La presenza e il discorso del Segretario Generale e Presidente To Lam alla sessione di apertura del 23° Dialogo di Shangri-La a Singapore non solo hanno attirato particolare attenzione da parte di politici e studiosi internazionali, ma hanno anche lasciato una forte impressione sul pensiero strategico, sulla visione di sviluppo e sulla responsabilità internazionale del Vietnam nel contesto di un mondo in profonda trasformazione.
Con il tema "Costruire proattivamente la pace, la stabilità e lo sviluppo in un mondo instabile", il discorso non solo ha offerto valutazioni approfondite del contesto strategico globale, ma ha anche proposto un sistema di soluzioni direzionali a lungo termine per la regione Asia-Pacifico e per la comunità internazionale.
L'aspetto più rilevante del discorso è stato il suo nuovo approccio alla pace e alla sicurezza: anziché limitarsi a reagire alle crisi dopo che si sono verificate, è necessario creare proattivamente le condizioni per prevenirle in anticipo e da lontano. Sono state individuate tre crisi fondamentali del mondo contemporaneo.

Per molti anni, i forum internazionali si sono spesso concentrati sull'analisi di punti critici, conflitti o specifiche manifestazioni di instabilità. Tuttavia, il Segretario Generale e Presidente To Lam ha affrontato la questione a un livello più profondo, evidenziando tre crisi fondamentali che incidono simultaneamente sul panorama globale: la crisi dell'ordine internazionale, la crisi del modello di sviluppo e la crisi della fiducia strategica. Si tratta di una valutazione di profondo significato teorico e pratico. La crisi dell'ordine internazionale non è semplicemente la competizione tra le grandi potenze, ma piuttosto l'indebolimento del carattere vincolante del diritto internazionale; è una situazione in cui principi ampiamente riconosciuti vengono applicati in modo incoerente o dominati da una mentalità orientata alla potenza. La crisi del modello di sviluppo riflette la realtà che i fattori che un tempo contribuivano al successo della globalizzazione si trovano ad affrontare sfide senza precedenti. Il rallentamento della crescita, il cambiamento climatico, l'aumento del debito pubblico, la frammentazione delle catene di approvvigionamento e il divario tecnologico stanno creando nuovi rischi per lo sviluppo sostenibile.
In particolare, identificare la “crisi di fiducia strategica” come una delle tre maggiori sfide del nostro tempo dimostra una profonda comprensione della natura dei rischi per la sicurezza attuali. In un mondo profondamente interconnesso, la mancanza di fiducia può far degenerare interessi contrastanti in scontri, azioni difensive in provocazioni e incidenti minori in pericolose escalation. Identificare con precisione la natura di queste crisi è un prerequisito per trovare soluzioni adeguate per il futuro. Ciò implica un passaggio da una mentalità di gestione delle crisi a una mentalità di mitigazione del rischio.

Uno dei punti salienti e più innovativi del discorso è stato il passaggio da una mentalità incentrata sulla "gestione delle crisi" a una incentrata sulla "riduzione del rischio". Per decenni, i meccanismi di sicurezza internazionali si sono concentrati principalmente sulla gestione delle conseguenze delle crisi. Tuttavia, l'esperienza ha dimostrato che il costo della gestione delle crisi spesso supera di gran lunga quello della prevenzione.
Il messaggio trasmesso dal Segretario Generale e Presidente To Lam è che è necessario sviluppare la capacità di identificare tempestivamente i rischi, istituire meccanismi di allerta precoce, mantenere un dialogo costante e rafforzare le misure di creazione di fiducia. Si tratta essenzialmente di una mentalità di governance strategica moderna, incentrata sulla prevenzione piuttosto che sulla reazione; sulla creazione piuttosto che sulla reattività.
In un mondo sempre più interdipendente, questa mentalità è fondamentale non solo per la sicurezza, ma anche per lo sviluppo economico, la governance tecnologica e la risposta alle sfide non tradizionali. Riaffermando il valore del diritto internazionale e del multilateralismo, un messaggio ricorrente in tutto il discorso è la necessità di rafforzare il ruolo del diritto internazionale e dei meccanismi di cooperazione multilaterale.
In particolare, il Vietnam non solo difende i propri interessi nazionali, ma propone anche un approccio universale: il diritto internazionale deve costituire il fondamento comune per la coesistenza pacifica di nazioni grandi, medie e piccole. Nel contesto di una competizione strategica sempre più agguerrita, questo messaggio assume un significato particolare per i paesi in via di sviluppo e per le nazioni di piccole e medie dimensioni.
Per quanto riguarda il Mar Cinese Meridionale, la posizione è chiara, coerente e basata su principi solidi: risolvere tutte le controversie pacificamente, sulla base del diritto internazionale, in particolare della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. Questa non è solo la posizione del Vietnam, ma riflette anche il desiderio comune della comunità internazionale di un ambiente pacifico, stabile e basato sul diritto. Viene sottolineato il ruolo centrale dell'ASEAN nella nuova struttura regionale. Un altro punto strategico fondamentale è l'enfasi sul ruolo centrale dell'ASEAN nel contesto del crescente numero di nuovi meccanismi e iniziative regionali.
Secondo l'approccio del Segretario Generale e Presidente To Lam, la regione necessita di una struttura aperta e inclusiva, capace di connettere gli interessi delle nazioni, anziché creare nuove linee di divisione. In particolare, il concetto di "ruolo centrale dell'ASEAN" non è visto come un privilegio intrinseco, bensì come qualcosa che deve essere preservato attraverso la solidarietà, l'autonomia strategica e la capacità di creare un'agenda comune.
Questo messaggio esprime fiducia nell'ASEAN e, al contempo, sollecita una forte innovazione all'interno dell'ASEAN stessa, nel contesto di una competizione geopolitica sempre più complessa. Pone la sicurezza umana al centro della sicurezza sostenibile. Mentre in precedenza la sicurezza era intesa principalmente da una prospettiva militare, il discorso ne ha ampliato significativamente il significato. Di conseguenza, la sicurezza sostenibile deve essere incentrata sulle persone. L'instabilità non deriva solo da guerre o conflitti, ma anche da interruzioni nei processi di sviluppo, disastri naturali, epidemie, insicurezza alimentare, energetica e idrica, e shock economici.
Questo approccio si allinea alle moderne tendenze di governance globale e riflette la visione coerente del Vietnam sullo sviluppo incentrato sulle persone, che sono al contempo soggetto e obiettivo di tutte le politiche. Inoltre, definisce nuovi standard per la tecnologia e l'intelligenza artificiale. Uno degli aspetti più rilevanti è lo sviluppo di standard di responsabilità per le nuove tecnologie, in particolare per l'intelligenza artificiale.

Mentre molti Paesi sono ancora concentrati sullo sfruttamento dei vantaggi dell'intelligenza artificiale, il discorso ha messo in guardia dai rischi che questa tecnologia potrebbe comportare per la pace e la stabilità strategica se sfuggisse al controllo umano. Il messaggio secondo cui "gli esseri umani devono assumersi la responsabilità ultima delle decisioni con gravi conseguenze per la sicurezza" riflette un approccio umano e responsabile allo sviluppo tecnologico.
Anche questo è uno dei temi che plasmeranno l'agenda globale per molti anni a venire: elevare lo status e il ruolo del Vietnam.
È evidente che il discorso pronunciato a Shangri-La 2026 non solo riflette le posizioni del Vietnam sulle questioni internazionali, ma dimostra anche la maturità del suo pensiero strategico e la sua capacità di contribuire alle problematiche regionali e globali. Da nazione che un tempo lottava per ottenere l'indipendenza e proteggere la propria sovranità, il Vietnam oggi partecipa attivamente alla creazione di un ambiente pacifico, stabile e prospero per la regione.
Il messaggio di "passare da una risposta passiva a una creazione proattiva" non è solo una linea guida di politica estera, ma riflette anche lo spirito innovativo che anima il pensiero del Paese in materia di sviluppo.
Pertanto, il discorso del Segretario Generale e Presidente To Lam al Dialogo di Shangri-La 2026 non è solo la voce del Vietnam, ma anche un appello all'azione per la comunità internazionale: rafforzare lo stato di diritto, accrescere la fiducia, promuovere il dialogo e costruire meccanismi efficaci di mitigazione del rischio per creare un futuro più pacifico, stabile e prospero per l'umanità.
In un mondo pieno di incertezze, il valore più grande di questo discorso risiede nell'affermare che la pace non è uno stato passivo di attesa, bensì il risultato di una creazione proattiva basata su visione, responsabilità e cooperazione.
Fonte: https://cand.vn/tu-duy-chien-luoc-moi-tu-shangri-la-2026-post812526.html








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