
Ma questa volta la causa non era interna, bensì proveniva da un punto critico geopolitico a migliaia di chilometri di distanza: il conflitto in Medio Oriente.
La Banca d'Inghilterra ha recentemente avvertito che la Gran Bretagna rischia una crisi finanziaria che potrebbe far precipitare le famiglie in una spirale di aumento dei costi di indebitamento e inflazione, a causa del conflitto in Iran. Questo avvertimento non è una mera valutazione tecnica, ma piuttosto un monito sul fatto che l'attuale sistema finanziario globale è talmente interconnesso che anche un lieve shock energetico può avere un effetto a catena, dai mercati dei capitali fino ai pagamenti rateali delle singole famiglie.
L'informazione più rilevante non riguarda il piano macroeconomico, ma la vita di tutti i giorni: un altro milione di persone si troverà a dover affrontare rate del mutuo più elevate a seguito dell'aumento collettivo dei tassi di interesse da parte delle banche. Complessivamente, circa 5,2 milioni di acquirenti di case dovranno far fronte a pagamenti maggiori entro il 2028. Non si tratta più di un rischio sistemico, ma di una pressione diretta su ogni famiglia e su ogni bolletta.
È significativo notare che questo shock è arrivato simultaneamente da due direzioni. Da un lato, lo Stretto di Hormuz si è ristretto – una rotta marittima per circa un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gas – causando un'impennata dei prezzi dell'energia. Dall'altro lato, i mercati finanziari hanno reagito quasi immediatamente: gli hedge fund sono stati costretti a ritirarsi da ingenti scommesse, con circa 19 miliardi di sterline investite in posizioni che puntavano sul calo dei tassi di interesse, liquidate in tempi brevi.
Quando le aspettative sui tassi d'interesse si sono invertite, le conseguenze si sono riversate direttamente sul mercato immobiliare: oltre 1.500 pacchetti di mutui sono "scomparsi" in breve tempo. È così che il mercato del credito si è contratto – silenziosamente, ma abbastanza da far percepire chiaramente ai mutuatari la restrizione delle possibilità di accesso al credito.
In questo contesto, le rassicurazioni del Governatore della Banca d'Inghilterra, Andrew Bailey, secondo cui il mercato era "troppo avanti" (nel prevedere gli aumenti dei tassi di interesse), suonano alquanto familiari. La storia ha dimostrato che l'iniziale compiacimento si è rivelato fatale. Riguardo agli shock nel mercato del credito privato, lo stesso Andrew Bailey ha riconosciuto la sensazione che la storia si stia ripetendo, ricordando il 2008, un periodo in cui molti credevano che i problemi nel mercato dei mutui subprime "non fossero abbastanza gravi da causare una crisi".
La differenza preoccupante ora risiede nella struttura del rischio. Mentre il 2008 ruotava attorno alle banche, l'epicentro potrebbe ora trovarsi al di fuori del sistema tradizionale. Nel mercato del credito privato, che ammonta a 18 trilioni di dollari, i fondi hanno iniziato a limitare i prelievi per prevenire vendite dettate dal panico da parte degli investitori: un segnale che non può essere ignorato.
Contemporaneamente, aumenta la pressione dovuta al debito pubblico. Il fatto che il Regno Unito dovrà spendere oltre 100 miliardi di sterline solo per il pagamento degli interessi quest'anno non è solo una cifra di bilancio, ma la manifestazione di una riduzione dello spazio di manovra politica. Man mano che lo spazio fiscale si riduce, diminuisce anche la capacità di reagire a nuovi shock.
La Banca d'Inghilterra ha ammesso senza mezzi termini che il mondo sta entrando in un periodo di "shock importanti, frequenti e potenzialmente sovrapposti", seguiti da "periodi di intensa volatilità". L'aspetto preoccupante non è il singolo shock, ma la possibilità che molteplici debolezze emergano simultaneamente.
A questo punto, i rischi sono ancora "sotto controllo", come spesso affermano i politici. Ma la lezione del passato dimostra che le crisi raramente derivano da qualcosa di già ovvio. Spesso iniziano con ciò che viene percepito come "controllabile".
Fonte: https://baotintuc.vn/kinh-te/tu-dia-chinh-tri-den-tui-tien-nguoi-dan-20260405075642238.htm









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