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Perché l'intelligenza artificiale non può sostituire gli scienziati?

GD&TĐ - Con il continuo sviluppo dell'intelligenza artificiale, sorge spontanea la domanda: le macchine possono sostituire gli scienziati?

Báo Giáo dục và Thời đạiBáo Giáo dục và Thời đại27/05/2026

La risposta risiede nel modo in cui gli esseri umani esplorano se stessi e il mondo che li circonda.

L'intelligenza artificiale non crea la scienza.

Nell'ondata di integrazione dell'intelligenza artificiale (IA) in praticamente ogni campo, la scienza non fa eccezione. Ricercatori e politici si aspettano che i modelli di IA, addestrati su enormi quantità di dati scientifici, siano in grado di ragionare automaticamente, proporre ipotesi e persino accelerare importanti scoperte. Quindi, l'IA sostituirà un giorno completamente gli scienziati?

Questa ambizione si riflette nella Genesis Initiative, annunciata dagli Stati Uniti nel novembre 2025. L'obiettivo è quello di costruire e addestrare "agenti di intelligenza artificiale" basati su set di dati scientifici federali per "testare nuove ipotesi, automatizzare i processi di ricerca e accelerare le scoperte scientifiche".

Tuttavia, i risultati ottenuti finora dagli "scienziati dell'IA" rimangono controversi. Da un lato, i sistemi di IA sono effettivamente in grado di elaborare enormi quantità di dati e di individuare sottili correlazioni che gli esseri umani faticano a riconoscere. Dall'altro lato, la mancanza di buon senso e di comprensione contestuale fa sì che possano offrire suggerimenti sperimentali privi di significato.

La professoressa associata Alessandra Buccella, filosofa e ricercatrice specializzata nella storia e nei fondamenti concettuali della scienza presso l'Università di Albany (USA), sostiene che, sebbene l'intelligenza artificiale possa essere d'aiuto in molti aspetti del processo di ricerca, è ancora ben lontana dal raggiungere, e forse non raggiungerà mai, il vero significato di "automatizzazione della scienza". Ritiene infatti che la scienza sia intrinsecamente legata agli esseri umani e che le macchine non possano sostituirli.

I modelli di intelligenza artificiale non apprendono direttamente dal mondo reale. Possono apprendere solo attraverso i "mondi" che gli esseri umani costruiscono per loro, ovvero set di dati che sono stati selezionati, organizzati e interpretati. Senza gli scienziati che supervisionano la costruzione di questi mondi di dati, l'intelligenza artificiale stessa non avrebbe una base su cui operare.

Il caso di AlphaFold ne è un esempio lampante. Questo modello, grazie alla sua capacità di prevedere la struttura delle proteine, ha fatto guadagnare al team che lo ha sviluppato il Premio Nobel per la Chimica nel 2024. Grazie ad AlphaFold, i ricercatori possono modellare rapidamente le strutture proteiche, accelerando così la progettazione di farmaci, la ricerca sulle malattie e molti altri campi biomedici.

Tuttavia, AlphaFold non "crea" nuove conoscenze biologiche da solo. Non comprende le proteine, le malattie o cosa costituisca un buon farmaco. Si limita ad analizzare e riorganizzare una vasta quantità di informazioni già create dagli esseri umani, in modo più rapido ed efficiente.

"In altre parole, l'IA non si pone al di fuori della scienza per creare scienza. Si colloca al suo interno, come strumento, ed è interamente dipendente da ciò che la scienza umana ha già predisposto per essa", ha sottolineato la professoressa associata Alessandra.

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L'intelligenza artificiale non può sostituire gli scienziati.

La scienza è un'attività umana.

Secondo Alessandra, il ruolo degli esseri umani nella scienza non si limita alla progettazione e al "perfezionamento" dei modelli di intelligenza artificiale. Più in profondità, la scienza, in quanto conquista intellettuale, è intrinsecamente legata ai valori, agli obiettivi e agli stili di vita peculiari dell'umanità. Si fonda sul modo in cui gli esseri umani pensano, si interrogano, dibattono, credono e dubitano gli uni degli altri.

Le grandi scoperte scientifiche non sono semplicemente teorie "formulate meccanicamente" a partire dai dati. Sono il risultato di generazioni di scienziati, con interessi, pregiudizi e prospettive diversi, che lavorano insieme in una comunità vincolata da standard di integrità intellettuale ed etica professionale.

La storia della struttura a doppia elica del DNA ne è una testimonianza. Quando l'idea fu proposta per la prima volta, non esistevano esperimenti diretti a confermarla. Si basava in gran parte sul ragionamento, sulla sintesi e sull'immaginazione di scienziati altamente qualificati. Ci vollero quasi un secolo di progressi tecnologici e generazioni di ricerca, a partire dalle vaghe speculazioni della fine del XIX secolo, perché la scienza giungesse alla scoperta che le valse il Premio Nobel nel 1953.

Questo dimostra che la scienza è, per sua stessa natura, un'attività sociale. Le idee vengono proposte per il dibattito e le interpretazioni si confrontano tra loro. Gli scienziati non si limitano a registrare il mondo, ma costruiscono anche la conoscenza attraverso la pratica, il dibattito e gli standard formati da valori sociali e persino politici.

In quell'immagine, è difficile immaginare un sistema di intelligenza artificiale, privo di vita sociale, valori e aspirazioni, che "partecipi" veramente alla scienza come fanno gli esseri umani. "Tuttavia, l'enorme potenziale dell'IA nel promuovere il progresso scientifico è innegabile. Pertanto, l'IA deve essere utilizzata con cautela e responsabilità per far sì che diventi un 'braccio destro' per gli scienziati", ha affermato Alessandra.

Gli strumenti di intelligenza artificiale possono aiutare gli scienziati a risparmiare tempo, ridurre gli errori e concentrarsi maggiormente sulle grandi questioni. L'IA può essere uno strumento eccellente. Ma non ha motivo di essere curiosa, nessun incentivo a essere scettica e nessuna responsabilità morale per le conseguenze della conoscenza che produce.

Finché la scienza rimarrà una narrazione incentrata sul tentativo degli esseri umani di comprendere se stessi e il mondo, l'intelligenza artificiale potrà solo affiancare gli scienziati, e non sostituirli.

Fonte: https://giaoducthoidai.vn/vi-sao-ai-khong-the-thay-the-nha-khoa-hoc-post778616.html


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