termine per il mercato azionario vietnamita rimangono positive. Il mercato subirà un certo ritardo prima di beneficiare appieno della ripresa, ma l'entità dell'afflusso di capitali previsto potrebbe dare un impulso significativo alla liquidità e alle valutazioni azionarie vietnamite nel periodo 2026-2027.

Gli afflussi di capitali esteri continuano a mostrare un saldo netto di vendite quest'anno. (Immagine a scopo illustrativo)
Forza trainante per la crescita del mercato a lungo termine.
Nel recente talk show "Dalla gestione patrimoniale alla libertà finanziaria", la signora Nguyen Thi Bich Thao, direttrice degli investimenti di Manulife Investments (Vietnam), ha affermato che, dopo l'ammodernamento, il mercato vietnamita dovrebbe offrire prospettive di crescita più interessanti rispetto ad altri mercati emergenti della regione e sarà in grado di attrarre flussi di capitali più stabili da investitori stranieri nei prossimi anni. Inoltre, gli obiettivi e le riforme del governo in materia di mercato azionario vietnamita promettono di aiutare l'indice VN-Index a raggiungere nuovi massimi nel lungo termine.
Pertanto, gli investitori dovrebbero mantenere una strategia di investimento coerente e a lungo termine, anziché cercare di acquistare al culmine e al minimo. Da una prospettiva macroeconomica, i rappresentanti di UOBAM hanno inoltre osservato che le basi economiche interne e le prospettive per il 2026 rimangono positive, fornendo un importante supporto alla crescita del mercato azionario.
La signora Thieu Thi Nhat Le, direttrice generale di UOBAM, ha affermato che la crescita economica probabilmente rimarrà elevata, con un obiettivo dell'8-8,3% per il 2025 considerato realizzabile, mentre il piano di crescita del 10% per il 2026 rafforza ulteriormente le aspettative per il mercato dei capitali. Le politiche fiscali e monetarie volte a sostenere la crescita, insieme alla promozione degli investimenti pubblici e all'accelerazione delle riforme legislative nel settore immobiliare, sono considerate fattori determinanti per la fiducia degli investitori e i flussi di capitale.
Tuttavia, dopo un forte rialzo, il mercato necessita di periodi di correzione per stabilizzare un nuovo livello di prezzo. Inoltre, i rischi derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di cambio, dalla politica commerciale statunitense e dalle tensioni geopolitiche continuano a essere fattori da monitorare attentamente.
La signora Nguyen Hoai Thu, vicedirettrice generale di VinaCapital, ha inoltre evidenziato il rischio di un nuovo aumento dei tassi di interesse a causa delle pressioni sul tasso di cambio. Tuttavia, perseguire una strategia di investimento a lungo termine, concentrandosi su aziende con solidi fondamentali e valutazioni interessanti, rimane la scelta ottimale nel periodo attuale.
Secondo VinaCapital, si prevede che l'utile medio delle società quotate nel 2025 aumenterà di circa il 23% e manterrà un tasso di crescita annuo del 16% nel periodo 2026-2027. Escludendo il gruppo di 13 titoli che hanno registrato una rapida crescita, il rapporto prezzo/utili (P/E) previsto per il mercato nei prossimi 12 mesi si attesterà intorno a 10,5 volte, mentre si prevede comunque un aumento degli utili aziendali del 16%. "Molti titoli non hanno ancora espresso appieno il loro potenziale, il che rappresenta un'opportunità di investimento per il 2026", ha commentato la signora Thu.
Nei primi 10 mesi del 2025, gli investitori stranieri hanno venduto un importo netto di circa 75 trilioni di VND, portando la quota di proprietà straniera sull'indice VN-Index al 15,5%, il livello più basso degli ultimi anni. Tuttavia, gli analisti prevedono un rapido ritorno dei flussi di capitali esteri, grazie all'avvio di un ciclo di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, alla stabilizzazione del tasso di cambio e all'ufficiale promozione del Vietnam a mercato emergente.
Inoltre, l'emanazione da parte del nuovo governo del Piano di ammodernamento del mercato azionario vietnamita, unitamente alla dettagliata tabella di marcia per l'attuazione da parte del Ministero delle Finanze – dal meccanismo di conto di negoziazione over-the-counter (OTA) e dal rafforzamento della capacità del sistema di negoziazione e regolamento, fino alla definizione dei limiti alla proprietà straniera e all'entrata in funzione delle controparti centrali (CCP) – non rappresenta un mero passo tecnico. Questi elementi sono visti come segnali che dimostrano la determinazione a standardizzare il mercato, rafforzare la fiducia degli investitori e creare le basi affinché il Vietnam sia ben posizionato per ricevere un forte afflusso di capitali stranieri nel 2026-2027, quando le riforme inizieranno a produrre effetti concreti.
Secondo VNA
Fonte: https://baohaiphong.vn/trien-vong-thi-truong-chung-khoan-trong-dai-han-527662.html
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