
Per molti anni, il codice dell'area di coltivazione (MSVT) e il codice dell'impianto di confezionamento (CSĐG) sono stati considerati "passaporti" obbligatori per le esportazioni agricole vietnamite. Tuttavia, con il rapido sviluppo del settore ortofrutticolo, in particolare in settori come durian, banane, mango e frutto del drago, la pressione per la gestione di questi prodotti sta aumentando, poiché i mercati importatori inaspriscono continuamente i requisiti in materia di quarantena fitosanitaria, sicurezza alimentare e tracciabilità.
In tale contesto, l'emanazione da parte del Governo del Decreto n. 38/2026/ND-CP sull'importazione di piante in vaso, sulla gestione dei codici delle aree di coltivazione e dei codici degli impianti di confezionamento è considerata un importante passo istituzionale verso la standardizzazione, l'aumento della trasparenza e il miglioramento dell'efficienza della gestione statale della produzione agricola destinata all'esportazione.
Subito dopo l'emanazione del Decreto, il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente ha organizzato una conferenza di attuazione presieduta dal Vice Ministro Hoang Trung, con la partecipazione di numerose autorità locali, associazioni di categoria, imprese esportatrici e agenzie specializzate.
La conferenza non è stata solo un'attività di divulgazione delle normative legali, ma è stata anche concepita come un forum per uniformare la comprensione all'interno del settore circa la necessità di passare nettamente da una mentalità di "assegnazione di numeri" a una di "gestione e mantenimento dei numeri in modo sostanziale e sostenibile".
Non più solo un "passaporto" formale.

Secondo il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente, entro maggio 2026 l'intero Paese disporrà di 9.546 codici di aree di coltivazione e 1.525 codici di impianti di confezionamento destinati all'esportazione verso numerosi mercati principali.
In passato, in molti Paesi il codice dell'area di coltivazione era considerato principalmente un requisito per la compilazione della documentazione di esportazione. Tuttavia, la natura del sistema di codifica è ora cambiata significativamente. I mercati importatori come Cina, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e Australia non solo richiedono i codici, ma esigono anche il mantenimento costante delle condizioni tecniche relative a parassiti, residui di pesticidi, condizioni di imballaggio e tracciabilità.
Secondo il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente, entro maggio 2026 l'intero Paese disporrà di 9.546 codici di area di coltivazione e 1.525 codici di impianti di confezionamento, al servizio delle esportazioni verso molti dei principali mercati. Il solo mercato cinese conta attualmente 4.323 codici di area di coltivazione approvati e 1.332 codici di impianti di confezionamento approvati.
Tuttavia, a questo rapido sviluppo corrisponde un rischio crescente di violazioni. Dal 2025 ad oggi, la Cina ha emesso avvisi di non conformità per 403 codici di aree di coltivazione e 240 codici di impianti di confezionamento; di questi, 167 codici di aree di coltivazione e 99 codici di impianti di confezionamento sono stati sospesi o revocati.
Questi dati dimostrano che l'attuale sistema di codifica non è più una semplice "procedura di esportazione", ma è diventato uno strumento per il controllo della qualità e della reputazione nazionale dei prodotti agricoli esportati.

Il viceministro dell'Agricoltura e dell'Ambiente Hoang Trung ha sottolineato che, se i regolamenti relativi alle aree di coltivazione e agli impianti di confezionamento non vengono gestiti correttamente, anche poche violazioni potrebbero ripercuotersi sull'intero settore e potenzialmente danneggiare la reputazione nazionale.
Intervenendo alla conferenza sull'attuazione del Decreto 38/2026/ND-CP, il Vice Ministro Hoang Trung ha sottolineato che, se i codici relativi alle aree di coltivazione e agli impianti di confezionamento non vengono gestiti correttamente, anche poche violazioni potrebbero ripercuotersi sull'intero settore, compromettendo potenzialmente la reputazione nazionale e la capacità di mantenere i mercati di esportazione.
Uno dei temi di grande interesse per molte località presenti alla conferenza è stato il meccanismo di decentramento della gestione del MSVT e del CSĐG. In realtà, il decentramento a livello locale è già in atto da molti anni attraverso linee guida specifiche. Il Ministero svolge il ruolo di istituire strutture, fornire assistenza tecnica, negoziare con i paesi importatori e coordinare le ispezioni post-consegna; mentre le località conducono direttamente le ispezioni in loco, emettono e gestiscono i codici all'interno dei propri territori.
Tuttavia, prima del Decreto 38/2026/ND-CP, questo meccanismo veniva attuato principalmente sulla base di linee guida amministrative e mancava di un quadro giuridico completo a livello di decreto governativo.
Orientarsi decisamente verso una gestione sostanziale e sostenibile.
Un aspetto rilevante del Decreto 38/2026/ND-CP è che, per la prima volta, le responsabilità e i poteri di ciascun livello sono chiaramente definiti in un decreto governativo unificato, dalla ricezione delle domande, alla verifica, al rilascio dei codici, fino al monitoraggio, alla sospensione, al ripristino o alla revoca degli stessi.
Secondo le normative, il Comitato popolare provinciale è responsabile dell'organizzazione del rilascio e della gestione dei certificati di immatricolazione e di revisione dei veicoli all'interno della propria giurisdizione; della direzione degli enti specializzati per le ispezioni, la supervisione, le verifiche successive e la gestione delle violazioni; e dell'assegnazione di risorse, personale e finanziamenti per il mantenimento delle operazioni di gestione.
Ciò riflette una nuova prospettiva gestionale che enfatizza la responsabilità a livello locale, con le autorità locali che "monitorano direttamente le regioni di coltivazione e gli impianti di confezionamento", supervisionano il mantenimento delle condizioni tecniche e intervengono tempestivamente sulle violazioni a livello locale.
Un altro messaggio importante sottolineato durante la conferenza è stata la necessità di passare da una mentalità orientata al "rilascio del maggior numero possibile di numeri di identificazione" a un "sistema di numerazione sostenibile".

Il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente accelererà la trasformazione digitale e creerà un database nazionale dei codici delle aree di coltivazione e dei codici degli impianti di confezionamento, procedendo verso la digitalizzazione dell'intero processo.
In realtà, in alcune aree si privilegia ancora la quantità rispetto alla qualità, concentrandosi sull'ottenimento dei codici senza prestare sufficiente attenzione ai controlli successivi. I registri di produzione, la tracciabilità, il controllo dei parassiti e il monitoraggio dei residui di pesticidi sono spesso solo superficiali, il che porta a numerose segnalazioni o sospensioni temporanee dei codici.
Il Decreto 38/2026/ND-CP, inoltre, per la prima volta, fornisce una regolamentazione relativamente completa sui meccanismi di sospensione, ripristino e revoca dei numeri di immatricolazione, con procedure, moduli e termini di elaborazione chiari, creando una base giuridica per migliorare la trasparenza e la responsabilità nella gestione.
Inoltre, il Ministero dell'Agricoltura e dell'Ambiente promuoverà la trasformazione digitale e creerà una banca dati nazionale sui codici delle aree di coltivazione e dei siti di confezionamento, procedendo alla digitalizzazione dell'intero processo, dalla ricezione delle domande, all'esecuzione delle ispezioni sul campo, al rilascio dei codici, fino al monitoraggio, all'allerta e alla gestione delle violazioni.
Non si tratta solo di un requisito di gestione a livello nazionale, ma anche di una tendenza inevitabile nel commercio agricolo globale, poiché i mercati importatori attribuiscono sempre maggiore importanza alla trasparenza delle informazioni, alla tracciabilità elettronica e alla responsabilità della catena di approvvigionamento.
Si può affermare che il Decreto 38/2026/ND-CP non è solo un documento legale sulla gestione dei codici di zona di coltivazione o degli impianti di confezionamento, ma apre anche una nuova fase per la gestione delle esportazioni agricole, orientandola verso un approccio più professionale, trasparente e responsabile al mercato internazionale.
Fonte: https://vtv.vn/tu-cap-ma-so-den-giu-uy-tin-nong-san-viet-100260515104347387.htm









Commento (0)